di Massimo Bernardi 2 Dicembre 2010

Sarà anche marcata Fiji ma è una bottiglia di plastica, Cristo, mica l’oracolo di Delfi. Voi mi direte che il presidente Obama la scarrozza di riunione in riunione, Paris Hilton ci fa i gargarismi prima dopo e durante le riprese del suo serial, Michael Jackson la teneva sul comodino; Cindy Crawford bla bla bla, ma quelle bottiglie di plastica, a dispetto dell’immagine eco-friendly, arrivano dalla Cina. Che se permettete, per una cavolo di acqua estratta dall’oceano, che ha costruito la sua fortuna intorno al nome sinonimo di purezza, non è che sia proprio il massimo. Poi io sulle ragioni per cui i ricchi-e-famosi se la bevono (in tutti i sensi) passo, l’iconografia del lusso non è il mio forte. Capiamoci: 12 bottiglie da litro costano online 110 euro.

Sta di fatto che per un concatenamento di vicende troppo lunghe da raccontare, ma se vi interessa saperle cliccate qui, negli ultimi giorni i vips americani (e chissà, forse anche tu che stai leggendo) han rischiato di non ricevere più l’acqua che se la bevi ti risparmia il viaggio fin laggiù, il campione di purezza non toccato da mano umana durante la lavorazione, il liquido che ha fatto ammalare i concorrenti dell’Evian di rabbia canina. Anzi, per 48 ore gli impianti di Viti Levu o come cavolo si chiama sono stati proprio chiusi.

Bene, invece di passare le giornate a bere acqua Fiji Paris Hilton potrebbe imparare come si fanno le tagliatelle, ad esempio, abbiamo la scusa buona. Ma l’ereditiera è articolo che non interessa più da tempo, anzi, ogni volta che la vedo dico R.I.P all’erezione. Non divaghiamo.

La cosa cui pensavo ardentemente è come nascono certi miti. Per dire: la Fiji Water è fonte di reddito per uno dei tanti dittatorelli-carogna che governa le isole con pugno di ferro. E, ironia della sorte, la popolazione non ha accesso a un sistema idrico degno di questo nome, altro che l’acqua purificatrice.

Eppure.

E scusate se ve lo dico, ma tutte quelle acque minerali di lusso? Davvero qualcuno, anche solo per provarle, o per fare il figo e servirle nel suo ristorante, si è comprato la Voss, norvegese, che sta nella bottiglia del profumo? O la SuperNariwa giapponese, o quell’altra ricavata dagli iceberg, l’Iceland Glacial, o ancora la Finé? No, confessatelo.

Qualcuno può sostenere in questa pubblica piazza che sono acque medicali e purificatrici?

Nell’attesa di saperlo mi accendo una sigaretta, e come per la Fiji penso: montature.

[Fonti: Fiji Water, Il Post, The Hairpin, immagini: Rsi.ch, The Hairpin]