di Giulia Graglia 31 Maggio 2009

Stella, la protagonista del nuovo cortometraggio del regista Gabriele SalvatoresNell’82 avevo più o meno l’età di Stella, la protagonista dello struggente corto realizzato da Gabriele Salvatores per Banca Intesa, e come lei, sognavo i giocattoli pubblicizzati in TV. C’erano Crystal Ball e Cicciobello. E c’era il Dolce Forno: una bimba spiegava dallo schermo che tutti potevano fare manicaretti d’alta pasticceria. Io dopo un paio di tentativi avevo desistito. Invece Stella la cucina ce l’ha nel sangue. Seduta sul sedile posteriore di una 127 malconcia sogna su un libro illustrato pieno di piccoli pasticceri. La madre conosce la passione della figlia e cerca in ogni modo di assecondarla, segnando per sempre la vita di entrambe: «quello è stato l’ultimo regalo che mi ha fatto mia madre; da quel giorno forse sto solo cercando di meritarmelo». Nel corto di Salvatores la vita di Stella si intreccia con un’altra, il finale a sorpresa consiglia di guardare TUTTO il video. Due storie partite male, senza prospettive: in entrambi i casi il riscatto avviene in cucina, utero materno, luogo al riparo da tutto, dove si può dare sfogo a fantasia e talento, e ricostruirsi in silenzio un’esistenza. Allora c’è davvero da brindare: i bicchieri sono quelli belli e la temperatura del vino è giusta; si festeggia la rivalsa nei confronti del destino, il ribaltamento dell’inevitabile. Soprattutto si beve ai sogni, grandi e piccoli, nati davanti a uno di quei giocattoli che oggi non si vedono più.

[Via: Cineblog]

commenti (9)

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  1. Avatar Maurizio ha detto:

    In che senso? Io l’ho trovato bellissimo. Il colpo di scena finale mi ha messo i brividi

  2. E’ montato da cani, con il cassiere del supermercato che scatta e poi esce tre quarti d’ora dopo. Come solito, nel cinema italiano gli scontri automobilistici sono girati di schifo. E qui c’è anche una che guarda dietro per tre ore, della serie voglio anna a sbatte’, mentre intanto il cassiere prima viene distanziato, poi quando la macchina prende velocità invece è vicinissimo (???).

    E l’idea degli occhi (e quindi di tutto il corto) è copiata pari pari da qui (lo segnalo così per evitare di spoilerare a chi non ha ancora visto il corto):

    http://italian.imdb.com/title/tt0120815/

    1. Ma no, mi bastava un po’ meno di pseudopoesia ricattatoria. Almeno, metterci un’idea originale. Beato Salvatores che si guadagna da vivere con sta’ roba…

  3. Avatar CiccioFormaggio ha detto:

    Mi unisco a Colinmckenzie, e poi il montaggio rimane osceno nel dialogo finale (odio quanto cambiando camera il soggetto cambia posizione istantaneamente). E il colpo di scena è citofonatissimo (e basterebbe anche fare il conto dei 27 anni passati).
    Detto questo speravo che con tutto sto gioco di sguardi in fondo ci scappasse una bella scena lesbo.

  4. Avatar Leonardo Ciomei ha detto:

    Anche a me, semplice fruitore di cinema e affini, il corto del pur bravo Salvatores (ma mi piaceva di più nei suoi primi film “on the road”) mi sembra triste e retorico all’ennesima potenza.

    Buon per Maurizio che non deve accendere spesso la TV. Nelle ultime settimane ci veniva propinato di continuo proprio il finale…

    In proporzione credo poi che abbia i titoli di coda più lunghi dell’universo: 74 secondi su una durata totale di 7 minuti e 25 !!

  5. Avatar Chefclaude ha detto:

    Bello eh! E c’è un’etica di fondo..! Chi ruba al supermercato s’ammazza per il dolceforno, ma poi arriva la Banca (l’innominabile invisibile ex-machina) e, come sua consuetudine, salva tutti e tutte (soprattutto, salva-tores). Ci mette circa trent’anni….
    Pure io da ragazzino rubavo al supermercato: e mò vado di corsa (o meglio zoppicando) alla San Paolo a chiedere, non si sa mai…vi faccio sapere presto.