di Prisca Sacchetti 13 Gennaio 2012

Non si può chiudere lo Smeraldo, tempio dell’entertainment milanese dove hanno suonato Ray Charles e Bob Dylan oltre all’intero mondo dello spettacolo, e sperare che vada meglio di così. Al contrario, poteva andare peggio. Al posto del teatro che chiude — notizia mai buona convengo con voi — poteva aprire un centro commerciale purchessia, o l’ennesimo cinema multiplex. Viceversa, adesso è ufficiale, ci sarà Eataly, la catena di supermercati per gourmet: Gianmario Longoni e Oscar Farinetti hanno firmato.

La trattativa era in corso da tempo, il nostro primo post risale a febbraio 2011, ma, come dice oggi Repubblica: “il patron del teatro di piazza XXV Aprile ha temporeggiato fino all’ultimo sperando di trovare una soluzione alternativa per salvare il gioiello di famiglia affossato dall’eterno cantiere del parcheggio nella piazza”.

La formula di Eataly Milano, 2.500 metri di spazio, sarà sempre la stessa: mercato, ristorazione con 4/5 ristoranti tematici e laboratori per la didattica. Ma resterà il palco per ricordare quello che lo Smeraldo è stato per lunghi anni, e magari organizzare qualche spettacolo. E resterà anche il punto vendita milanese al Coin di piazza 5 Giornate.

Detto che Longoni cerca una nuova casa per lo Smeraldo, sempre in zona Garibaldi Repubblica, resta da chiarire, e qui una posizione va presa, se per Milano si tratta di una sconfitta o di una vittoria.