di Massimo Bernardi 7 Febbraio 2012

Cara Milano, anche se mi hai accolto con quel -11° di cortesia ti parlo come fossi il tuo commercialista. C’è un estensione illimitata di banalità e modi di pensare che ti riguardano con i quali siamo cresciuti e con cui conviviamo. Milano è brutta, c’è la nebbia, il traffico, “che differenza c’è tra Roma e Milano, a parte il fatto che lassù si lavora”. Posso aggiungerne una? Non è ancora cliché ma presto lo diventerà: Milano ha perso il senso della realtà.

Com’è possibile, vista la temperie, che Roberto Formigoni spenda 571,4 milioni di euro per il Pirellone bis, sede della giunta regionale? In tempi di mastini del Fisco che aggrediscono la città è logico farsi un eliporto per gli spostamenti in elicottero? O un ufficio di due piani con foresteria collegati da una scala interna?

Ma la fascinazione dei milanesi operosi per il loro presidente ingoia senza batter ciglio 11.200 euro per il tavolo “direzionale” e 20.000 per i tappeti “fabbricati a mano”? Per  non parlare degli sprechi nella vecchia sede della Regione, il grattacielo Pirelli.

E veniamo alle cose nostre. La mobilia di buvette e cucine costa 64mila euro. Il primo servizio di ristorazione di Palazzo Lombardia (confidenzialmente Pirellone bis) si chiama Terraferma, un ristorante da 150 posti riservato ai dipendenti della Regione, che nelle parole di Formigoni: “era giusto avessero all’interno del palazzo un punto di riferimento per il pranzo quotidiano”.

Poi, il supremo sgarbo al senso comune, la prova tangibile che esiste la sindrome del faraone tipica degli amministratori che vogliono lasciare un segno del loro passaggio, pagato con i soldi pubblici.

Come annunciava ieri un meraviglioso taglio basso di Repubblica Milano: la gelateria frutteria. Appena inaugurata. Nel palazzo della Regione.

P.S. E c’è pure l’outlet.

[Crediti | Link e immagini: Repubblica Milano]