di Massimo Bernardi 19 Ottobre 2010

Leggevo ieri che a Hong Kong ci si può sposare da McDonald’s (lo chiamano McWedding) spendendo 286 euro per 100 invitati invece dei soliti 15.000. Problema. Come fai, dopo, ad eccitarti sessualmente? Altro problema. L’Happy Meal si decompone nello stesso tempo di una mummia Egizia. L’Happy Meal è un menù di McDonald’s composto da hamburger, patatine, una bevanda e un giocattolino. Non sappiamo se l’hamburger è stato trattato con resine e oli essenziali, sta di fatto che la settimana scorsa la storia di Sally Davies è diventata virale.

Chi è Sally Davies? E’ l’artista americana che il 10 aprile scorso ha comprato un Happy Meal nel McDonald’s sotto casa, lo ha lasciato fuori dal frigorifero, fotografandolo quotidianamente per monitorare eventuali cambiamenti. Beh, il suo esperimento, l’Happy Meal Project, ha dato risultati sorprendenti.

Nei primi mesi l’hamburger è rimasto intatto, solo le patatine si sono un po’ striminzite. Dopo sei mesi (6!) “il cibo è di plastica al tatto e luccica come se fosse acrilico”. Ed è inodore, al punto che anche i cani della Davies han cominciato a snobbarlo. Nemmeno i cani.

Chi si è chiesto se l’Happy Meal non fosse biodegradabile ha ricevuto una tonante risposta direttamente McDonald’s: “E’ un’ipotesi stravagante e completamente falsa”. In effetti, il fatto che sia inodore e rimanga intatto non significa che il pasto non sia degradabile. Che poi una persona normale, non dico un gastrofanatico, lo ingerisca tranquillamente pur pagandolo poco (3 euro e 90), è un’altra storia.

Siccome batteri e muffe hanno bisogno di umidità per svilupparsi, una spiegazione scientifica plausibile è che l’hamburger sia molto secco.

Nello scorso fine-settimana, un blogger americano ha deciso di condurre un altro esperimento.

“L’invecchiamento delle patatine e degli hamburger di McDonald’s non è mai stato confrontato con quello di alimenti analoghi per dimensioni e livelli di umidità. Ecco perché ho lasciato fuori dal frigo hamburger e patatite cucinati in casa. Sono curioso di scoprire cosa accadrà nelle prossime settimane”.

Il blogger ha detto di non essere un difensore della causa di McDonald’s, vuole solo dimostrare cos’è la buona scienza, e se qualcuno arriva alle conclusioni in modo meno impulsivo tanto meglio.

Dissapore seguirà i progressi dell’esperimento, nel frattempo, bye bye Happy Meal.

[Fonti: Il Sole24Ore, Corriere City, Serious Eats, immagini: Repubblica.it, Daily Mail]