di Maurizio Cortese 22 Marzo 2010

Con la scusa di ringraziare i lettori che hanno affollato il Dissapore Day di Roma, parliamo di noi: ettipareva. Ce ne scusiamo, ma con il video e le prime foto è ufficialmente aperta la ego-section.

Tutto è cominciato lo scorso venerdì pomeriggio con una birra all’Open Baladin, nella nuova sede romana.

Breve ma obbligatoria sosta da Roscioli, risto-gastronomia conosciuta nell’ambiente come “ufficio” di Stefano Bonilli per prelevare l’ex direttore del Gambero Rosso. Alessandro Roscioli sa trattare molto bene gli amici degli amici. Un assaggio di cacio e pepe per tutti.

Pochi metri e siamo in Via dei Chiavari per la cena al ristorante “Il Sanlorenzo“, corner fish di Enrico Pierri, napoletano trapiantato a Roma. Scoperta della serata, le vongole. Queste.

Provengono dal lago di Caprolace, dalle parti di Sabaudia. Si trovano in bacini dove confluiscono acqua dolce di lago e salata di mare. Non le cercate in giro, non le troverete. Un’ottima cena subito digerita grazie allo sforzo fisico compiuto per separare il nostro esperto di mitili, Antonio Tomacelli da Cerignola, dalle vongole del Sanlorenzo.

Il giorno dopo, sabato 20 marzo è il “D-Day”. Eccoci al ristorate “Open Colonna“, ore 13.

Arrivano i nostri: Antonio Tomacelli, Alessandro Morichetti, Giulia Graglia.

Ci sono anche due fotografi VERI per l’occasione. Maurizio Camagna e Michele Tabozzi.

L’esperto di chef e ristoranti Leonardo Ciomei con signora.

L’arrivo dei lettori.

Il fedelissimo lettore Errico.

Una carbonara a Cuba. Il commentatore Massimo D’Alma e Dania.

Piccoli gourmet crescono. Ecco Gea.

Un grazie al padrone di casa, Antonello Colonna. Alcuni appassionati lasciano in custodia i loro sigari in questi cassetti nel “Humidor” dell’Open Colonna. Il più prezioso vale ottomila euro. Soldi in fumo? Chi non ha provato l’aroma di un “Gran fumata vintage Davidoff Dom Perignon 1986”, non può saperlo.

Ci sarebbe piaciuto fotografare i piatti di Antonello Colonna o le magiche pizze di Gabriele Bonci ma alla fine della scala che conduce alla nostra sala, i volenterosi addetti al servizio armati di vassoi, hanno sempre trovato una dogana molto severa. Solerti gourmet che hanno puntualmente sequestrato la preziosa merce. Fortunatamente, non ci sono stati presidi tra la cucina di Arcangelo Dandini e i nostri tavoli.

Ore 21 al ristorante L’Arcangelo.

Meno male che nessuno ci ha visto. Cosa penserebbe una persona normale di 35 “gastrofanatici” che fotografano all’unisono dei favolosi spaghetti invece di sbafarseli all’istante? Vogliamo parlare poi del fiume di Primitivo di Manduria e di Negroamaro (Soloperto, Taurino) che c’è voluto per dissetarli? Ecco il padrone di casa, Arcangelo Dandini, visibilmente soddisfatto. Perché tutti hanno apprezzato i suoi piatti oppure perché la Roma ha appena vinto quattro a due con l’Udinese?

La festa del primo compleanno di Dissapore è andata, ma non dovrete aspettare molto per la prossima. Seguiteci per scoprire quando e soprattutto dove. Già vi aspetta un battello…

[Riprese e montaggio video: Giulia Graglia. Link: Spigoloso, Papero Giallo, Open Baladin, Roscioli, Il Sanlorenzo, Open Colonna, Adesso mi diverto. Immagini: Maurizio Cortese, Marco Salazotto, Flickr/Bio, Michelangelo/Il Canto del vino]