Matteo Renzi parla con Dissapore ieri a FirenzeDopo pranzo, ieri, all’Osteria Tornabuoni di Firenze, Matteo Renzi ha parlato con l’editor di Dissapore, Andrea Gori. Nonostante il trattamento ricevuto la prima volta, intendo. O forse, proprio per quello. Il 20 Marzo scrivevamo «C’è chi dice che sia di sinistra “come la palla destra del rottweiler di Ciarrapico”, epperò Matteo Renzi sarà il nuovo leader del PD e, sistemato il Cav al Pio Trivulzio, il primo premier post-Berlusconi. Per ora, l’Obama italiano è solo presidente della Provincia e candidato sindaco al Comune di Firenze. Perché parliamo di lui?». Ecco, la domanda rimane quella: perché parliamo di lui? Anzi, perché ne riparliamo? Per chiedergli conto della frase orecchiata ieri durante il pranzo: “Voglio essere per la gastronomia di Firenze ciò che Apple è stata per i telefonini”. Guardate cosa ci ha risposto

commenti (11)

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  1. Cerchiobottista quando parla di cucina ma di sicuro meglio di Zaia. Ok, non e’ difficile essere meglio di Zaia. Mi pare l’unica persona che possa candidarsi a battere Berlusconi, ammesso che Berlusca non si batta da solo.

    Dato che Gori e’ editor di dissapore gli concedo la presunzione di innocenza, ma veramente pensava che il girello e’ un taglio del maiale??? 🙂

  2. Ora, per favore, il Gori ha estorto l’intervista senza che ci fosse presente il consulente gastronomico ufficiale, quindi può esserci anche qualche lieve imprecisione di carattere anatomico…

  3. Avatar fabrizio scarpato ha detto:

    Tradizione e innovazione, aprirsi alla curiosità ma senza esagerare, senza esser troppo fighetti: mi sembra parecchio ossessionato dalla campagna elettorale e dalla volontà di non scontentare nessuno. Adelante Pedro, ma con juicio.

    1. Le vie di mezzo accontentano un po’ tutti o scontentano un po’ tutti?
      E’ come il bicchiere mezzo pieno di galline che fanno prima uova mezze vuote

  4. la ristorazione a firenze è un campo minato, chi si prova a proporre qualcosa diverso da bistecca e ribollita viene bastonato pesante, anche il grandissimo Marco Stabile con l’Ora d’aria fatica non poco a farsi capire dai fiorentini! quindi penso che Renzi parli così ma guardate che è il pensiero del fiorentino medio , non solo suo!
    poi se ha come consulente un “mr spume e schiume molecolari” come il Romanelli…;-)

    1. Avatar fabrizio scarpato ha detto:

      Mi sembra proprio questo il problema, il pensiero del fiorentino medio e dell’italiano medio: come superare certi steccati? Da un lato chiarendo e “sdoganando” attraverso una comunicazione corretta, la cucina contemporanea, dall’altro, come sostiene Bressanini, fare in modo che certe preparazioni e cotture, ritenute dai più astruse e alambiccate, possano entrare nella cucina quotidiana, possano ambire a diventare “tradizione italiana” al pari di una bistecca o di un lampredotto (cui va tutta la mia prostrata ammirazione).
      Una comunicazione che competerebbe anche ai politici e ai loro consiglieri, specie se giovani.

  5. Avatar Leonardo ha detto:

    Concordo con Andrea Gori quando dice che chi prova ad innovare a Firenze riceve bastonate (spesso), anche perchè il fiorentino medio (come me) ne capisce (o forse è meglio usare il verbo apprezzare) di gastronomia quanto di vino (cioè poco o nulla) e per una città come Firenze mi pare grave.
    Per quanto riguarda l’Ora d’aria… dio lo benedica, io sarei contento che fosse più apprezzato, ma sotto sotto godo un po’ del fatto che è ancora un po’ di nicchia, ancora un segreto di “pochi” affezionati (tipo atteggiamento fiorentino, lo so).
    Fortunatamente adesso ci salva Renzi dalla nostra ignoranza… l’Obama italiano… o il Berlusconi di Rignano sull’Arno?
    Che dio ce la mandi buona.

  6. Avatar Leonardo Ciomei ha detto:

    A me sta diventando proprio simpatico il Renzi, certo più del Galli para-nespole. Se mi faceva una battuta sul prosciutto arrosto di Burde lo facevo eleggere sindaco di Firenze per acclamazione…

    P.S. in questo pezzo tre commenti da tre Leonardo diversi: ed io che pensavo di avere un nome particolare 😉

  7. Almeno non rischiamo una figura tipo quella del sindaco attuale alla lepolda. Quando dette il fiorino d’oro a pinchiorri, la signora feolde gli regalò il librone dell’enoteca e gli disse: così magari una volta le verrà voglia di venire anche da noi. dove ‘anche’ stava per ‘non solo al cibreo’.

    ora può un sindaco di firenze o aspirante tale non essere mai stato all’enoteca pinchiorri?