Bloody Mary Cocktail, la ricetta del drink a base di succo di pomodoro

La ricetta del Bloody Mary, il cocktail con una lunga storia alle spalle contesa tra Parigi e New York, e un mistero sul nome.

Bloody Mary Cocktail, la ricetta del drink a base di succo di pomodoro

Il Bloody Mary cocktail è un classico drink IBA (International Bartender Association), con una consistenza particolare data dal succo di pomodoro, tanto che molti barman preferiscono prepararlo con la tecnica “del lancio”, il throwing, che ossigena il composto ed evita che sia troppo cremoso e compatto durante il servizio. Per preparare a casa del Bloody Mary non dovete avere nessuno particolare strumento, se non un cucchiaino da barman, di quelli con il manico lungo.

Tuttavia, se volete procedere a shakerarlo, vi serviranno ovviamente uno shaker e uno strainer, il piccolo colino che serve a filtrare il ghiaccio dal liquido. Quanto al topping, potreste anche evitarlo, oppure arricchirlo, bagnando il bordo nel bicchiere con il succo di limone e poi in una miscela di spezie macinate e sale.

Tutti gli ingredienti sono abbastanza semplici da trovare, il succo di pomodoro, oggi abbastanza in disuso, è comunque sempre presente nei supermercati più forniti, ed eventualmente è possibile comprarlo online. Infine, se volete realizzarlo in casa, si fa facilmente con un estrattore ed è un modo per mantenere intatto il sapore e l’apporto vitaminico del pomodoro fresco.

Storia del Bloody Mary

Ci sono due narrazioni riguardo l’invenzione di questo cocktail. La prima racconta che il Bloody Mary, almeno quello che conosciamo oggi, nacque negli anni Venti a Parigi, in quello che al tempo si chiamava New York Bar e che oggi si chiama Harry’s Bar; l’autore ne fu il barman Fernand Petiot, detto Pete che, conoscendo la versione americana (un semplice mix di succo di pomodoro e vodka), la perfezionò aggiungendo sale, pepe, salsa Worcestershire e Tabasco. La seconda versione racconta che invece il Bloody Mary risale agli stessi anni, ma ad opera dell’attore George Jessel che creò a New York, ai tempi del proibizionismo, un cocktail composto da vodka e succo di pomodoro in parti uguali e ne pubblicò la ricetta sull’Herald Tribune del 12 dicembre 1939, chiamandolo Red Snapper.

Oltre alla questione sulla paternità, l’altro grande mistero è il motivo per cui questo cocktail si chiama così. Ovviamente il nome deriva dal colore rosso del cocktail, ma Bloody Mary è anche lo stesso nomignolo che era stato affibbiato a Maria I Tudor, la regina d’Inghilterra divenuta famosa per la particolare violenza con cui trattò i rivoltosi protestanti. Tuttavia non tutti concordano che il riferimento sia alla sovrana inglese; negli Stati Uniti, soprattutto nella notte di Halloween, spopola il racconto di una Mary Steward che fu sepolta viva dal padre dopo essersi ammalata di tifo, il suo spettro si può evocare negli specchi e a lei sarebbe dedicato anche questo drink al pomodoro. Infine, un’altra possibilità è che il cocktail sia dedicato a Mary Pickford (l’attrice a cui venne dedicato un cocktail omonimo), che sarebbe stata un’assidua consumatrice di Bloody Mary all’ora di pranzo.

L’usanza di servire il Bloody Mary con un gambo di sedano nacque invece negli anni Sessanta, durante un ricevimento, nella “Pump Room” dell’Ambassador East Hotel di Chicago, quando uno degli ospiti mescolò il suo cocktail con un gambo di sedano, preso dal buffet, dando origine a una moda.

Se vi piacciono i cocktail classici, con un gusto leggermente salato, provate anche il Margarita.

Cucina: Statunitense
Difficoltà: Facile
Preparazione: 10 Minuti
Porzioni: 1 Persona
Prezzo: Basso
Calorie: 95 Kcal
Senza glutine
Senza lattosio
Vegano
Vegetariano
Ingredienti
  • Succo di pomodoro 9 cl
  • Succo di limone 1.5 cl
  • Sale 1 Pizzico
  • Tabasco 2 goccia
  • Salsa Worchestershire 2 goccia
  • Vodka 4.5 cl
  • Sedano 1 gambo

Come preparare il Bloody Mary a casa

1

Riempite uno shaker di ghiaccio e versateci il succo di pomodoro e il succo di limone appena spremuto e filtrato per eliminare eventuali residui di polpa e i semi.

2

Aggiungete il sale, la salsa Worcestershire, il Tabasco e la vodka, e shakerate bene.

3

Filtrate con lo strainer e servite in un tumbler alto, con qualche cubetto di ghiaccio e un gambo di sedano.

Risultato
Bloody Mary Cocktail, la ricetta del drink a base di succo di pomodoro

Conservazione

Il Bloody Mary è uno dei pochi cocktail che si può conservare in frigorifero, senza ghiaccio che altrimenti lo annacquerebbe, per circa 2 giorni. Ovviamente il cocktail preparato fresco è decisamente migliore, ma gli ingredienti reggono anche l’attesa senza separarsi o cambiare sapore.

Consigli e varianti

Il Bloody Mary può essere preparato shakerato oppure “build over ice“, ovvero costruito nel bicchiere mettendo tutti gli ingredienti uno sull’altro, assieme al ghiaccio e mescolando con un cucchiaino dal manico lungo. Se invece decidete di prepararlo nello shaker, considerate che il Bloody Mary è uno dei cocktail che trae più giovamento dalla tecnica del throwing, ovvero di far cadere dall’altro il mix nel bicchiere, per arieggiarlo e conferirgli una consistenza leggermente schiumosa.

Uno dei modi in cui ci si diverte a creare varianti del Bloody Mary è nel topping: oltre al sedano si usano olive, cetriolini, pezzetti di bacon croccante e piccole pannocchie di mais lessate.

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