di   iFood 21 Febbraio 2019
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La ricetta del castagnaccio, una torta interamente realizzata con farina di castagne che viene miscelata con acqua per ottenere una pastella densa, a cui vengono poi aggiunti pinoli, uvetta e aghi di rosmarino tipica delle zone appenniniche di Umbria, Piemonte, Liguria, Toscana, Lazio, Emilia e Romagna, Calabria (dove prende il nome di “pani i castagna”)e della Lombardia.

Le varianti locali vedono l’aggiunta di altri ingredienti, come ramerino, scorze d’arancia, semi di finocchio o frutta secca, ad ogni variante corrisponde poi ovviamente un diverso nome, in Lunigiana viene chiamata patona ed è una torta molto più sottile, a Lucca invece è molto più spessa e viene chiamata torta di neccio, mentre a Livorno il castagnaccio, se fatto alto 3 centimetri e piuttosto denso, è chiamato toppone, la forma più nota ai più che la vede come una torta sottile, viene chiamato a Firenze “migliaccio” e “ghirighio” nella Piana Fiorentina.

Il castagnaccio è un piatto “povero”, molto diffuso un tempo nelle zone appenniniche dove le castagne erano alla base dell’alimentazione dei contadini, dopo un periodo di oblio, nel secondo dopoguerra per il crescente benessere che si respirava, è stato riscoperto, forse anche grazie alla sua natura vegan e gluten-free ed oggi è persino protagonista di feste dedicate alle castagne

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Tempi di preparazione

10 minuti

Tempi di Cottura

30 minuti

Dosi per

6 persone

Ingredienti:

  • 300 g Farina di castagne
  • 350 ml Acqua
  • 100 g Uvetta
  • 50 g Pinoli
  • 50 ml Olio Extravergine d’oliva
  • 1 cucchiaino Rosmarino secco

Preparazione:

Riempite una tazza d’acqua tiepida e mettetevi a mollo l’uvetta per una decina di minuti, in modo che si ammorbidisca.

Versate la farina di castagne in una ciotola, insieme a un pizzico di sale.

Unite lentamente l’acqua, mescolando bene con una frusta, per evitare la formazione di grumi – dovete ottenere un impasto omogeneo e non troppo liquido (simile alla pastella dei pancake), ma se fosse necessario unite altra acqua, un cucchiaio alla volta.

Aggiungete metà dell’olio (25 ml), metà dell’uvetta ben strizzata, metà dei pinoli e qualche ago di rosmarino.

Foderate di carta da forno il fondo di una tortiera da 22 cm, poi ungete con il resto dell’olio sia il fondo che i bordi.

Versate l’impasto nella teglia, cospargete la superficie con il resto dell’uvetta, dei pinoli e con gli aghi di rosmarino.

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Infornate nel forno ben caldo a 200° per 30 minuti – dovrà risultare ben dorato in superficie – sopra deve formarsi una crosticina, ma dentro deve restare morbido

Fatelo raffreddare su una griglia, poi servitelo.

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La farina di castagne è già dolce di suo, quindi non è necessario che aggiungiate zucchero all’impasto. Potete eventualmente spolverizzarlo con lo a velo se lo preferite più dolce.

commenti (2)

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  1. Avatar ROSGALUS ha detto:

    In provincia di Parma la si chiama “Pattona”, come in altre zone emiliane .
    Pattona con due “t”.

    La quantità di liquidi ( acqua o latte oppure un loro mix) e’ maggiore rispetto alla dose indicata nell’articolo proprio per conferire alla pattona una consistenza piu’morbida .

  2. Avatar Paolo ha detto:

    Nell’alto Lazio ci si aggiunge la ricotta, qualcuno anche la cioccolata, ma io lo preferisco semplice, senza neanche il rosmarino…. e lo accompagno con della ricotta romana