Voi, con la pasta choux, fate i bigné, gli éclair, le zeppole o i tortelli? No perché io ci faccio anche una torta: la stendo in due dischi sottili, li cuocio e li farcisco con crema, frutta e panna montata. Più versatile di quel che sembra e imprescindibile per chi vuole dedicarsi alla piccola o grande pasticceria, questa pasta dall’elegante nome francese è, nonostante le apparenze, piuttosto semplice da preparare. Basta scansare i tranelli, le insidie e gli errori che ora vado a elencare per voi, cari i miei pasticcieri amatoriali.
1. Ignorare la ricetta base
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La pasta dei bigné si dice che è cotta due volte. La prima sul fornello, la seconda naturalmente in forno. Il procedimento è il seguente: si portano a bollore liquidi e grassi, si aggiungono gli ingredienti secchi, si lascia asciugare qualche istante sul fuoco e, per ultime, si uniscono le uova.
Le dosi della mia ricetta base sono 100 g di burro, fuso con 250 ml di acqua, 150 g di farina e 4 uova, più l’onnipresente pizzico di sale che insaporisce tutti gli impasti. Non fa eccezione questo che, neutro, va bene per ricette dolci o salate.
- Trucco numero uno: non usate una farina troppo forte, oppure farà fatica a gonfiare.
- Trucco numero due: se aumentate un poco la parte grassa, la pasta diventerà più resistente, tratterrà il vapore, i bigné o gli éclair saranno vuoti e perfetti da farcire.
- Trucco numero tre: se la diminuite (la parte grassa), la pasta gonfierà meno ma sarà perfetta da friggere per zeppole e tortelli.
2. Non sapere come variarla
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Naturalmente, come tutte le ricette, anche questa può essere addomesticata alle più diverse esigenze cambiando questo e quello.
Si può mescolare la farina con cacao, spezie, parmigiano, mandorle o pistacchi in polvere e così via. Si può leggermente zuccherare (non più di 1 cucchiaio di zucchero per le dosi che ho dato), cosa che in cottura renderà bigné e affini sensibilmente più dorati.
Oltre al burro, si possono usare strutto oppure, per bigné veg, olio o margarina (no, dai, non inalberatevi alla parola margarina). L’acqua può essere sostituita in parte da latte, ma anche da succhi ed estratti di frutta e verdura (per esempio, per fare bigné fucsia alla barbabietola o verdi agli spinaci).
3. Disperarsi durante la lavorazione
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Ricapitolando: si porta a bollore l’acqua con il burro, si versa la farina mescolando e si fa asciugare e sfrigolare la massa, sempre mescolando, per 1 minuto circa.
Il momento critico arriva ora che si devono aggiungere le uova. Regola inderogabile: trasferite il composto in un altro recipiente e rigiratelo per farlo intiepidire. In caso contrario, le uova a contatto con il calore si strapazzeranno e addio pasta choux.
Poi, cominciate a unire le uova e non spaventatevi se all’inizio il composto appare irregolare, come impazzito: proseguendo con la lavorazione diventerà liscio. Lo strumento adatto è la frusta, meglio se elettrica: un frullino o la planetaria.
4. Mettere tutte le uova, tutte in una volta
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Le uova, che servono a conferire nerbo alla pasta, si aggiungono uno per volta. Il successivo non si unisce finché il precedente non è ben amalgamato.
Con l’ultimo, io mi regolo così: lo sguscio a parte, lo sbatto leggermente e lo unisco poco a poco, fermandomi quando la pasta appare liscia, lucida e morbida. Naturalmente, questa accortezza ha a che fare con la dimensione delle uova che, in eccesso, potrebbero rendere il composto troppo molle, con il risultato che al momento di fare i ciuffi sulla placca del forno questi si allargherebbero in dischetti bassi.
5. Non tenere le distanze
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Per bigné ed éclair la pasta choux si dispone su una placca, con l’aiuto di una sac à poche o, se non l’avete, anche in piccole quenelle ricavate con due cucchiaini. Per frittelle e compagnia, ciuffi dalla sac à poche o piccole cucchiaiate direttamente nell’olio caldo.
In tutti e due i casi tenete conto che la pasta gonfia, quindi ogni porzione deve essere ben distante dalle circostanti e, nella padella dei fritti, dovete tuffare pochi ciuffi per volta. A meno che non vogliate ottenere un unico, immenso bigné. O un’informe zeppola gigantesca.