Il Buonappetito: vogliamo smetterla con i piatti bellissimi e poco buoni?

So che è un tema che ricorre spesso sulle pagine di Dissapore, ma fin che il male non sarà debellato è giusto continuare a parlarne: vogliamo smetterla con piatti bellissimi e poco buoni?

Non tornerei sulla questione se pochi giorni fa in uno di questi locali nuovi molto trendy, con ai fornelli giovani che hanno frequentato le migliori cucine planetarie (per pochi giorni, però, come se bastasse toccare il santo per venir miracolati) non avessi mangiato un bel piatto di ravioli completamente freddi.

Quando vai nell’alta ristorazione (o supposta tale) ti viene sempre il dubbio –come nell’arte contemporanea– che ti sia sfuggito qualcosa.

Quindi ho chiesto: ma dovevano essere freddi?

No, mi hanno risposto, vanno serviti ben caldi.

E allora perché cacchio invece che metterli come tutti i cristiani in una fondina, stretti stretti che mantengano il calore, li avete disseminati su un piatto piano di 40 centimetri di diametro, gelido, ognuno per conto proprio?

Non bisogna essere Isacco Newton per capire che un raviolo abbandonato a se stesso in uno spazio vasto e ghiacciato come la Piazza Rossa torna a temperatura ambiente nel tempo di dire “il conto!”.

Poi, il giorno dopo, sono andato in un altro posto elegantissimo e non c’era pietanza che non fosse coperta di fiori. Sono buoni? Chiedo, ingenuamente. Non sanno di niente, mi rispondono, ma danno una bella nota di colore!

Ora, io lo so che Marchesi dice “il bello è il buono” ma prima di tutto conta il buono, e se è anche bello meglio. Ma prima il buono, perdinci.

Se no vengono fuori piatti che somigliano a certe Miss Italia (o Mister, non è una questione di genere): fisici perfetti, occhi profondi, capelli di seta ma se gli chiedi il loro sogno ti rispondono “io speravo che i cattivi facevano la pace nella pianeta”.

Luca Iaccarino Luca Iaccarino

10 Maggio 2017

commenti (7)

Accedi / Registrati e lascia un commento

  1. Avatar ilGa ha detto:

    Vero, e colpa di ciò, a mio parere, è da dare anche all’ormai consuetudine di chi va al ristorante di fotografare i piatti pet poi postare gli scatti in recensioni online. La maggior parte dei critici gastronomici 2.0 (ossia persone che seguono un uso sociale, ma raramente hanno competenza per giudicare un piatto o valutarne il gusto) vede la “bontà” del piatto nella sua “bellezza”. Questo può spingere alcuni chef a cedere alla tentazione di curare più la forma che la sostanza (o solo la forma, quando la seconda manca o è scarsa) per avere qualche like in più

  2. Avatar Luca63 ha detto:

    Scusa , non vorrei fare polemica,ma lo vieni a raccontare a noi ?
    Vallo a dire a tanti tuoi colleghi/e innamorate/i dei quadretti …

  3. Avatar Cristian ha detto:

    Nulla di più veritiero ..
    Il problema è non solo due locali ma di chi ci va è per esaltare la loro Ricchezza (povertà gastronomica ) esalta in tutto è per tutto la bontà di voi che ha mangiato..
    I Mass-media non aiutano ..come non lo fanno nella politica .. esaltando tutti questi “cuochi ” stellati e non si parla di firmamento.. mai presenti nei loro locali .
    Credo che il consumismo abbia anche offuscato la buona e riporta cucina ITALIANA .
    Concludo col dire che vivo all’estero e la NOSTRA cucina è adorata dagli stranieri , ritenendola SPECIALE .
    . Speriamo che continuino a mangiare nelle Nostre TRATTORIE …

  4. Avatar Roberto Mark ha detto:

    Contesto assai il Marchesi-pensiero, in quanto non esiste relazione, in ambito culinario, tra bellezza e bontà! Un esempio: lo scorfano! E allora? Come la mettiamo? Per non parlare dell’assillo sulla “presentazione” del piatto!! Così assistiamo a foto come quella dell’articolo o a semplici zite al pomodoro e basilico impilate come una pira funebre tra il compiacimento dello chef più o meno stellato!
    Basta! Conta solo la bontà, il gusto e la pulizia del piatto che si presenta. Il resto è fuffa!

  5. Avatar Gerardo ha detto:

    E del nome del piatto, ne vogliamo parlare ? ” Trionfo di perle di verdure dell’orto in primavera” ; cioè……minestrone.

  6. Avatar gumbo chicken ha detto:

    Non sono d’accordo con chi associa automaticamente un piatto bello con “tutta scena e niente sostanza” come molti classici commentatori dei post su cucina innovativa, cuochi stellati. O meglio, io pensavo che fosse così poi ho sperimentato e scoperto che invece ci sono piatti bellissimi che sono anche molto più buoni di qualunque cosa avessi mai assaggiato prima.
    Purtroppo però è anche vero che i piatti belli e non buoni, o “sbagliati” – perché arrivano freddi come questo, oppure sbruciacchiati, unti, cotti male, con una serie di ingredienti a caso purché diversi dal solito – o assolutamente insignificanti sono molti di più di quelli memorabili!