di Nunzia Clemente 24 Giugno 2016
Bruno Barbieri, Fourghetti

Qualunque sia la definizione appropriata, “ristorante-salotto”, “molto italiano e super bolognese”, “il concept che non rinuncia ai tortellini” l’attesa è finita, tra pochi minuti Bruno Barbieri debutta nella sua Bologna (è nato nei dintorni, a Medicina), con il nuovo ristorante Fourghetti.

Già perché lo chef delle 7 stelle Michelin in tre ristoranti diversi, ha trascorso 15 anni nella cucine leggendarie del Trigabolo di Argenta (Ferrara), 7 alla Locanda Solarola di Castel Guelfo, 40 minuti d’auto dal capoluogo emiliano, 10 all’Arquade di Villa del Quar, un hotel lussuoso di Verona, qualche mese al Cotidie a Londra, ma non ha mai lavorato prima a Bologna.

Tanto meno in un suo ristorante benché Fourghetti, in realtà, sia una società con l’imprenditrice Silvia Belluzzi.

Via Murri, dove si trova il locale già istituzione cittadina quando era la Traturi dal Sterlein, nota ai bolognesi fin dagli anni Settanta con il nome italianizzato di Sterlino– è in fermento: si attende, si sbircia, ci si interroga.

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In particolare sul significato di quel nome: Fourghetti.

Una combinazione di parole e lingue che intende richiamare sia il verbo inglese “Forget”(un invito per l’ospite a dimenticare tutto quello che c’è fuori grazie al buon cibo), che l’espressione conviviale e stavolta tutta italiana “facciamoci 4 spaghetti”.

Bologna ospita dunque la casa madre, nonché il luogo dove si formerà lo staff (che comprende anche Maradona, concorrente dell’ultimo Masterchef) guidato da Daniele Simonetti, executive chef del locale, già con Barbieri nell’esperienza londinese, in seguito inviato nelle varie filiali internazionali che nei piani dovrebbero comprendere Barcellona e New York.

Del menu è trapelato che non mancherà la vera tradizione delle case bolognesi, con gli inevitabili tortellini, le tagliatelle o la zuppa imperiale, ma saranno frequenti le incursioni nelle cucine del mondo, in particolare libanese e israeliana, e l’ampio l’impiego di erbe aromatiche e fiori.

L’idea è quella che Fourghetti sia come una vera casa, dove si arriva a qualsiasi ora del giorno, anche oltre le 22, cosa non frequente a Bologna, anche solo per un aperitivo nel giardino interno, sicuri di trovare la giusta accoglienza grazie alla cucina live fatta al bancone, un po’ come negli Stati Uniti.

[Crediti | Link: Dissapore, Foto: Pagina Facebook Fourghetti]