di Cinzia Alfè 18 Agosto 2016
Vittorio sgarbi

“CHIUNQUE SCRIVA CONTRO DI ME E’ UN PEZZO DI M…A, UNA TESTA DI C…O, UN GRILLINO SENZA ARTE NE’ PARTE, CHIARO? CHIAROO??”

Non si è fatta attendere la “pacata” replica di Sgarbi alle accuse secondo cui, insieme al suo allegro staff, avrebbe cenato a scrocco e ben oltre l’orario di apertura presso il ristorante Chichibio di Polignano a Mare.

Accuse, tra l’altro, non certo mosse dal primo detrattore roso da invidia che passava lì per caso, ma dallo stesso proprietario del ristorante, e di cui su Dissapore abbiamo parlato a lungo.

Punto nel vivo dalle presunte ingiuriose affermazioni, Sgarbi ha postato un simpatico video sulla sua pagina Facebook  in cui, con la verve di sempre, dimenticando la recente operazione alle coronarie, dà in reali (?) escandescenze contro tutti coloro che abbiano avuto l’ardire di “scrivere contro di lui”, omaggiandoli dei gentili nomignoli sopra riportati, “grillino” tra tutti.

Il video inizia in modo (relativamente) pacato, Sgarbi inizia a elencare la sua versione dei fatti, versione in cui afferma di essere stato ospite dell’organizzazione e che di conseguenza, da bravo ospite, né a lui né al suo staff —ovviamente– è mai passato per la testa di dover anche, una volta finita la cena, mettere mano al portafogli.

Così esordisce il critico d’arte nel suo gustoso video su Facebook:

“Io ho presentato un libro a Polignano, dove non metterò più piede, per il Festival “Il libro possibile”. Avendo fatto 500 km, avendo presentato un libro, sono stato invitato, come è ovvio, a pranzo al ristorante “Chichibio”, scelto dall’organizzazione, Rossella Santoro.

Non c’erano altri ristoranti aperti, era l’unico in cui mi hanno deportato.

Accolto coon gentilezza, è venuto con me l’attore Scamarcio. E NESSUNO MI HA CHIESTO DI PAGARE NESSUN CONTO. Era ovvio: ero ospite della organizzazione.

TESTE DI C…O! CHIAROO?

Quanto al resto, non rispondo degli imbucati. I loro nomi sono molto precisi (seguono nominativi dei presunti imbucati, n.d.r.). Invece, Michele Ainis, sua moglie, io, la persona che mi accompagnava, Scamarcio e i due autisti erano e sono ospiti del festival “Il libro possibile”.

Se il signore del Chichibio voleva essere pagato, chiedesse i danari – e poteva farlo – al festival. A me non ha chiesto nulla. Nessuno mi ha chiesto il conto. Gli imbucati non hanno pagato, nessuno ha chiesto loro il conto. Se avesse avuto qualche rimostranza, come ha dimostrato, la facesse al festival, chiaro??

CHIUNQUE SCRIVA CONTRO DI ME E’ UN PEZZO DI M…A, UNA TESTA DI C…O, UN GRILLINO SENZA ARTE NE’ PARTE, CHIARO? CHIAROO?? Ha parlato il movimento 7 stelle contro i co ….ni e i falsari! CHIARO? CHIARO? CHIARO?”

Grazie, Vittorio,  di questo video chiarificatore! Ora sì che è tutto chiaro: tutta colpa dell’organizzazione, come non averci pensato prima?

Tutta colpa di chi ha pianificato l’evento, quindi, che è stato così lesto nel preoccuparsi di trovare un luogo ove rifocillare l’intera comitiva ma non altrettanto nel decidere a chi dovesse competere la bassa incombenza di domandare il conto finale.

Tutto un malinteso, un qui pro-quo, un misunderstanding che parte dalla fantomatica “Loredana” del tuo staff che ha dato l’avvio a tutta la vicenda, alla conseguente risposta piccata del ristoratore, per finire poi con quei biechi individui che a leggere tutto l’assurdo teatrino si sono fatti grasse (e amare) risate e hanno pure avuto l’ardire di scriverne, guadagnandosi la tua stima imperitutura.

E che quindi, ti dovrebbero pure tante scuse, avendo identificato erroneamente e beceramente la tua persona come responsabile finale delle castronerie e leggerezze del tuo staff: che assurdità!

Ma lascia almeno che ti spieghiamo una cosa.

Sai, caro Vittorio, per le teste di ca…o nonché pezzi di m…a che scrivono e leggono Dissapore le cose funzionano un po’ diversamente rispetto al dorato mondo di arte, politica e spettacolo messi assieme, e possiamo quindi affermare di essere stati indotti nell’errore dalle nostre tristi e modeste abitudini.

Cosa vuoi, nessuno ci deporta mai a forza in nessun ristorante di grido, né nessuno ci paga cene e sollazzi “a nostra insaputa” in modo così ripetitivo e usuale da renderci addirittura estraneo il saldo.

Ma soprattutto, Vittorio, per quanto teste di qua e pezzi di là, anche noi avevamo già capito che le perfette macchine organizzative, tua e dell’evento, debbano aver avuto il loro bel peso nell’allegra vicenda, e quindi ti preghiamo di non considerarci tra quelli che scrivono “contro di te”, personalmente.

Anche perché ti dobbiamo un favore: averci indicato l’unico ristorante, in tutta Italia, in cui anche noi  “co…oni” potremo accomodarci con amici e parenti al seguito per poi uscire indisturbati, senza che a nessuno venga in mente di chiederci il conto o di rincorrerci per strada con tanto di ricevuta in mano,  ma cavandocela con una semplice rimostranza su TripAdvisor.

Come non esserti eternamente grati per questa preziosissima indicazione?