di Cinzia Alfè 31 Agosto 2017

Ci sono motivi oggettivi per cui si sceglie una vacanza in Kenya: panorami, mare, sole, usi e tradizioni locali. Ci sono motivi oggettivi anche per scegliere una vacanza in Alto Adige o in Friuli: vette austere, laghi, jodel e, anche qui, usi e tradizioni locali. Che nello stereotipo comune sono incarnati da rubizze fanciulle bionde con indosso gli abiti tradizionali.

O almeno così immaginava Fabio C., avventore di La Spezia che a fine agosto è stato al ristorante El Brite de Larieto, agriturismo nei pressi di Cortina.

Una volta arrivato però, Fabio C., al secolo Fabio Cenerini, capogruppo al Consiglio comunale di La Spezia della lista Toti Forza Italia, ha avuto l’amara sorpresa di non essere servito da Heidi in persona, bensì da S., 26 anni, ragazza di colore nata in Guinea Bissau residente da anni a Verona, nel tipico costume ampezzano.

Una delusione per il cliente che, come ormai d’abitudine, ha prontamente aperto TripAdvisor per calare la scure:

“Un posto incantevole –ha scritto Cenerini– ma sinceramente non ho apprezzato che a servire, con un costume ampezzano, fosse una persona di colore”.

La recensione indigna lo chef Riccardo Gaspari, un passato da chef emergente di Dissapore, e la moglie Ludovica Rubbini, titolari del raffinato agriturismo, che si avvalgono da tempo, e con soddisfazione, di personale multietnico: un lavapiatti cingalese, una ragazza moldava, due ucraini e un tunisino.

La coppia sottopone il commento ai gestori di Tripadvisor, sottolineando il pregiudizio e l’incitamento all’odio contenuti.

Ma niente, la risposta del sito è che “la recensione rispetta le nostre linee guida. La nostra community è globale e multiculturale”.

Solo che, quando la vicenda deflagra sui media, Tripadvisor ci ripensa:

“Dopo aver rivisto la nostra decisione iniziale –precisa il portale–, siamo giunti alla conclusione che la recensione non era conforme alle nostre linee guida ed è stata quindi rimossa. Attraverso ulteriori training – prosegue – lavoreremo per assicurarci che la nostra policy venga rispettata in maniera più scrupolosa in futuro”.

Ma fino a questo dietrofront c’era il disorientamento di Ludovica e Riccardo, giovani genitori che al multiculturalismo credono davvero:

“Al Brite de Larieto siamo tutti uguali; da sempre assumiamo persone per la loro competenza e qualità professionale, non certo per le origini. La nostra collaboratrice è molto brava, siamo felici che sia con noi. Che cosa avremmo dovuto fare, costringerla a essere l’unica a non vestire in stile tirolese perché è di colore?”

E Cenerini?

cenerini

“Non ho detto niente di razzista” –dice al Corriere– “è stato tutto travisato e forse quelli del ristorante hanno utilizzato il polverone di polemiche per farsi pubblicità.

Si tratta solo di un questione di tipicità, io vado anche in un ristorante marocchino e lì voglio trovare i marocchini, non gli italiani. Generalmente –conclude Cenerini– quando si va in Alto Adige o in Trentino o a Cortina ci si aspetta una donna modello Heidi”.

Funziona così anche per voi, è il modello di donna “Heidi” che vi aspettate di trovare nei ristoranti di Cortina? E che figura fa in questa vicenda TripAdvisor? Questo è il pensiero che Ludovica Rubbini, titolare de El Brite de Lariedo ha lasciato sulla pagina Facebook dell’agriturismo:

“Caro TripAdvisor non ci interessa che tu ora abbia cancellato la recensione, è ora di cambiare metodo e controllare meglio questo fantomatico sito”.

[Crediti | Link: Corriere Veneto]