Ristoranti: non fermiamoci alle mance, altre cose da abolire

Una serie di ristoranti a New York hanno abolito le mance, ma ci sono molte cose da cambiare per stare meglio nei ristoranti, vediamo quali

Ristoranti: non fermiamoci alle mance, altre cose da abolire

Se a New York c’è chi si azzarda a togliere le mance al ristorante significa che c’è ancora speranza nell’umanità. Significa che possiamo saltare sul tavolo con l’enfasi de “L’attimo fuggente” gridando a tutti che sì, c’è speranza, e possiamo ancora credere nei tovaglioli di carta NON vetrata per il bistrot sotto casa, e le mie irritazioni al mento ringrazierebbero sentitamente!

Insomma, gli americani sono lì lì per far cadere il tabù delle mance (cosa che io davo possibile quanto l’elezione di un Papa della Corea del Nord), quindi mi pare il minimo vedere all’orizzonte un futuro migliore anche per noi. L’importante è osare, è chiedere: chi ci dice che qualcuno, daje e daje, non ci possa pure ascoltare?

Lo sanno bene al Guardian, visto che sull’onda euforica dell’addio alle mance negli Usa hanno voluto rilanciare e fare qualche richiesta in più ai ristoratori per il bene di tutta l’umanità. E, vi assicuro, alcune delle loro richieste sono sacrosante, da appoggiare all’unanimità.

Tipo:
— smettere di chiedere il numero di carta di credito al momento della prenotazione
— smettere di chiedere un supplemento per il pane
— smettere di portare il vino in assaggio per sapere se va bene
— smettere di chiedere continuamente: “tutto bene”?

Eccomi dunque a stilare un elenco di richieste in versione italica, che i ristoranti illuminati non potranno che prendere in considerazione, per il bene di tutti noi clienti.

#1 NIENTE PIU’ MENU “A VOCE”

Da 1 a 10 quanto è odioso fare la figura dei cretini e ogni volta far ripetere al cameriere il terzo piatto partendo dall’inizio? E’ passata solo una frazione di secondo da quando l’hanno enunciato con la cantilena frenetica della poesia da imparare a memoria alle elementari, ma eravamo distratti, oppure semplicemente abbiamo la memoria labile di un criceto sulla ruota. Vogliamo leggerlo, il menu! Compratevi una stampante e non se ne parli più.

#2 IL CAFFE’ E’ LISCIO, QUINDI NON ME LO CHIEDERE PIU’

Vale al bar esattamente come al ristorante. Se ordino un caffè vuol dire che vorrei un caffè, non un caffè macchiato, corretto o lungo. Un caffè è un caffè, il liscio è implicito nella richiesta, quindi mi pare solo si perda tutti del gran tempo per rassicurare il cameriere o il barista di turno. Ditelo con me: caffè. Che poi è liscio. Ripetete: li-scio.

#3 PER IL MENU IL TIMES NEW ROMAN E’ SUFFICIENTE

Tornate al punto 1 e immaginate un mondo bellissimo in cui i menu sono solo scritti. E poi cercate di visualizzare gli A4 con impronta di unto che ci propinano. Nulla di male se non fosse che in troppi casi la smania di esotismo del ristorante ci propina agghiaccianti font che rendono semi-incomprensibili i piatti. Non è necessario il geroglifico per proporre una lasagna, proprio no.

#4 LA DANZA DEL PEPE MACINATO

Avete presente quel gesto a metà tra il leggiadro da ippopotamo della Disney e il turpe da scaricatore di porto a cui i camerieri ci obbligano ad assistere durante la loro danza del pepe macinato fresco? Gli enormi macinini fallici, sovradimensionati anche per la sagra del pepe, sarebbero da abolire insieme ai danzatori stessi.

#5 QUEL MAZZOLIN DI FIORI… FINTI

Passino al cimitero, ma sappiate, cari ristoratori, che quei mini cactus di polistirolo o quei micro ciclamini di pet in mezzo al tavolo sono oggetti che riescono a far andare di traverso anche i piatti più buoni. Qui lo dico e non lo nego: meglio niente che i fiorellini finti.

#6 CAMERIERI CHE TI CHIAMANO FACENDO TOC TOC SULLA SPALLA

Spesso mi è capitato in occasioni limite: banchetti di matrimonio o riunioni alcoliche tra amici, dove il volume si alza inesorabilmente. Il fatto è che sentirsi battere i polpastrelli sulla spalla, girarsi convinti che sia il vicino ben conosciuto e trovarsi il faccione del cameriere o, peggio, il vassoio invadente che rischia di cavarti un occhio non è un bell’affare.

#7 NON ACCETTARE PRENOTAZIONI

Perché spingermi a venire a controllare a vista che il ristorante è pieno? Per quale strana e contorta filosofia un locale non deve accettare una prenotazione o potermi rimbalzare al telefono? La vita è già difficile, coi ristoranti che non prendono prenotazioni è invivibile.

Posso scommettere che anche voi avete qualche richiesta da fare ai ristoranti. Scatenate l’inferno.

[Crediti | Link: Guardian]