Dove mangiare nelle Citta murate del Veneto

Un itinerario gastronomico, tra fine dining e trattorie, attraverso le splendide Città Murate venete. Dove mangiare bene a Cittadella, Montagnana, Asolo, Castelfranco, Incalmo e Marostica.

Dove mangiare nelle Citta murate del Veneto

Sono oltre una trentina le città murate del Veneto, veri gioielli medievali con mura integre, torri difensive e castelli storici, che nel corso dei secoli hanno mantenuto inalterato il loro fascino e rappresentano delle mete ideali per scoprire la regione oltre i capoluoghi più noti (e battuti).

Tra le molte, ne abbiamo scelte alcune – in particolare nel padovano, trevigiano e vicentino – che per offerta gastronomica rappresentano un campione particolarmente significativo del modo in cui, tra fine dining e trattorie, la ristorazione della provincia veneta dimostri come creatività e radici sappiano non solo convivere ma anche dar vita a proposte decisamente interessanti.

Este – Incalmo

Nato nel 2021 all’interno dell’Hotel Beatrice d’Este, il progetto prende il nome dal termine dialettale che significa “innesto”, un’immagine che racconta l’incontro di esperienze, sensibilità e competenze diverse. A guidarlo sono Michele Carretta e Ricardo Scacchetti de Castro, affiancati in cucina dagli chef Francesco Massenz e Leonardo Zanon, protagonisti di una proposta a quattro mani che unisce tecnica, creatività e rispetto per la materia prima.

Incalmo 1

L’ambiente richiama il design degli anni Sessanta con eleganti citazioni a Gio Ponti, mentre la cucina si distingue per uno stile essenziale, preciso e contemporaneo. I sapori sono netti, costruiti su buoni equilibri, con un ruolo centrale affidato all’acidità e al mondo vegetale, in un dialogo continuo tra tradizione italiana, suggestioni nordiche e influenze della cucina di montagna.

Tre i percorsi degustazione che raccontano l’identità del ristorante: “Il Bocciolo”, interamente dedicato al vegetale; “Il Baccello”, più creativo e sperimentale, con piatti come il Risotto panna, fragole e pepe di Timut (con le fragole in versione fermentata che rivisitano felicemente il piatto anni ’80) e “I Classici”, una selezione delle preparazioni simbolo della casa, tra cui il Risotto alla maggiorana, aglio nero e riduzione di peperone rosso e i celebri Pizzicati Crab’o’nara.

Aldo Moro – Montagnana

Ristorante Aldo Moro

Realtà storica della ristorazione cittadina, si trova a pochi passi dalle mura carraresi del Trecento e da Castel San Zeno. La famiglia Moro è alla guida del locale dal 1940, un percorso lungo oltre ottant’anni che ha attraversato cambiamenti generazionali ed evoluzioni: oggi il ristorante continua a mantenere un forte legame con la tradizione veneta, reinterpretata attraverso una proposta più contemporanea.

Le 17 migliori gelaterie artigianali del Veneto nel 2026 Le 17 migliori gelaterie artigianali del Veneto nel 2026

In cucina la chef Silvia Moro guida la brigata con una linea gastronomica che punta sulla stagionalità, sulla qualità delle materie prime e su una rilettura personale dei piatti della tradizione mentre in sala l’attenzione all’accoglienza è condotta dalla sorella di Silvia, Elisa. Si sceglie alla carta (due le possibilità: “Classici” e “Natural-Mente”) o a degustazione (anche qui due proposte, una tradizionale, l’altra più creativa). Baccalà, risotti e oca confit convivono così accanto a piatti come “Hakuna Matata”, polpo con zafferano, banana e frutto della passione o il risotto alla viola con zenzero e cioccolato bianco.

Feva – Castelfranco

Feva

Nel centro di Castelfranco Veneto, all’interno di una corte storica, Feva nasce dal percorso dello chef Nicola Dinato, che dal 2011 porta avanti una ricerca gastronomica capace di coniugare tecnica, memoria e attenzione alla materia prima.

Il rapporto con il territorio non passa attraverso una riproposizione letterale della tradizione, ma attraverso un lavoro di rilettura: la cucina parte dai prodotti e dai sapori familiari della cultura italiana per trasformarli in piatti dalla costruzione più complessa.

La carta corre lungo due percorsi degustazione: Anima, dedicato ai piatti simbolo della tradizione italiana, e Corpo, che raccoglie alcune preparazioni diventate nel tempo rappresentative del ristorante e che descrivono il dialogo tra legame dello chef con il territorio e suggestioni più ampie. Tra i piatti simbolo, il risotto alla busara di scampi, che sintetizza bene la visione di Dinato: un riferimento alla tradizione veneziana e mediterranea trasformato attraverso equilibrio tecnico e ricerca personale. Gli ambienti seguono la stessa filosofia della cucina: una corte storica e travi originali convivono con un’impostazione più essenziale e contemporanea.

Locanda Baggio – Asolo

Locanda Baggio 2

Alle spalle del centro storico di Asolo, in località Casonetto, l’insegna occupa una casa rurale dell’800 trasformata in un ristorante dove ambiente e cucina procedono nella stessa direzione: valorizzare il territorio senza rimanere ancorati a una lettura nostalgica della tradizione.

La storia della locanda si intreccia con quella della famiglia Baggio e di una cucina che negli anni ha sviluppato un’identità sempre più contemporanea. Il percorso gastronomico punta sulla qualità delle materie prime e su una ricerca capace di unire prodotti locali, tecniche moderne e influenze più ampie.

Il menu alterna mare e terra, seguendo stagionalità e disponibilità e valorizzando ingredienti legati al paesaggio veneto (asparagi di Badoere, marroni del Monfenera e Morlacco, tra gli altri). Da segnalare i tubetti di pasta con intenso di seppioline, alga essiccata e ricci di mare, il pesce alla brace con salsa alle vongole, porretti e olio alle alghe e le proposte di selvaggina, interpretata con abbinamenti più contemporanei.

Complessivamente una cucina che non cerca l’effetto fine a sé stesso, ma costruisce equilibrio tra sapore e tecnica. Ambiente e arredi completano l’opera e contribuiscono all’identità del locale che fa del saper accogliere la propria cifra stilistica.

Osteria Madonnetta – Marostica

Osteria Madonnetta

Nel centro storico, rappresenta una delle insegne storiche della ristorazione veneta. Aperta nel 1904 da Giuseppe Polita, è passata attraverso più generazioni della stessa famiglia ed è oggi condotta da Barbara, Sandro e Wladimiro Guerra, affiancati in cucina dalla madre Anna Maria. Deve il nome all’antica insegna con la “Madonna del deo”, un riferimento alla tradizione popolare.

Gli ambienti raccolti, con pochi tavoli e arredi che conservano il fascino di un tempo, contribuiscono a mantenere intatto il carattere del locale, ancora legato alla dimensione familiare. La cucina segue il ritmo delle stagioni e si basa su prodotti selezionati, molti dei quali provenienti dall’orto di famiglia.

Il menu guarda alla tradizione veneta senza ricorrere a reinterpretazioni forzate: tra i piatti più rappresentativi i bigoli, il baccalà alla vicentina, la zuppa di trippe, le polpette con la polenta e il coniglio al mirto. Tra i dolci, imperdibile il macafame.

E’ tra le Osterie d’Italia per Slow Food e i Bib Gourmand per la Michelin. Tra le sue mura sono ancora visibili gli anelli utilizzati un tempo per legare i cavalli e la tradizione vuole che qui abbia fatto sosta anche un giovane Ernest Hemingway durante il periodo in cui operò in Veneto come volontario della Croce Rossa.

Al Portego – Cittadella

Al portego

Con il suo camminamento di ronda di forma ellittica completamente percorribile e mura duecentesche intervallate da torrioni e merli guelfi e ghibellini, Cittadella è giustamente meta di interesse turistico. A pochi passi dalle mura medievali si trova l’Osteria Al Portego che propone una cucina che fa dell’atmosfera familiare il suo elemento di forza.

Il locale, ampio e informale, punta su una proposta gastronomica che parte dalla tradizione veneta per aprirsi a interpretazioni più moderne. La cucina è affidata a Martino Zardo che lavora su una selezione di materie prime che spazia dai prodotti del territorio alle eccellenze italiane e internazionali. La specialità è la carne allo spiedo cui si aggiungono risotti (quello alla bassanese con code di gamberi), bigoli, paste ripiene.

Aggiungici come fonte preferita su Google