- 1. Vero
- 2. Pikko
- 3. Nano labo
- 4. Zeno
- 5. Gimmy
- 6. De Martin
- 7. Gnam Gnam
- 8. Jurri
- 9. Da Simone
- 10. Kori
- 11. Dassiè
- 12. Antiche Tentazioni
- 13. L’arte di Mauro
- 14. Soleluna
- 15. Nono Piero
- 16. Golosi di natura
- 17. Fingusto
Il Veneto è una terra di contrasti: grandi città che vivono come piccoli paesi, e paeselli nascosti che rischiano il tutto e per tutto, come se là fuori avessero il pubblico delle grandi città.
Nel nostro peregrinare per la Regione ad assaggiar gelati abbiamo trovato alcune gelaterie eccellenti: 4 sono nella nostra classifica delle 100 gelaterie migliori d’Italia del 2026: tre sono veronesi, una incastonata tra le dolci colline del Montello.
E se Verona la fa da padrona in regione per il gelato di qualità, Padova ha sicuramente la palma per il maggior numero di gelaterie cittadine con sedi doppie e triple, nel centro e nei quartieri satelliti, anche se non sempre – ahinoi – all’altezza. E infine Venezia, che non produce, in centro storico, alcuna gelateria che ci sembri necessario citare, e che, tuttavia, ha nell’immediata provincia, alcuni artigiani che fanno un lavoro egregio.
Ricerca e attenzione alla sostenibilità sono i criteri che fanno alzare l’asticella e che permettono di gareggiare in un altro campionato, ma il gelato prima di tutto deve essere buono. E di gelato buono, fatto con sapienza, ma soprattutto con la sincerità di un’etichetta pulita, ne abbiamo trovato; peccato, quando lo troviamo, non apprezzare anche che ci si prenda qualche rischio in più: una variegatura inedita, la valorizzazione di un prodotto iperlocal, o un abbinamento azzardato quanto magnifico.
È un invito che inoltriamo ai mastri gelatieri per le nostre prossime scorribande, sicuri che il livello medio della consapevolezza in gelateria si stia alzando, almeno tanto quanto quello del consumatore.
Ecco dunque le gelaterie del Veneto in cui vi consigliamo di passare.
Il progetto delle migliori gelaterie del Veneto è sponsorizzato da Sepal Group, come tutto il lavoro nazionale sul gelato artigianale di cui anche questa classifica fa parte.
1. Vero
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Verona, Bologna, Milano – La sede veronese della gelateria che sta anche a Milano e Bologna e ha il pallino per la materie prime, in particolare la frutta secca di provenienza italiana che viene tostata in casa e il latte, sempre da fattorie del territorio. In carta ci sono molti gusti (alcuni – onorevolmente – messi in pausa per la stagionalità) divisi in creme, cioccolati e sorbetti (cremosi e ben caratterizzati con il 50% di frutta fresca) che si replicano nelle quattro sedi dell’insegna con alcune peculiarità locali che si collegano alle tradizioni gastronomiche delle città in cui Vero ha sede, come il Riso e zafferano a Milano e il Tenerina con il mascarpone a Bologna.
2. Pikko
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Verona – Luca Tentori e Anna Laura Schiavi sono sicuramente gli esponenti più importanti nel panorama del gelato di qualità di Verona ma anche di tutta la regione. L’esperienza nelle fucine milanesi di Ciacco ha forgiato non solo un bagaglio tecnico cristallino, evidente in texture perfette e caratterizzazioni nitide, ma anche una visione di proposta dove gelato e lievitati dialogano ad alti livelli. Certo, Borgo Roma – quartiere alle porte della città – non è Milano, qui l’ardire di proposte inconsuete in carapina va dosato con cura per educare la clientela.
3. Nano labo
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Camalò di Povegliano (TV) – Elena Gorghetto e Alessandro Tomao, giovani gelatieri sul pezzo, fanno soprattutto un grandissimo lavoro sulla materia prima, con latte e uova locali e nome ben evidente sul menu dell’azienda agricola che produce quasi tutto quello che mettono nel gelato: dal pistacchio al limone, dallo yogurt al vino. Il loro gelato, tecnico ma molto naturale, si snoda in gusti – né troppi né troppo pochi – suddivisi in vegani, speciali, alla frutta e classici. Questa stagione la fanno da padrone le infusioni di erbe aromatiche (latte e menta credibilissimo e un’acacia che prolunga i suoi sentori dolcemente erbacei molto dopo la prima leccata). Greatest hits della casa il cioccolato massa di cacao dominicano e i gusti ispirati alle torte, questa volta torta al cioccolato e sbrisolona.
4. Zeno
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Verona – La gelateria di Roberto Bonato è un’insegna ormai storica della città Scaligera. Al civico 6 di via Sant’Alessio, non lontano dal Teatro Romano, campeggia l’insegna da anni punto di riferimento per levatura della proposta ed estro creativo. È stato senza dubbio un luogo di avanguardia pura, che ha saputo ripensare il gelato anticipando tempi e tendenze, soprattutto in una piazza come quella veronese, non certo avvezza a sperimentare l’inconsueto. Il menù, caratterizzato da una ventina di proposte, ha saputo farsi autorale negli anni. Lista ingredienti cortissima esposta a banco su ogni gusto, bella mano sulle texture e una proposta dove oltre ai grandi classici trovano spazio signature riproposti ciclicamente, ancora oggi contemporanei: tahine, fermentati e frazioni alcoliche sono solo alcuni dei temi sensoriali con cui Bonato si è confrontato negli anni. Gelati ancora oggi attuali, e in alcuni casi autorali.
5. Gimmy
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Feltre (BL) – Se la storia del gelato artigianale in Veneto è soprattutto quella dei maestri bellunesi, Marco Reato ne rappresenta, oggi, la migliore versione contemporanea. Dal 2020 guida la Gelateria Gimmy, a Feltre, portando avanti la passione di famiglia nata nel 1997. La sua piccola insegna è diventata laboratorio di innovazione e qualità, privilegiando ingredienti locali e stagionali, lavorazioni sostenibili e tecnica al servizio della materia prima. Frutta a km zero, latte da fornitori di eccellenza del territorio, estrattori a freddo, ricette a basso indice glicemico ma soprattutto grande curiosità e determinazione nel sperimentare gusti creativi e portare alla massima espressione quelli classici. Ne sono un esempio l’abbraccio di camomilla (grande eleganza e persistenza) o il branco di lupi (con ricotta e mirtilli selvatici) da un lato, e il sorbetto al fondente o il cremino alla gianduia dall’altro. Il territorio al centro non solo nella scelta delle materie prime ma anche nei nomi, con il Rosso Tiziano che omaggia il grande pittore di Pieve di Cadore.
6. De Martin
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Cordignano (TV) – Una gelateria che viene da una storia antica di un ambulante, Gasparre Polese, partito coi gelati negli anni 50; e la famiglia De Martin che ha rilevato questa gelateria e la sua storia ha cercato di seguire le orme del suo fondatore. Il risultato è un gelato davvero molto naturale con un libro degli ingredienti che sembra un ricettario domestico. Solo saccarosio o zucchero di canna, frutta, acqua, latte e uova di provenienza locale. Non ci sono maestrie tecniche e questo rende un gelato poco arioso, scioglievole ma molto caratterizzato, soprattutto in alcuni gusti. I variegati, che sono un po’ la firma della casa, sono gusti golosi, pensati, a volte decisamente azzeccati. Globalmente ci sembra che la poca ricerca che si fa sui gusti innovativi (fiori di sambuco è l’unico) si debba ascrivere al contesto in cui la gelateria insiste, più che alla scarsa consapevolezza dei gelatieri.
7. Gnam Gnam
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Padova -Mantiene il suo legame con la sostenibilità anche nelle scelte precise sul packaging: coppette di cartone bio, vaschette per l’asporto di cartone. I gelatieri Michela Balzarin e Cristiano Tognon, che da Bassano (VI) sono arrivati a Padova qualche anno fa, fanno un gelato biologico abbastanza radicale, nel senso che tutti degli ingredienti, compresi gli addensanti come la farina di carrube o la gomma di guar, vengono dall’agricoltura biologica. E sono biologici pure il latte in polvere e il glucosio. Tre gusti della casa si alternano su una lavagnetta in modo da cambiare spesso, il resto, una quindicina, hanno come caratteristica fondamentale un buon lavoro sul cioccolato (massa di cacao senza latte, cioccolato monorigine grand cru, ma anche i variegati mister cremino, croccantino piemontese) e sulla frutta secca. Il cioccolato è molto caratterizzato, e quello di massa di cacao, a base acqua, è sapientemente gustoso e arricchito da qualche pezzetto di fava tostata che spinge ancora di più il sapore.
8. Jurri
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Legnago (VR) – Verona- Desenzano (VR) – Jurica Pavic e Marta Ganzarolli aprirono il loro primo punto vendita a Legnago, cittadina nell’est veronese, nel 2003. Il progetto è cresciuto negli anni con l’aggiunta di altri tasselli alla proposta a bancone, nel periodo invernale è infatti possibile trovare cacao monorigine del Madagascar declinato in barrette, praline, cremini e cioccolata calda. Nel 2019 la gelateria diventa anche micro-tofferazione di Specialty Coffee, la prima della cittadina Legnaghese. Risale al 2020 l’apertura del secondo punto vendita, attrezzato solo per l’asporto, in pieno centro storico a Verona. Recentissima invece l’apertura del terzo punto vendita, in quel di Desenzano del Garda, sulla sponda veronese del lago. La proposta a bancone si esprime per lo più con classicità, ben bilanciata tra basi latte e uovo, paste grasse e sorbetti. Grande l’attenzione alla sostenibilità, che anima ogni aspetto delle scelte aziendali, dal packaging compostabile al risparmio idrico. Da provare: le creme a base latte di montagna, con la loro delicatezza aromatica senza orpelli, e il sorbetto alla fragola della vicina Lessinia.
9. Da Simone
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Oriago (VE) – Simone Valotto, alla guida della gelateria Da Simone, ha dato vita ad un’insegna ben nota nel veneziano, oltre a rappresentare uno dei riferimenti più solidi nel panorama del gelato artigianale regionale. Alla base c’è una filosofia di lavoro che mette al centro ingredienti, stagionalità e territorio. In vent’anni la crescita è stata costante e frutto di impegno e studio: oggi i punti vendita sono tre supportati da un laboratorio centralizzato dove, oltre al gelato, vengono realizzati anche biscotti e prodotti a base di cioccolato, consentendo così di sfruttare anche il periodo invernale. La carta cambia ogni mese, con sguardo al territorio, materia prima e valorizzazione di storia e tradizioni locali, a testimonianza di una buona ricerca. Anche se complessivamente la proposta è rassicurante e non particolarmente audace, la qualità rimane il punto di forza: gusti classici, signature della casa (la “Crema da Simone” è un must) e sorbetti restituiscono un’immagine di una gelateria assai apprezzabile e solida.
10. Kori
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Cerea (VR) – Una laurea in scienze gastronomiche e una formazione specifica in materia di gelato, con questi strumenti e una buona dose di entusiasmo la giovanissima Giada Balestro ha inaugurato Kori nell’estate del 2024. Siamo a Cerea, paesotto a sud-est della provincia veronese, è qui che Giada ha scelto di portare la propria idea di gelato: lista ingredienti pulita, stagionalità e prodotti di prossimità. Il menù propone una ventina di gusti declinati in proposte per lo più classiche. Il gelato al caffè utilizza però specialty coffee, selezionato e tostato direttamente in laboratorio, mentre parte della frutta, nocciole comprese, provengono dall’azienda agricola di famiglia. Un noccioleto di Trilobata piemontese coltivata in provincia di Verona è abbastanza singolare, memorabili per golosità e nitidezza sensoriale anche i gusti in cui è lasciata esprimere, evidentemente caratterizzati da una materia prima di livello.
11. Dassiè
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Treviso – Dassie è la gelateria trevigiana, fondata negli anni Ottanta, e guidata da Stefano Dassie, che ha raccolto l’eredità di famiglia sviluppando una filosofia produttiva che ha varcato i confini regionali e nazionali e che ha portato negli anni a innumerevoli riconoscimenti. L’attività si fonda sulla ricerca delle materie prime, sul costante affinamento delle ricette e su un approccio tecnico che mette al centro qualità e tecnica del gelato. Attorno a questa filosofia è nata anche l’Academy of Excellence, percorso di formazione dedicato ai professionisti del settore, con docenti provenienti dal mondo dell’impresa, della cucina, della comunicazione e della creatività. Nonostante queste premesse, l’assaggio dell’anno scorso non ci aveva convinto, e non ne avevamo fatto mistero, quest’anno invece abbiamo trovato, soprattutto sulla frutta, un ottimo lavoro di caratterizzazione.
12. Antiche Tentazioni
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Padova – Nella zona più borghese di Padova, la città più borghese del Nord Est, ha aperto il distaccamento di una gelateria di paese, Antiche Tentazioni di Selvazzano Dentro, in cui il gelatiere Jose Alberto Pasquini espone orgoglioso i trofei vinti negli anni al Sigep di Rimini e al Mig di Longarone. I gusti sono tutti molto concreti, e ispirati alle tradizioni locali come la torta pazientina (base zabaione con pan di Spagna, pasta bresciana e riccioli di cioccolato fondente) o il tiramisù, e ogni mese si sforna qualcosa di nuovo, anche se la tematica “gelato ispirato alla torta” va per la maggiore. Tra i gusti senza latte impossibile non citare il pistacchio di Bronte senza zucchero, un’esplosione in bocca e un bel retrogusto speziato. Alcune materie prime sono ben selezionate, soprattutto quelle italiane e soprattutto sulla frutta secca. Sul caffè, il cioccolato e la frutta tropicale le origini sono meno documentate, ed è un peccato. Il gelato è tecnico nella texture: molto cremoso anche nei sorbetti, scioglievole ma che non sbrodola, e le caratterizzazioni sono persistenti, nonostante alcuni gusti spingano un po’ troppo sul dolce.
13. L’arte di Mauro
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Mirano (VE) – Aperta nel 2016 nella piazza centrale di Mirano, l’Arte di Mauro è un’insegna ormai affermata nel panorama del gelato artigianale della provincia veneziana. Porta il nome del titolare, Mauro Crivellaro, già vincitore della Coppa d’Oro alla MIG di Longarone nel 2006 e nel 2014. La creatività gioca sempre entro limiti comprensibili e contenuti – siamo pur sempre in una piccola città di provincia – ma la sensazione è quella di trovarsi in un luogo in cui a prevalere su tutto è il desiderio di far bene le cose e non strafare. I gusti sono quasi una trentina, una metà i sorbetti. L’attenzione al territorio si rivela in alcune scelte felici non solo in termini di ingredienti (noci di Eraclea, per esempio) ma anche di collaborazioni (Scaldaferro e Luxardo) e va di pari passo con la stagionalità. Tra i gusti signature, il “50 sfumature di verde” che gioca sull’onnipresente pistacchio. Merita decisamente la crema della nonna; che strizza l’occhio al grande classico della pasticceria.
14. Soleluna
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Selvazzano Dentro (PD) – Minimalista e senza sbandieramenti, la gelateria Soleluna di Diego Marcato a Selvazzano Dentro fa un bel lavoro sulla materia prima, usando, ad esempio come unico addensante la farina di baobab biologica, una fibra naturale che rende il gelato più denso e cremoso. Nel negozio anche una bella mamma degli ingredienti esotici, e di quelli italiani: caffè d’altura dalla repubblica domenicana, baobab dal Senegal, cioccolato dal Messico, cocco dallo Sri Lanka, ma anche liquirizia di Calabria e l’imprescindibile pistacchio di Bronte. il gelato, servito nelle vaschette basse ha una resa differente tra creme, buone ma non troppo caratterizzate e sorbetti ben gustosi come quello alla pera con scaglie di cioccolato, o il cioccolato senza latte con belle note di amaro nel retrogusto. Un gusto del giorno, in cui si carica un po’ di più la creatività, scritto a gesso sulla lavagnetta in edizione limitata e infatti si rischia di trovarlo esaurito. Esempi? Lampone alla lavanda, caffè leccese con mandorla e crumbleciock, crema al bergamotto con salsa ai lamponi.
15. Nono Piero
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Albignasego (PD) – Una gelateria molto celebre tra i padovani, considerata una mecca del buon gelato. Svolge da anni un lavoro sulla materia prima di buona qualità, che effettivamente in zona ha pochi paragoni. Buone e ben identificate le provenienze di cacao e frutta secca, meno per quanto riguarda la frutta tropicale. Il grande quid di questa gelateria è il quantitativo di gusti sempre presenti, almeno una quarantina, alcuni conservati nelle carapine, altri nelle vaschette, altri ancora nel laboratorio che sta dietro al bancone, per mancanza di spazio. Almeno 5 gusti dedicati alle variazioni sul cacao, e altrettanti sulla frutta secca. Dal libro ingredienti, che è virtuosamente lasciato a disposizione in sala, ci saremmo aspettati qualche aiutino in meno nelle formulazioni. Resta una gelateria da segnarsi in agenda, ma nei prossimi anni ci piacerebbe trovare un po’ di sostenibilità in più e soprattutto meno gusti e più novità.
16. Golosi di natura
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Piazzola sul Brenta (PD) – Il trasferimento nella celebre piazza circolare di Piazzola sul Brenta ha forse reso questa gelateria più commerciale; Antonio Mezzalira e Doriana Marangon, gelatieri noti alle guide di settore negli ultimi dieci anni, devono fare i conti con il mercato locale. Una trentina di gusti con i classici a base latte che la fanno da padrone, una selezione di novità ispirate alla tradizione locale padovana (e non solo) e cinque gusti vegan, soprattutto alla frutta oltre che un cioccolato massa di cacao. Il gusto più interessante su cui siamo incappati quest’anno è il patavino, ispirato al celebre caffè Pedrocchi, una specialità della caffetteria padovana che si traduce in una base stracciatella con aggiunta di caffè e menta che lascia un retrogusto fresco e profumato.
17. Fingusto
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Una gelateria fatta per essere guardata, in una città che guarda e si guarda, Conegliano: il laboratorio impeccabile e curatissimo ha le pareti completamente di vetro. I gusti proposti, una quindicina, mostrano qualche ingrediente signature, come le amarene selvatiche, che contraddistinguono il lavoro di questa gelateria e di Simone De Nardi, il suo gelatiere. Un gelato cremoso, mai troppo dolce. In generale nei sorbetti a doppio gusto notiamo un po’ di squilibrio con un gusto che prevale nettamente sull’altro: mango a passion fruit, sbilanciato sul frutto della passione, così come mandorla e agrumi, in cui l’aromaticità dell’agrume prevale nettamente sulla mandorla, che pur si palesa, al gusto, una mandorla naturale e ben trattata.