enoteca al volto venezia

Siamo all’Enoteca al Volto, bacaro di Venezia a pochi passi dal Ponte di Rialto. Ecco la nostra recensione.

Una delle domande più sfiancanti che si possano rivolgere ad un veneziano è un grande classico del repertorio turistico, che tuttavia a Venezia – data la media dei prezzi – acquisisce il sapore di una beffa o, se il soggetto a cui viene posta è paziente e disponibile, di una sfida: “dove si può mangiare bene spendendo poco nella zona del Ponte di Rialto?”.

Occhi al cielo, un respiro profondo, una rapida carrellata di posti ed il tentativo di dare una risposta vera e sensata. Questo per dire che – come immaginerete – consigliare una tappa gastronomica nella zona a maggiore concentrazione turistica di una delle città a maggiore concentrazione turistica (ecco, avete capito) è arduo. Tuttavia, basta spostarsi di qualche decina di metri dall’itinerario classico e imboccare una calle, ed ecco che la risposta prende le forme di un bacaro, con cicchetti e cucina. Anno di nascita 1936, l’Enoteca al Volto è il motivo principale per cui tentare un concorso nella pubblica amministrazione ed in particolare al Comune di Venezia: si trova infatti attaccata a Ca’ Farsetti, palazzo dove ha sede l’amministrazione comunale cittadina.

Vicinissima in linea d’aria a qualsiasi punto abbiate come meta nella zona circostante, sia essa culturale (Teatro Goldoni) gastronomica (pasticceria Marchini in Campo san Luca), di shopping del lusso (Fontego dei Tedeschi) o puramente turistica (Campo San Bortolo), ha il vantaggio di trovarsi nascosta in una calle non troppo frequentata, che conduce dritta dritta al Canal Grande.

Ambiente e servizio

Qualche tavolino all’esterno, una prima sala che si sviluppa in lunghezza e stretta quel tanto da favorire lo struscio tra clienti, che è una delle componenti fondamentali di un bacaro. E una seconda saletta, anch’essa di dimensioni contenute, in cui si sviluppa la parte del locale dedicata alla ristorazione, che vede come piatti forti i risotti, le pastasciutte con pesce, il fegato alla veneziana, i fritti, le seppie in nero con polenta.

Al-Volto-

Al Volto

Al-Volto

Prima di dare un’occhiata al menu, tuttavia, il consiglio è quello di alzare gli occhi verso il soffitto, decisamente l’elemento che caratterizza il locale e che ne definisce l’atmosfera, sospesa tra la cantina e l’enoteca alla mano, quella dove ti senti a casa, quella dove vai a fine giornata per un bicchiere e una chiacchierata, quella che raccoglie i pensieri e le preoccupazioni e le trasforma in leggerezza. Il soffitto, dunque: tappezzato di etichette di bottiglie di vino, è contemporaneamente un racconto di bevute, un campo di battaglia, un libro aperto che mostra scelte e direzioni, una nota di colore e calore, un modo per dire che oltre lo spritz c’è molto altro.

Al Volto

Quanto avete finito di leggere nomi di produttori e cantine, rivolgetevi a chi sta al banco e procedete con l’ordinazione. Il bancone è ordinato, con nomi e prezzi scritti per bene sul vetro, con un pennarello. Ce n’è anche un secondo, con pirofile ordinate: qui trovate i cicchetti più elaborati, serviti al piatto. Se avete ancora qualche dubbio, chiedete al personale: il servizio è rapido e ruspante. Niente smancerie, ma molta disponibilità a richieste e spiegazioni.

Cicchetti

La questione cicchetti è semplice: da una parte ci sono i classici e la semplicità, dall’altra c’è la ricerca e la sperimentazione. Attenzione: nessun conflitto. Il consiglio è di assaggiare entrambe le scuole di pensiero, magari partendo dalla tradizione e poi schierarsi. Il veneziano è avvantaggiato, perché conosce bene i capisaldi, ma capita di vedere autoctoni in imbarazzo di fronte ad un bancone ben fornito. L’enoteca Al Volto si colloca tra i bacari che puntano sui classici: onesti, semplici e senza fronzoli. Crostini con baccalà, con formaggi/verdure/salumi, polpette, folpetti, sarde in saor, crocchette.

cicchetti

Al volto cicchetti

In più, francobolli (la versione quadrata o rettangolare del tramezzino, che a Venezia è un altro must e al quale abbiamo dedicato un post a parte, tanto è seria la questione), mini panini con formaggi, salumi, verdure. Abbiamo assaggiato due crostini con baccalà (uno mantecato, uno alla vicentina) e uno con robiola e verdure. Onesti, senza voli pindarici, schietti. Una base da cui partire per allenare il palato. Un’avvertenza per chi legge e un consiglio per gli osti (che immaginiamo ci manderanno a quel paese): l’umidità lagunare purtroppo non si può combattere. E’ traditrice e subdola e si fa sentire quando si addenta un crostino ed invece della croccantezza ci si scontra con un morso un po’ gommoso. Non è però un buon motivo per dargliela vinta: si può aggirarla, raggirarla, farsi furbi e trovare soluzioni alternative, salvando materie prime e gusto.

Ultima nota, i prezzi, quasi imbattibili: si parte da 1 euro per cicchetto e da 3 euro per un calice di vino.

Informazioni

Enoteca al Volto
Indirizzo: Calle Cavalli 4081, San Marco
Numero di telefono: 041 5228945
Orari di apertura: tutti i giorni 10–16, 18–22
Sito Web: http://enotecaalvolto.com/
Tipo di cucina: tradizionale bacaro veneziano, con cucina
Ambiente: informale
Servizio: rapido e ruspante

Voto: 3.4/5

commenti (1)

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  1. Avatar Giancarlob ha detto:

    Sicuramente a Venezia si mangiano ottimi cicchetti, eppure secondo me a Padova, in un locale che sta in una laterale di piazza della Frutta e di cui non ricordo il nome, li ho mangiati molto più buoni…