di Adriano Aiello 20 Ottobre 2017

Sono reduce da Firenze, dove ieri alla stazione Leopolda si è svolta la presentazione delle guide dell’Espresso, in particolare “I ristoranti d’Italia 2018“.

Gente che applaude e si ammassa, annunci, passarelle, caldo, frastuono, polemiche precedenti e successive: alla fine io non le capisco le premiazioni. Mi sembrano sempre baracconate stanche o retoriche.


Com’è andata la guida ai ristoranti 2018 dell’Espresso, regione per regione


Capisco che servono e rappresentano il termometro di un settore, ma finisco sempre in un angolo ad aspettare la degustazione o qualcosa di tangibile.

Nel frattempo registro umori statici, distrazioni, sguardi ai banchetti dei viveri, dove si attende di festeggiare velocemente i nuovi premiati.

Ma almeno consultare la guida, che ha compiuto 40 anni attribuendo 650 cappelli –da uno a cinque– oltre a recensire 2880 locali, senza novità di rilievo rispetto all’anno precedente, ha il merito di avermi messo la voglia di provare 5 ristoranti in particolare, forse perché sono stati premIati, o magari hanno conquistato un cappello.

Sono posti diversi per ambiente e prezzi ma tutti con qualcosa in più, un elemento non facilmente definibile che forse gli appassionati riusciranno a cogliere. La redazione di Dissapore si è messa al lavoro per presentarveli bene.

Lido 84

Corso Zanardelli, 196, 25083 Gardone Riviera BS
Telefono: 0365 20019
Una stella Michelin
Prezzi: Menu 55/70 € – Carta 55/82 €
Premiato dalla guida dell’Espresso per il miglior risotto dell’anno: Riso salvia e burro di latte di bufala affumicato.

Lido 84, Gardone RivieraLido 84, Gardone Riviera

La posizione in riva al lago, il giardino, l’angolo per le erbe aromatiche, la carta dei vini, la scelta di prodotti del territorio, il servizio attento e garbato, le due sale arredate diversamente ma sempre piacevoli, i tre menu alla carta a prezzi da bistrot: posto che la perfezione non esiste, da Riccardo Camanini, giù allievo di Marchesi e Ducasse, ci si va assai vicino.

Due i menu degustazione: I classici: 48 euro; Oscillazioni: 65 euro.

Piatti da provare:

— Riso stracchino e sarde di lago allo spiedo
— Pomodori Marina, crostacei e pistacchi
— Rognoncini di coniglio, burrata, sangue di rilascio di manzo, grasso d’anatra e daikon.

Si può arrivare via lago grazie all’imbarcadero privato e si può mangiare all’aperto in uno scenario davvero bello.

La Tana Gourmet

Via Kaberlaba, 19 – Asiago VI.
Telefono: 0424 462017. Chiuso a ottobre e novembre.
Una stella Michelin.
Prezzi: Menu 45/120 € – Carta 40/115 €.
Premiato dalla guida dell’Espresso per il piatto dell’anno: Orzo, terra e acqua.

la tana gourmetalessandro dal degan

Da un paio d’anni trasferiti nella “casa rossa”, costruita al termine della prima guerra mondiale e oggi a due passi dalle piste da sci, Alessandro Dal Degan, 36 anni, coadiuvato da Enrico Maglio in sala, l’amico di sempre, cucina erbe, germogli, carni e formaggi.

Quattro i menu degustazione: Prospettive: 12 portate; Attraverso le prospettive: 5 portate a 70 euro; Lab 10: 10 portate a 120 euro; Lab 15: 15 portate a 180 euro.

Piatti da provare:

— Lumache stufate nel fieno con crema di erbe di campo, pigne fermentate e pane al muschio;
— Anguilla arrostita e sugo di capriolo con barbabietola e polvere di rose;
— Orzo, terra e acqua.

Il menu non è organizzato secondo lo schema classico contrassegnato da antipasto, primo, secondo. Le voci sono “materia”: piatti che cambiano costantemente; “progetti”: i piatti più richiesti del ristorante; “territorio”: i piatti della tradizione.

Nello stesso edificio che ospita il ristorante si trova la più informale Osteria de La Tana.

Spazio Milano

3° piano Mercato del Duomo – Galleria Vittorio Emanuele II – Milano
Telefono: 02 878400
Prezzi: Carta 39/61 €
Premiato dalla guida dell’Espresso per Gaia Giordano, donna chef dell’anno.

Spazio Niko Romito, Mercato del Duomogaia giordani

Tre sale bellissime all’ultimo piano del Mercato del Duomo, qui muovono i primi passi professionali i ragazzi della scuola di cucina di Niko Romito, tre stelle Michelin in Abruzzo, ma non pensate di avere a che fare con degli apprendisti.

Spazio, è per certi versi il prêt-à-porter della moda, l’anello di congiunzione tra trattoria e alta ristorazione, e Gaia Giordano una stilista che sa come valorizzare i prodotti. Peraltro con uno dei migliori rapporto qualità / prezzo della città.

Pochi piatti compongono il menu: 5 antipasti e altrettanti primi, secondi e dolci a variazione stagionale.

Piatti da provare:

— Tortelli di ricotta con distillato di pomodoro, capperi e cucunci
— Seppia arrosto con estratto di seppia e taccole
— Cremoso di mandorle, gel di limone e frolla integrale salata.

Se proprio dobbiamo trovargli un difetto il bagno con tornelli e tesserino di ingresso non è il massimo.

St. Hubertus – Rosa Alpina

Strada Micurà de Rü, 20 – San Cassiano in Badia BZ
Telefono: 0471 849500
Due stelle Michelin
Prezzi: Menu 120/200 € – Carta 120/145 €
Passato da 3 a 4 Cappelli nella guida dell’Espresso

st HubertusNorbert Niederkofler

L’hotel Rosa Alpina di San Cassiano, da 70 anni in mano agli stessi proprietari, ha stanze raffinate, ospiti internazionali (come Priscilla Chan Zuckerberg, moglie di Mark, con le sue bambine) e da 21 anni, la cucina stellata, autentica e radicata nel territorio dello chef Norbert Niederkofler.

Avvolta da legni e loden, la sala maestosa che contiene soltanto 11 tavoli, aggiorna in chiave moderna il tradizionale gusto tirolese.

Due menu degustazione: Le nostre radici e Quo Vadis, entrambi a 170 euro.

Piatti da provare:

— Luccioperca all’aneto e e ricotta affiumicata
— Filetto di bue di malga cotto nel fieno
— Tarte tatin con gelato alla vaniglia mantecato al momento

Niederkofler ha trasformato un ristorante d’albergo il cui pubblico di riferimento erano i forzati dell’après-ski con gli scarponi ancora indosso in una delle tavole migliori d’Italia.

Punto – Officina del gusto

via 55100, Via Anfiteatro, 43 – Lucca
Telefono: 0583 058490
Prezzi: Carta 35/58 €
Inclusa dalla guida dell’Espresso tra le tre trattorie migliori dell’anno.

punto officina del gustodamiano donati

T. I. C. come Trattoria italiana contemporanea, descritta in ben 11 punti nel Manifesto di Damiano Donati, tra i giovani chef più acclamati d’Italia, capace di preparare piatti che nulla hanno da invidiare all’alta cucina ma esteticamente abbozzati per concentrare l’attenzione sul sapore.

In pieno centro storico, appena fuori la piazza ovale dell’Anfiteatro, un locale post industriale, piccolo, dove si respira aria nuova.

Menu degustazione da 40 e 60 €, singole portate: antipasti 9; primi piatti 13; secondi piatti 17.

Piatti da provare:

— Fettuccine al ragù di cinghiale
— Maialino al forno
— Rosticciata con salsa barbecue

In estate un giardino sul retro e alcuni tavolini di fronte all’ingresso danno la possibilità di mangiare all’aperto.

[Crediti | Immagine di copertina: Acquabuona]