di Valentina Dirindin 15 Marzo 2017

Anche questo è una conseguenza della nuova vocazione turistica che, da qualche anno, ha portato Torino a essere un polo turistico internazionale.

Finalmente le strutture ricettive si sono adeguate alla domanda, proponendo da un lato nuovi grandi hotel, dall’altro ristrutturando e riammodernando gli alberghi storici della città.

Ma non parliamo solo di camere lussuose e lenzuola di seta. Il nuovo trend, infatti, è quello di adeguare la proposta di ristorazione d’albergo agli standard internazionali, trasformando i ristoranti degli hotel cittadini di maggior pregio in centri attrattivi della scena gastronomica torinese.

L’idea è di stampo internazionale: il cliente sabaudo, si sa, tende a essere un po’ timido e defilato, e fatica a convincersi di poter passare dalla hall di un albergo anche solo per cenare.

Eppure, grazie a grandi progetti e a cuochi capaci, la ristorazione d’albergo si sta finalmente imponendo in città, con menu che includono scelte tipiche da room service, dal club sandwich alla ceasar salad, e proposte per far conoscere il territorio (non c’è ristorante d’albergo torinese che non abbia in carta almeno un piatto della tradizione: su tutti gli agnolotti del plin o il vitello tonnato).

E però, l’estro degli chef che guidano le brigate dei ristoranti d’albergo torinesi contribuisce a dare personalità alle loro cucine.

Se avete in mente in weekend nel capoluogo piemontese quindi, se volete ottimizzare i tempi e ridurre gli spostamenti, ecco qualche consiglio per mangiar bene restando in albergo.

Ristorante Carignano – Grand Hotel Sitea

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È questo l’ultimo, atteso arrivato tra i ristoranti d’albergo a Torino. Parliamo di un hotel storico nel centro cittadino, il Grand Hotel Sitea, da novant’anni una delle strutture ricettive d’alto livello più conosciute e amate in città. Nei suoi saloni e nelle sue stanze sono passati grandi artisti, celebrità, premi Nobel, sportivi e musicisti.

All’interno dell’hotel, oltre a un bar dove bere alcuni dei migliori miscelati della città, oggi si trova anche la storica insegna del Ristorante Carignano, che si è completamente rinnovato nella proposta culinaria grazie all’arrivo dello chef stellato Fabrizio Tesse.

Già sous chef di Antonino Cannavacciuolo e poi alla guida del suo Locanda di Orta, Tesse curerà la proposta gastronomica dell’esclusiva sala del Carignano, appena una ventina i coperti disponibili, affiancando il resident chef Ruggero Rolando e il suo braccio destro Marco Miglioli.

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L’idea dello chef è di proporre una cucina con al centro ingredienti legati alle vie del sale che lo hanno maggiormente formato: Spagna, Francia, Liguria e Piemonte.

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La carta del Carignano prevede due menu degustazione di cinque e sette portate, rispettivamente a 70 e 85 euro, ma in primavera è prevista anche l’ideazione di una formula più light, grazie all’apertura del bistrot “Carlo e Camillo”.

Il nome potrebbe evocare i Reali d’Inghilterra o le reali cucine di Carlo Cracco, se preferite, ma in realtà ha un’origine molto più banale, nata dalle due vie su cui affaccia il locale , via Carlo Alberto e Via Camillo Benso di Cavour.

Carlina Restaurant & Bar – NH Carlina

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Un lussuoso albergo da 160 camere nato –-non senza polemiche-– là dove sorgeva la casa di Gramsci. Alla fine, dopo due anni e mezzo di attività, il risultato sembra aver messo a tacere anche i più critici.

La ristrutturazione del palazzo ha restituito a questa piazza, che tutti i torinesi chiamano da sempre Carlina, ma che in realtà si chiama Carlo Emanuele II, una meravigliosa facciata, al cui interno si trovano un albergo (ma anche un caffè e un cocktail bar di grande livello, e quindi un piacevole luogo di ritorvo) di grandissimo effetto scenografico.

In cucina, a occuparsi degli ospiti del Ristorante Carlina, l’impronunciabile quanto talentuoso giovane chef Vasyl Andrusyshyn, trentenne dalla vocazione cosmopolita (di origine ucraina, ha girato le cucine del mondo – tra cui quella del Noma di Copenaghen) che punta a portare il tocco esotico che manca alla cucina torinese.

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La sua, nel panorama di una città emergente dal punto di vista culinario, ma che non può vantare gli anni di esperienza nella ristorazione d’albergo della vicina Milano, è una cucina originale con accostamenti di sapore sorprendenti.

Tanto pesce, tanta frutta, tanto Oriente: tutto dosato in maniera corretta, equilibrato con qualche proposta più rassicurante, in modo da essere innovativi senza risultare eccessivi o inaccessibili.

Uno chef dal futuro promettente, in quella che al momento è la struttura ricettiva più bella e raffinata che la città possa offrire.

In carta, due menu degustazione: uno più creativo, con otto portate a 85 euro, e uno di tradizione piemontese, con quattro portate a 55 euro.

Les petites madeleines – Turin Palace Hotel

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Per i tanti detrattori di TripAdvisor aver vinto il Travelers’ Choice Awards come miglior albergo d’Italia non significherà granché. Noi, invece, approfittando di quel premio, vi abbiamo raccontato di Stefano Sforza, altro rappresentante della categoria “giovani e talentuosi chef torinesi”, alla guida del Les petites madeleines.

Uno chef ambizioso, che non significa arrogante, abituato a spingere i suoi piatti sempre un po’ oltre, cercando di tenere a bada gli eccessi. Sono piatti buoni e dall’estetica moderna, forse insoliti per un ristorante d’albergo, ma che vale la pena sperimentare.

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Una scenografica sala dedicata a Mollino, il visionario designer torinese, e una bellissima terrazza panoramica competano l’offerta di un altro bellissimo albergo torinese.

La proposta prevede tre menu degustazione (di cui uno vegetariano), dai 45 ai 70 euro.

[Crediti | Foto di: Alessio Trolese, Stefania Bonatelli]