I 22 ristoranti più innovativi di Milano

I 22 ristoranti più innovativi di Milano nel 2015 raccolti in "Innovare nella ristorazione", un libro di Alessandro Coltro e Jessica Malfatto

Le persone a tavola maneggiano cellulari, la testa nel piatto, o sul display o incollata a un video, sembrano non sapere cosa dirsi.

Roba per anemici emotivi in trasferta al ristorante.

Invece da guardare c’è, nelle sale da pranzo o nelle cucine a vista, specie se sono quelle dei 20 ristoranti più innovativi, particolari, creativi di Milano raccolti da Alessandro Coltro e Jessica Malfatto nel libro “Innovare nella ristorazione“. Venti insegne diverse non solo per quello che si mangia.

“Dietro questi 22 ristoranti ci sono progetti, investimenti, passione e anima. Ci sono imprenditori che hanno disegnato il proprio locale e gli hanno dato una forma, un cuore e una voce”.

Conosciamoli allora, questi 22 posti che raccontano come cambia Milano per rimanere al passo con i tempi.

#1. 28 POSTI BISTROT, via Corsico 1-Milano

28 posti

L’arredo è realizzato dai detenuti del carcere di Bollate che ritroviamo anche dietro ai fornelli.

Ci concentriamo sul concetto di ‘piccolo’ perché vogliamo sottolineare la volontà di creare qualcosa su misura per i nostri clienti, qualcosa che sia “giusto”, che non punti all’esagerazione e alla mera quantità“.

#2 A CASA EATERY, via Conca Del Naviglio 37 – Milano

a casa

Il vintage che ci piace, inseguito in ogni dettaglio dell’allestimento: tavoli di cucine economiche, mobilia anni Cinquanta, frigoriferi retrò.

Non c’è niente, in questo ambiente, che ricordi il classico ristorante, ma sono presenti elementi che riportano subito a una casa, dalla libreria alle teiere fino ad arrivare a un vecchio frigorifero, ancora funzionante“.

#3 ALBUFERA, via Lecco 15 – Milano

Al Bufera

Specialità regionali iberiche preparate con passione e competenza da una giovane coppia spagnola.

Siamo due persone molto giovani, intorno ai 30 anni, e siamo partiti con un’idea semplice, ma forte nello stesso tempo, ovvero quella di riprodurre a Milano un pezzo autentico di Spagna, e oggi ci ritroviamo a gestire un ristorante che punta già a una piccola espansione sempre in città“.

#4 ANADIMA BISTROT, via Pavia 10 – Milano

anadima

Arredato con mobili di recupero cercata con insistenza dai rigattieri di diverse città italiane Anadima, wine bar e bistrot, propone appuntamenti culturali, esposizioni, mostre fotografiche, performance di musica e poesia.

Questo luogo è come se fosse casa nostra e abbiamo voluto arricchirlo passo dopo passo, raccogliendo e acquistando oggetti provenienti da molteplici città che abbiamo avuto la possibilità e la fortuna di visitare“.

#5 BYS MILANO, via Alberico Albricci 3 – Milano

Bys

Punto di incontro tra arte e buon cibo con performance e spettacoli che iniziano all’ora dell’aperitivo e proseguono sino alla chiusura.

Un locale che vuole unire i mondi dell arte e dello spettacolo con quello della cucina in un continuo scambio di sinergie e contaminazioni il risultato è un ristorante di qualità e una vetrina per i giovani artisti emergenti, un vero e proprio “teatro di idee“.

#6 CERESIO 7, via Ceresio 7 -Milano

ceresio 7

Oltre il locale: un marchio universale (DSquared2, degli stilisti americani Dean e Dan Caten) e quelle due piscine sul tetto.

Il nostro non è solo un ristorante, ma è un’entità diversa, un vero e proprio brand, perché si identifica con un marchio riconosciuto a livello mondiale“.

#7 DICOCIBO, via Antonio Cecchi 10 – Milano

dicocibo

Un tema culinario ogni volta diverso fa da collante per i piccoli eventi letterari, musicali o teatrali.

Cultura, teatro, arte, letteratura e cucina: Dicocibo è un mondo che fa da sfondo all’unione di queste “sostanze” e cerca di creare le occasioni ideali per il loro incontro con il pubblico“.

#10 DRY COCKTAIL & PIZZA, via Solferino 33 – Milano

dry milano

Cocktail e pizza: il format gastronomico che mancava in città.

Il nostro ristorante ha visto la luce perché avevamo una storia da raccontare, perché manteniamo accesa la voglia di far divertire le persone, di creare qualcosa che sia in grado di trasmettere una sensazione di piacere e benessere“.

#11 ERBA BRUSCA, Alzaia Naviglio Pavese 286 – Milano

erba brusca

La peculiarità sta nel nome. Erba brusca: ristorante con orto.

Al confine tra campagna e città dove una volta c’erano le marcite e tanta acetosella, ovvero l’ erba brusca, nei campi, il ristorante si propone proprio come anello di ricongiunzione con la dimensione rurale cercando di non replicare clichè“.

#12 FATTO BENE BURGER, via Vincenzo Monti 56 – Milano

fatto bene, Milano

Personalizzare al massimo livello, o come dicono gli americana: “customization“. Qui del vostro hamburger scegliete tutto: dal pane, alla carne, al cetriolino sott’aceto.

Se c’è solo il business plan in mente il futuro vedrà solo note stonate. Quello che ci anima è l’amore e la passione per il cibo, semplicemente. Riuscire a unire questi elementi con la parte razionale, analitica e organizzativa è la ricetta per riuscire ad avere successo e portare avanti un’attività funzionante“.

#13 FISHBAR DE MILAN, via Montebello 7 – Milano

fishbar

Piccolo viaggio attorno alla terra, anzi attorno al mare.

Il primo passo ha coinciso con lo studio attento del menù, che doveva “raffigurare” un percorso attraverso i cult internazionali legati alla cucina di pesce: dal lobster roll al fish&chips fino alla cucina orientale. Abbiamo preso in considerazione i prodotti tipici della cucina di pesce mondiale e li abbiamo rivisitati nella nostra visione“.

#14 GOOD SAVE THE FOOD, Piazza del Carmine 1 – Milano

god save the food

Stere bene mangiando di gusto si può. In due locali e un food truck casomai il concetto non fosse chiaro.

“God Save The Food ha preso forma a partire dalla consapevolezza che in Italia, a Milano, mancava un locale con una cucina aperta tutto il giorno, che avesse un respiro internazionale, semplice nelle forme, ma al tempo stesso con un’attenzione ai particolari e con una visione non limitata a livello locale”.

#15 LES POMMES, via Pastrengo 7 – Milano

les pomme

L’ispirazione iniziale sono i bistrot francesi. Colazione imperdibile (per noi tra le migliori di Milano), brunch domenicale e apertura 7 giorni su 7.

Abbiamo voluto realizzare un contesto molto particolare, in cui si mescolano diverse influenze provenienti da ogni angolo del mondo, e in cui l’eccellenza deve essere l’unità di misura fondamentale“.

#16 MANNA, Piazzale Governo Provvisorio 6 – Milano

manna

La cucina umanistica dello chef Matteo Fronduti continua a convincere tutti.

Se una persona non ha cuore, cucina male, e le persone lo percepiscono. La gente percepisce le emozioni di chi cucina. Essere chef e titolari rappresenta quindi un’esperienza totalizzante, che assorbe ogni lato della vita, anche di quella privata“.

#17 OSTERIA BRUNELLO,

Osteria Brunello

L’osteria rivisitata. Con una Tunde Pecsvari in più.

Guardandosi intorno non si può negare certamente il respiro di un’aria caratteristica di un’osteria, ma il contesto, in ogni dettaglio, è stato rivisitato: da sempre, infatti, puntiamo sull’importanza dell’ambiente, sulla cura dell’arredamento, sulla collocazione e disposizione di piccoli oggetti, perché vogliamo offrire un’esperienza complessiva a 360°“.

#18 OTTIMOMASSIMO, via Spadari/Via Victor Hugo – Milano

ottimo massimo

Ossimoro: la pausa pranzo rilassante. Provate anche il servizio a domicilio.

Il nostro locale vuole essere un giardino, un ambiente rilassante, dove la pausa pranzo può essere vissuta in modo diverso dal solito e dove le preoccupazioni, per qualche minuto o qualche ora, si chiudono in un cassetto“.

#19 THATS VAPORE, via Buonarroti 3 – Milano

That's Vapore

La cottura al vapore evolve, diventa gourmet e si organizza. Come vanno le cose? Il moltiplicarsi dei locali That’s Sapore è la risposta.

La nostra creatività si esprime essenzialmente nelle nostre proposte culinarie. Spesso la cucina al vapore, infatti, è associata all’idea della classica “cucina d’ospedale”, ma non è così e noi vogliamo cercare di dimostrarlo“.

#20 TOM, via Molino delle Armi – Milano

tom milano

Finalmente realizzata la perfetta convivenza tra cucina e musica.

L’idea è nata dal bisogno e dal desiderio di voler trasmettere un messaggio nuovo, il voler far convivere musica e cibo, senza creare attrito tra i due ambienti. Si tratta di un obiettivo complicato da raggiungere, perché si comunicano più situazioni, che appartengono anche a due “parti fisiche” diverse“.

#21 U BARBA, via Decembrio 33 – Milano

u barba

Il concept “osteria genovese” ammodernato e trasferito a Milano.

Oggi essere creativi e innovativi significa riprendere il passato e saperlo adattare al contesto presente. Io, ad esempio, sono andato a recuperare e a raccogliere i sapori e le ricette storiche di una terra a Milano molto nota e le ho riportate nella città“.

#22 UN POSTO A MILANO, via Cuccagna 2 – Milano

cuccagna

Cascina agricola, foresteria, mercati, laboratori, spazio pubblico per l’aggregazione, aperitivo agricolo, mercato, il chilometro vero. Non vi basta?

La cultura viene portata in tavola ogni giorno, perché noi trattiamo il cibo e le materie prime come se fossero prodotti culturali, come opere d’arte“.

[Crediti | Link: EconomyUp, immagine di copertina: Flawless Milano]

Anna Ferrari Anna Ferrari

2 Dicembre 2015

commenti (6)

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  1. Avatar Evvaje ha detto:

    Forse a livello di innovazione ci siamo, ma in alcuni di questi locali (provati una dozzina) la cornice e’ decisamente superiore al prodotto culinario offerto.

  2. Avatar Luca Sulmona Goffanti ha detto:

    Una lista molto simile a questa l’ho già vista da qualche parte, forse sul Corriere. Una domanda nasce spontanea, innovatvi per cosa?
    Concordo con Evvaje, spesso la cornice supera la quaità.

  3. Avatar Teedy ha detto:

    Ottimo il nuovissimo MOT, in via De Amicis 44.
    MOT = Maiale Oca Trota, di selezionati fornitori.
    Delizioso gli affettati di manganina e i tortellini d’oca !

  4. Mamma mia….e lo dico da Milanese ormai rassegnato…se questa è il nuovo che avanza siamo al dessert. La mia non è una critica all’articolo, ne alla brava Anna Ferrari, è solo la personale frustrazione nel vedere la rotta gastronomica intrapresa dalla “city”. Tolto (forse) il locale di via Cecchi, per il resto concordo con gli altri commenti espressi….una cornice col vuoto nel mezzo ma che pare faccia felice il gastrofighetto milanese, o milaniota. Il vertice più basso dell’elenco è a mio parere rappresentato da DRY, mediocre soprattutto nel servizio. Ma perchè lamentarsi? In fondo non è cool passare la serata in piedi sul marciapiede fuori da un locale stracolmo ? Poi il risultato è questo. Pace e amore.

  5. Avatar Clau ha detto:

    Bys – non male all’inizio, ma ora francamente ho smesso di andarci. Servizio pessimo e piatti non cosi interessanti.

  6. Avatar Nikinsky ha detto:

    Che abisso di percezione e che distanza intercorrono tra il servizio scritto con cesellate parole, le belle foto, il marketing sottotraccia e la realtà dell’esperienza, dell’assaggio, della verifica sul campo ….