di Luca Iaccarino 24 Gennaio 2018

Non so agli occhi degli altri, a me questa mattina la presentazione del nuovo servizio “Insider” di The Fork è sembrato un accordo di pace, sapete tipo bacio tra Honecker e Brezenev o stretta di mano tra Rabin e Arafat.

Lo chiamerei “Il patto dei Giureconsulti” visto che il lancio dell’aggiornamento dell’app per prenotare i ristoranti è avvenuto, appunto, al Palazzo dei Giureconsulti, a un passo dal Duomo di Milano.

“Il patto dei Giureconsulti” è stato facilitato da un’applicazione che permette di prenotare i ristoranti con il telefonino, la quale ha avuto un’idea rivoluzionaria: mettere d’accordo (quasi*) tutti.

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Per definire la propria sezione “Insider”, cioè i locali selezionati di Milano, Roma, Torino e Firenze, ha messo insieme il giudizio di tre guide importanti, del pubblico e di quattro giornalisti o food blogger bravi.

In pratica: la selezione è il risultato delle valutazioni dell’Espresso, di Identità Golose, del Gambero Rosso, degli utenti (il ristorante deve avere almeno 50 voti e la media del 9), e viene raccontata da Marina Bellati a Milano, da Luca Sessa a Roma, da Bruno Boveri a Torino e da Carmela Adinolfi a Firenze.

Attorno al tavolo, dunque, c’erano tanti dei rivali di sempre –Enzo Vizzari, Paolo Marchi, Massimiliano Tonelli– a loro volta spesso in controtendenza rispetto alla vox populi.

A me sembra un buon segno.

Critica e pubblico assieme per permettere a un’app di essere affidabile. E che invita i clienti a essere affidabili a loro volta: prenotare via web significa ad esempio cancellare l’odioso no-show e pure, in buona parte, le recensioni farlocche (tipo quelli che danno un pallino “perché non abbiamo trovato posto!!!1!!!!!1!”)

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L’esempio mi sembra così virtuoso che spero che The Fork, che è di proprietà di TripAdvisor, insegni qualcosa al sito di recensioni selvagge che la detiene. E’ giunta l’ora che –come diceva quello là– l’amore vinca sull’invidia e sull’odio.

* In Italia –dice il Regional Manager di The Fork Almir Ambeskovic– “non abbiamo considerato Michelin perché i suoi ristoranti sono anche sulle tre guide coinvolte”.