La colazione è il nuovo lusso gastronomico. Lo aveva in qualche modo detto Massimo Bottura, quando aveva spiegato come il servizio del dopo risveglio potesse fare la differenza nell’hotellerie. E in effetti lo aveva messo pure in pratica a Casa Maria Luigia, diventata una destinazione per appassionati anche e soprattutto grazie a una colazione leggendaria, fatta di torte e cotechini.
Lo hanno capito in tanti, anche qui in Italia, quanto la colazione sia una coccola invitante, da valorizzare in un mondo di buffet più o meno stantii. Lo ha capito il Portrait, che a Milano ha reso la sua colazione un appuntamento sociale (portandola poi anche a Firenze, con vista sul Ponte Vecchio) e, restando nel mondo dei grandi chef, lo ha capito anche Niko Romito, che ha trasformato il difetto dell’essere in un luogo lontano da tutto nell’opportunità di staccare regalandosi due giorni di quiete tra cena, dormire e colazione.
Insomma, il dato di fatto è che sì, ci piace svegliarci mangiando qualcosa di buono, dolce o salato che sia. Ma non solo: la sensazione è anche che talvolta ci diverta di più di una cena fuori, una di quelle del fine dining che rischiano di diventare oltremodo lunghe e impegnative. La tendenza è a snellirle, certo, e a renderle più divertenti, per venire incontro alle esigenze di un pubblico che sta cambiando, nelle richieste come nella disponibilità economica.
Ed eccolo lì, l’altro motivo per cui adoriamo le belle colazioni: sono un piccolo lusso a portata di mano, certamente più di una cena in uno stellato. Un regalo, una coccola che possiamo permetterci con più facilità di quanto non succeda per una cena in un ristorante famoso.
La colazione stellata de Le Tout-Paris

Abbondanti, più economiche di una cena (e poco importa se a conti fatti, tra portate e materie prime, lo siano davvero), più divertenti, meno impegnative e più instagrammabili. A conti fatti, questi sono i motivi per cui le colazioni di lusso sono il nuovo oggetto del desiderio gastronomico, soprattutto tra le nuove generazioni.
Se non ci credete, potete provare a prenotare un tavolo per la petit déjeuner del ristorante stellato Le Tout-Paris. Spoiler: non sarà facile, perché quella colazione è già diventata un must per chiunque sia di passaggio a Parigi.
Per carità, è anche vero che ci piace vincere facile. Siamo lungo la Senna, all’interno di uno dei più begli alberghi della città, d’Europa e del mondo. Le Cheval Blanc è un hotel dove il lusso e l’eleganza ricoprono ogni angolo, compresi quelli dei suoi ristoranti. Il tre stelle Michelin Plénitude, dove lo chef Arnaud Donckele serve il suo menu di salse in un contesto meravigliosamente francese. E poi due monostellati: il giapponese Hakuba e la brasserie Le Tout-Paris, con i suoi arredi colorati che affacciano sulla vista più ambita di Parigi, Torre Eiffel compresa.
Ed è proprio qui che ogni mattina si consuma il rituale parigino diventato più di tendenza della coda alla pasticceria di Cédric Grolet: la colazione stellata più cool della città.
Aperta anche al pubblico esterno all’hotel, la petit déjeuner de Le Tout-Paris offre a 70 euro a persona (non pochissimo, certo, ma siamo pur sempre a Parigi, con vista sulla Torre Eiffel) la possibilità di respirare per qualche ora l’incredibile lusso di questo luogo. Mangiando benissimo, peraltro.
Tutto è alla carta, ché i buffet sanno essere terribilmente volgari, soprattutto quando c’è da mettersi in coda. Si scelgono le bevande calde (caffè bio, espresso, caffè filtro, ma anche una bellissima selezione di te e infusi) e poi si decide cosa mangiare, pescando dal menu delle meraviglie di Maxime Frédéric, Pastry chef de Le Cheval Blanc Paris, Miglior Pasticcere del Mondo 2025 per la The World 50 Best Restaurants. A tavola vi viene portata una selezione di viennoiseries classica, burrosa e parigina, e un cestino di pane da mangiare a morsi o imburrare (siamo in Francia, suvvia), e comunque mordere generosamente.

E poi ci sono i formaggi, e le uova (vuoi mica venire in Francia e non mangiare una superba omelette?), i pancake, il salmone, e tutto il resto.
La sensazione è proprio quella dell’abbondanza (per quanto misurata, servita al tavolo con grazia e non strappata da un tavolone comune su cui azzuffarsi), a un prezzo tutto sommato accessibile, quello di un regalo per un’occasione speciale magari. Che poi, alla fine, la differenza di costo con una qualunque colazione normale non è così differente tra quella che c’è tra una cena in una trattoria e quella in uno stellato.
Eppure, per fare colazione qui, c’è la lista d’attesa: vorrà pur dire qualcosa?