di Nunzia Clemente 5 Agosto 2016

Marina del Cantone non è Nerano, né Massa Lubrense. Ci tengono molto all’ubicazione i De Simone, famiglia proprietaria del ristorante Lo Scoglio: luogo al di sopra delle regole, sociali, comuni e di una vita che si sottrae alle brutture del mondo e scandita dai rintocchi delle giornate e delle stagioni.

Marina del Cantone è a una manciata scarsa di chilometri da Punta Campanella, dove si scontrano e si dipanano le strade della costiera amalfitana e sorrentina.

Si dice che Ulisse avesse incontrato le Sirene proprio al largo di questa mitologica lingua di terra, che sembra ansimare e fremere per ricongiungersi all’isola di Capri. Inutile spendersi in analogie tra favola e la struggente bellezza del posto, con il sole di fuoco che si scioglie nel mare al tramonto come un’arancia tarocco.

ristorante lo scoglio sala esterna

Questa distesa di pietre lisce e acqua turchese si può raggiungere in due modi: zigzagando lungo le strade attorcigliate e i saliscendi, oppure via mare, come usano fare i vip che lo frequentano.

Solo nel mese di luglio Lo Scoglio ha ospitato Danny De Vit, lo stilista Brian Atwood, lo chef Carlo Cracco e un certo Tom Hanks.

L’anno scorso i tabloid impazzirono per la combo micidiale Bruce Springsteen e Steven Spielberg allo stesso tavolo, con una cricca di fan sulla spiaggia di ghiaia a cantare un’improbabile Born in the USA.

ristorante lo scoglio 4

Arrivarci, da comuni mortali quali siamo, potrebbe assumere i contorni di una vocazione: dall’uscita autostradale di Castellammare di Stabia, un’oretta di curve e tornanti della statale Sorrentina.

Potrebbe tentarvi una fermata tattica alla Tradizione, bottega di specialità fuori dal tempo e dentro la storia, oppure, perché no, al Don Alfonso 1890, due stelle Michelin della famiglia Iaccarino e lo strapotere della cucina mediterranea sui due golfi.

lo scoglio - marina del cantone ristorante lo scoglio - molo

Abbarbicato com’è sugli scogli, sorretto da palafitte, il ristorante dei De Simone non s’è mai mosso da lì. Eppure l’intero jet set sembra aver provato almeno una volta la cucina di ‘Ntunietta, Antonietta, le verdure del figlio Giuseppe, la gentilezza innata di Tommaso, Margherita e Antonia.

Antonia De Simone

Proprio Peppino, attuale capofamiglia e memoria storica del ristorante, ci intrattiene parlando di stelle, e non quelle Michelin, in tutti i loro pregi e vizi: si va da Valentino, il più bel ragazzo che abbia mai visto, e che mangiava solo frutta, ai signori Agnelli e progenie.

Per finire con quello che Giuseppe chiama “il mio amico Spielberg”: lui, che non spiccica una parola d’italiano, si batte la pancia soddisfatto alla fine di ogni pranzo.

Giuseppe De Simone

Una mano sul ventre, poi sul cuore e sulla testa, come in una preghiera muta ed universale.

ristorante lo scoglio - bar

Ma tutto – davvero, tutto – sembra partire da Antonietta, mamma di Peppino e nonna di Antonia, Tommaso e Margherita, venuta a mancare alcuni mesi fa nel silenzio e il rigore che l’hanno accompagnata per una vita intera.

Era lei, secondo Eduardo De Filippo, la cuoca più brava del mondo, musa di una poesia leggendaria e incorniciata sui muri del locale.

lo scoglio - poesia

Ci si può accomodare in due ambienti: una sala, interamente al coperto, e una con vista sul mare da percorrere scalzi sui listelli di legno. Di questi tempi, scelta scontata, gli ospiti preferiscono la sala esterna, con copertura di canne di bambù e niente a separarli dal mare.

ristorante lo scoglio 3

ristorante lo scoglio

apparecchiatura

Somiglia a uno chalet vecchia maniera, con tavoli semplici e sedute comode: nulla è lasciato al caso, con naturalezza ed eleganza tipiche della propaggine estrema della Campania.

ristorante lo scoglio - tavoli

Le Verdure miste degli orti di Pontone sono, visivamente, un abbraccio di colori e di natura: melanzane, cime di rapa, zucchine, friggitelli napoletani, gli uni accanto agli altri, stretti e conditi in una tiella (padella, ma avrebbe senso chiamarla diversamente?) di rame.

Ognuna di queste verdure ha una cultivar, una storia: Peppino le sa tutte, è lui a prendersi cura di tutte le verdure messe in tavola in ogni momento dell’anno, dall’età di 14 anni.

verdure al tegamino 2 verdure al tegamino 3

Conosce palmo a palmo i suoi orti, la terra, che coltiva tra Pontone e Massalubrense, tra i Monti Picentini e quelli Lattari.

verdure al tegamino insalata rucola e pomodorini

La particolare esposizione al sole di questi orti – parliamo di 365 giorni all’anno, tanto che a volte vanno difesi dai raggi troppo forti e diretti – permette la crescita eccezionale dei pomodori cuore di bue, quelli grossi e succosi che sembrano sul punto di scoppiare.

Granate che esplodono in una deliziosa insalata di pomodori crudi, condita con olio extra-vergine di oliva della penisola sorrentina e origano locale dal sapore balsamico.

insalata pomodori pomodori cuori di bue

Il capitolo mare si apre con insalata di polpo appena pescato e condito con olio a crudo. Il pesce viene affidato ai pescatori del ristorante, in base alla stagionalità e al clima cambiano le proposte in menu.

insalata di polpo insalata di polpo 2 insalata di polpo 3

Monumentali per gli appassionati del crudo, i frutti di mare vengono serviti su letto di ghiaccio: cozze, vongole, ostriche e ricci, tenuti in vita in una vasca di acqua salina, prima di arrivare in tavola ancora vivi.

frutti di mare crudi 6

frutti di mare crudi 8 frutti di mare crudi 4

I primi sono quelli classici, come gli spaghetti al pomodorino fresco e basilico, ma la nostra attesa è tutta per loro.

spaghetti pomodorino giallo 2 spaghetti pomodorino giallo e basilico

Peppino ci corregge, non esistono gli Spaghetti alla Nerano, esistono gli spaghetti con le zucchine.

E qui i ricordi, le sensazioni e la storia si confondono con la tradizione gli stati di famiglia: lo spaghetto fu invenzione originale del famoso ristorante Maria Grazia, poco distante da Marina.

spaghetti alla nerano 9

Come accade per tutti i piatti di estrazione popolare, la ricetta non è mai univoca e son tutte giuste, ma esistono esiste una serie di riti e codici da propiziare, per muoversi bene.

Primo, la scelta delle zucchine, preferibilmente gialle, più saporite a causa della maggiore esposizione al sole. Si presentano di taglia minuta e vanno affettate a rondelle quasi trasparenti.

spaghetti alla nerano 11

Ma vi racconteremo il seguito in altro luogo.

spaghetti alla nerano 6

La versione degli spaghetti alle zucchine è firmata da Tommaso De Simone, il più giovane dei figli di Peppino, 27 anni e formazione presso Nadia Santini, chef del primo ristorante tre stelle Michelin d’Italia, il ristorante Dal Pescatore.

“Tommaso non deve fare fuochi d’artificio, lo Scoglio deve rimanere così.”. E se lo dice la Santini.

Tommaso De Simone

Lo spaghetto è armoniosamente carico di amido, avviluppato in una cremina di provolone e Parmigiano Reggiano, con zucchine leggermente croccanti che lasciarle nel piatto è da cilicio.

Scatta la scarpetta obbligata, con un pane al sesamo molto saporito, per raccogliere quell’ultimo pezzetto di monti che si calano sul Mar Mediterraneo.

spaghetti alla nerano 7

Appagante la proposta dolce della casa, sempre firmata dal giovane De Simone: una caprese ibrida, metà modenese (somiglia a una torta Barozzi) e metà classica, ricorda nella forma i più internazionali brownie: cubi mandorlati ed umidi, profumati da una fievole nota alcolica.

caprese 1 torta caprese torta caprese 3

Da lacrima la crostata di frolla classica con crema pasticciera e fichi flambati.

crostata ai fichi crostata ai fichi 3

La carta dei vini è articolata, buona selezione di etichette campane, italiane e alcune francesi, da vini a tutto pasto, caricata a mille da alcune bocce molto conosciute di Champagne.

Il servizio conta personale consolidato e qualche new entry, bello chiedere loro la storia del ristorante e dei pettegolezzi, inevitabili, sui clienti più famosi.

Parlano di Naomi Campbell come fosse amica loro, con quella spacconeria un po’ mediterranea che di sicuro non sarà gradita a molti, ma che va interpretata.

ristorante lo scoglio menu

Il conto? Variabile come una marea, ma con una logica: una media di 65 euro/persona per antipasto, primo e secondo.

Aumenta se si scelgono proposte del giorno, un pescato particolare oppure, difficile da schivare, se ci si fa imbambolare dallo sciabordìo dell’acqua e dai profumi della cucina.

cucina ristorante lo scoglio

Capire la delicatezza dello Scoglio, che non si può dire una trattoria ma neanche ristorante stellato, richiede una sensibilità particolare: è un posto che va assaporato nelle imperfezioni romantiche e demodé, fuori luogo rispetto alle realtà patinate, del design contemporaneo senza sentimento.

ristorante lo scoglio - cantina

Imprescindibile parlare del posto tralasciando la presenza della genitrice Antonietta, testa e spalle per decenni di questa realtà. Chi era lì, con lei, la ricorda con affetto.

Impossibile non rimanerne affascinati pur non avendola conosciuta.

Eduardo su di lei scriveva: “Si te pave comm vuo’ tu, io pave e nun torn chiù! (se ti pago quanto mi chiedi, pagherò ma non torno più).

Piuttosto, noi, non andremmo più via.

Hotel Ristorante Lo Scoglio:

Piazza delle Sirene 15 Massalubrense (NA)
Tel +39 081 8081026

Mail: ristoranteloscoglio@hotmail.it
Orari di apertura: pranzo e cena 12-15; 19-23

[Crediti | Link: dissapore, La Repubblica | Immagini: Rossella Neiadin]