di Carlotta Girola 18 Dicembre 2015
piatti ristorante

Dopo il primo episodio sul pasto migliore del 2015 i nostri critici gastronomici tornano alla carica: mano alle loro agendine, bandito il conto-salasso, oggi fanno il nome del miglior ristorante dell’anno per rapporto qualità/prezzo.

Ghiotta occasione per prendere qualche appunto e non avere l’ansia della cambiale, che sta sempre dietro l’angolo.

Se nella prima puntata del “best of” ognuno è partito per i propri lidi, qui si torna all’ovile e ci sono almeno 3 ristoranti che tornano e ritornano (spoiler: vince lo Spazio di Niko Romito in trasferta a Milano di un’incollatura su Davide Oldani.

Insomma, i critici trovano diversi punti di contatto quando si parla di mangiare bene e spendere il giusto.

Godeteveli, appuntateveli, e poi aspettate l’ultima puntata: quella più piccantina della delusione gastronomica dell’anno.

1. SARA PORRO – Dissapore, Amica
MANGIARI DI STRADA, Milano

Mangiari di strada

Uno dei miei ristoranti preferiti è Mangiari di Strada, a Milano, collocato in uno scorcio di Lorenteggio dalla desolazione periferica quasi inimitabile.

Alla mia ultima visita ho mangiato dei tagliolini (fatti in casa, come tutta la pasta fresca) al “triplo burro imperiale” – una crema di burro leggemente montata (anche sotto il profilo del copy, diciamo).

Costavano 14 Euro, che può apparire molto per un piatto di pasta fresca in un locale informale, ma che per me è un prezzo ragionevole per uno dei piatti migliori mangiati quest’anno.

Un posto dal costo medio e dalla qualità eccellente del resto ha un buon rapporto qualità/prezzo!

2. PAOLO VIZZARI, L’Espresso
LIDO 84, Gardone Riviera (BS)

Lido84

Senza dubbio il Lido 84 dei Camanini Bros: cucina ai vertici assoluti sia per sapori che per concetti, ambiente elegante e luminoso, prezzi da bistrot francese.

3. MARGO SCHACHTER – LaCucinaItaliana.it, Vanityfair.it. La Stampa
TRIPPA – Milano

Trippa, Milano

“Dove si mangia bene spendendo poco?” Ecco la classica domanda che chi fa il nostro lavoro si sente ripetere da amici e conoscenti. A Milano, rispondere non è mai stato molto facile, ma poi hanno aperto Diego e Pietro di Trippa, e ora ho un asso nella manica.

Materie prime di qualità e una mano sicura dal passato stellato, applicate alla tradizione.

Senza scivolare nel dramma delle “trattorie moderne” con le mini-porzioni e le prezzemolate, o della “ottima cucina casalinga”, che è spesso solo il sinonimo di gente che a casa mangia malissimo.

Il miglior rapporto qualità/prezzo per sentirsi coccolati.

4. MARCO TRABUCCO – Repubblica
SARRI, Imperia

ristorante sarri, imperia

Sarri a Imperia, che ha lasciato un locale altisonante per creare un bistrot semplice, non meno elegante, come i piatti. Ma a prezzi dimezzati.

5. MAURIZIO BERTERA – Guida Gambero Rosso, Il sole 24 Ore, Il Giornale
SPAZIO – Milano

Spazio Niko Romito, Mercato del Duomo

Spazio Milano. Meglio questo di quello capitolino, perchè siamo indigeni e qualche tavolo regala anche la vista Duomo.

Cucina tre stelle, fatta di elementi semplicissimi, declinata bistrot dagli allievi di Niko Romito (e si vede).

Un posto da clonare, soprattutto fuori dai patri confini per far capire cosa sia la cucina italiana moderna.

6. PIER BERGONZI – Gazza Golosa
D’O – Cornaredo

d'o, davide oldani

Il D’O di Davide Oldani è sempre grande.

7. MASSIMILIANO TONELLI – Gambero Rosso
L’ARGINE A VENCO’, Dolegna del Collio (GO)

l'argine, vencò

 

Speriamo che la meritata stella Michelin e il premio sulla guida del Gambero Rosso non facciano rincarare troppo le tariffe, ma quando ci sono andato io, in agosto, un pasto da Antonia Klugmann costava per lo meno la metà di quanto valeva.

Non solo una delle tavole migliori provate nel 2015, ma anche e soprattutto una delle esperienze più complete. Il vino, il servizio, l’alloggio, l’accoglienza, il riposo, l’orto, l’ambiente.

Dopo aver ascoltato la lezione della chef al congresso di cucina Identità Golose 2015, ho deciso che le mie vacanze estive potevano dirigersi dovunque, a patto di prevedere una cena e ad una notte all’Argine. E ho fatto bene.

8. GABRIELE ZANATTA – Identità Golose
SPAZIO, Milano

Spazio Niko Romito, Mercato del Duomo

Spazio Milano: grandi prodotti, tecnica invisibile, le guglie del Duomo che quasi siedono a tavola con te e una spesa che fa impallidire qualsiasi trappola per turisti dei paraggi.

9. SIMONE CARGIANI – Roma nel piatto
LE TRE ZUCCHE, Roma

Le tre zucche, roma

A Roma mi verrebbe da dire Le Tre Zucche, locale che ormai da anni propone una cucina ricercata a prezzi onestissimi.

Fuori Roma sono tanti i ristoranti che hanno dei prezzi accessibili. Due nomi: l’Osteria del Borgo a Cesano e L’Oste della Bon’Ora a Grottaferrata.

10. CARLO SPINELLI – ItaliaSquisita, GQ
D’O, Cornaredo

d'o, davide oldani

Nonostante migliaia di escamotage per raggiungere la sua stessa indole da caterpillar, nessuno è riuscito ancora a eguagliare la qualità-prezzo devastante di Davide Oldani al D’O di Cornaredo.

Coi suoi menu degustazione a 12 e 32 euri l’occhio si rilassa, il palato si ringalluzzisce, lo stomaco si appaga, il portafoglio non piange e il cuore sa di aver mangiato Michelin spendendo come un solo cocktail al The Aviary by Grant Achatz a Chicago.

11. LUCA IACCARINO, Lonely Planet, I Cento
IL GERANIO, Chieri (TO)

geranio ristorante, chieri

Uh, che notizia il Geranio di Chieri, vicino a Torino. Zona temibile – pianazza, in mezzo a bassi fabbricati dal sapor industriale –, edificio fané, un ex albergo anni Settanta/Ottanta di quelli piuttosto mesti.

Ma, seduti a tavola, la sorpresa: in cucina c’è il giovane Christian Mandura, un percorso tra la storica osteria La Taverna di Fra’ Fiusch di Revigliasco (To), il Noma, il Cambio di Matteo Baronetto. Finché non decide di aprire a Chieri con la brava sorella Valeria e la madre che già qui in città gestiva una società.

La genitrice cucina a pranzo per i lavoratori. Christian la sera fa un menù iper-contemporaneo che parla di acidità, marinature, raw ed esperimenti. Il costo del degustazione con quattro portate scelte dalla carta? 29 euro. Provate a battere questo rapporto qualità prezzo.

Testato il 29 ottobre.

12. ALESSANDRA DEL MONTE – Corriere della Sera
L’ARGINE A VENCO’, Dolegna del Collio (GO)

 

l'argine, vencò

L’Argine a Vencò di Antonia Klugmann: con 115 euro vini inclusi si assaggia il menu degustazione da 10 portate “Territorio: vita in movimento”.

Deliziosi assaggi di quello che è il nuovo regno della chef: un piccolo terreno nel Collio friulano con un orto, tanta terra incolta da cui Antonia raccoglie le erbe spontanee, fornitori locali da cui compra carne e formaggi.

Memorabili la zucca confit con liquirizia, mandorla e champignon, la polpetta di bollito fritta con pomodoro e cicoria, gli gnocchetti di semola di grano duro al cacao con ragù d’agnello.

L’Argine ha appena preso la stella Michelin, anche in questo caso meritatissima.

13. ROBERTA SCHIRA – Corriere della Sera
OSTERIA DELLA BRUGHIERA, Villa D’Alme (BG)

Osteria della brughiera

L’Osteria della Brughiera di Villa D’Alme. L’unico ristorante in cui c’è sintonia perfetta tra cuoco (Paolo Benigni) e patron (Stefano Arrigoni) e tutto si riscontra nel piatto. Capacità di selezionare gli ingredienti e tecniche applicate senza prezzo.

14. VALERIO M. VISINTIN – Corriere della Sera
SPAZIO, Milano

Spazio Niko Romito, Mercato del Duomo

Facile. Spazio Milano, il ristorante gestito dagli allievi di Niko Romito nel Mercato del Duomo. Si mangia a un buonissimo livello, con vista sulla nostra cattedrale, coccolati come principini da una squadra di giovani dall’aria sana e allegra. E si spendono, calcolatrice alla mano: 28/32 euro per due piatti, bere escluso.

15. CAMILLO LANGONE – Il Foglio, Il Giornale
?

Sono un uomo elegante, non mi occupo di prezzi.