Il suo primo ristorante: giochiamo al fact checking di Alessandro Borghese

Abbiamo sottoposto a fact checking le dichiarazioni di alessandro Borghese sul suo primo ristorante in apertura a Milano. Sarà l'unico in Italia al primo piano di un palazzo? E il primo a prelevare il costo della cena dalla carta di credito del cliente prenotato che dà disdetta tardiva?

alessandro borghese

Pare che Alessandro Borghese, nel farci sapere che sta aprendo il suo primo ristorante a Milano, zona CityLife, nel Palazzo di Gio Ponti in Via Belisario 3, in preda a un eccesso d’entusiasmo, abbia infilato qualche imprecisione.

Bufale, tu chiamale se vuoi.


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Cervelli come i nostri, praticamente inservibili, tranne che per un campionato di Trivial Pursuit dei ristoranti (che spettacolo se esistesse!), si sono subito allertati.

Ha detto il telechef (tra poco non più) senza ristorante:

“Ci sarà il servizio di prenotazione all’americana, online, con carta di credito. Questo significa che chi decide di non venire all’ultimo minuto, come fanno in molti purtroppo, dovrà comunque pagare il costo della mancata cena. In Italia nessuno fa così, sarà il primo: con 50 coperti non ci si può permettere la disdetta tardiva”.


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Borghese si riferisce al malcostume anche italiano del “No show”, ne abbiamo parlato spesso, ma stavolta soffermatevi sul pagamento anticipato con carta di credito.

L’affermazione “in Italia nessuno fa così”, vi risulta corretta?

È dunque “AB – Il Lusso delle semplicità”, questo il nome che il 41enne telecuoco figlio di Barbara Bouchet e dell’imprenditore napoletano Luigi Borghese darà al locale milanese, il primo che sottrae il costo della cena dalle carte di credito di quei cattivoni che, prenotato un tavolo al ristorante, non danno disdetta e non si presentano?

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Con identico sussiego, spocchia è la parola giusta, Borghese sostiene un altro primato del suo nuovo ristorante:

“Nessuno in Italia apre un ristorante al primo piano, succede solo a New York. Ma io voglio stupire”.

Anche in questo caso qualcosa non ci torna: possibile che in tutta la lunga e italica penisola non esistano ristoranti aperti al primo piano?

Risulta anche a voi?

Andrebbe anche interpretato il Borghese che afferma “70 euro a pasto, un prezzo giusto per Milano e per questa zona”.

Cosa significa? Forse che se il ristorante aprisse a Torino o a Brindisi il prezzo sarebbe minore? E che in fondo quei fighetti presuntuosi di milanesi si meritano 70 euro a botta per la “cacio e pepe migliore della città?”

E quando il conduttore di fortunate serie Tv come “4 Ristoranti” sostiene che Milano è “ultima frontiera prima dell’espatrio” e soprattutto l’unica città italiana “dove vige la meritocrazia”, cosa dovrebbero pensare gli abitanti di Torino, Firenze o Brindisi di questo gentile omaggio a loro riservato.


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Ma lasciamo perdere e concentriamoci sul fact-cheking di Borghese.

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1. Servizio di prenotazione online con carta di credito e pagamento della mancata cena in caso di disdetta tardiva: nessuno fa altrettanto in Italia, e nel caso, quali ristoranti fanno già così?

2.“Nessuno in Italia apre un ristorante al primo piano, succede solo a New York”: esistono già in Italia ristoranti aperti al primo piano di un palazzo? E se sì, quali sono?

Alessandro Borghese