Dove mangiare e bere a Palermo: facendo le pulci al New York Times

Il New York Times dedica 36 Hours, la sua rubrica sui weekend nei posti più interessanti del mondo, a Palermo consigliando dove bere e mangiare in città. I nostri commenti e le alternative

Trentasei ore di vacanza a Palermo, dove andare? Dopo Milano e Roma il New York Times con la rubrica 36 Hours estende le risposte a Palermo, inclusi gli indirizzi per gustare le specialità dell’isola.

Fedele alla linea il quotidiano americano passa in rassegna posti contemporanei, modaioli, alla mano ma affascinanti sino a quelli tipici e più istituzionali.

E se il giudizio su Palermo non è proprio lusinghiero “città fatiscente con accenni di progresso tra le crepe, dove dal degrado fiorisce a volte l’eccellenza, compresi gli intramontabili cliché del siciliano ben vestito che pare appena uscito da un “mafioso movie”. 

Ci offendiamo? Non direi, sorridiamo casomai, commentando con il vostro aiuto e suggerendo, visto che abbiamo una lista similealternative interessanti.

ENOTECA VINOVERITAS

In effetti è l’enoteca del momento. Ambientazione calda e moderna, profusione di legno, Vinoveritas ha costruito un’offerta personale di vini siciliani disponibili anche online, con molta qualità. La cucina del locale va oltre i consueti abbinamenti con salumi e formaggi, a volte scontati e un po’ noiosi. Nel menu invitanti piatti di pesce e da poco anche promettenti dolci fatti in casa.

ALTERNATIVE

Scelta azzeccata, chi vuole un’alternativa può provare l’enoteca Butticè in Piazza S. Francesco di Paola, gestita da autentici cultori del vino.

RISTORANTE PERCIASACCHI

perciasacchi

“Facciamo la pizza ma non siamo una pizzeria”. Due donne, madre e figlia, presentano così Perciasacchi, il locale che prende il nome dalla farina omonima, ricavata da un grano antico coltivato un tempo in tutta la Sicilia, e ora usato per gli impasti della pizza.

Il ristorante dalla gestione attenta e cordiale che si avvale soltanto di piccoli fornitori locali, propone oltre alle pizze specialità della tradizione palermitana come le sarde marinate e fritte. E’ consigliata la prenotazione.

ALTERNATIVE

Due alternative palermitane a prezzi contenuti per la pizza: Il vecchio cortile e Comparucci in Via Messina.

NNI FRANCO U VASTIDDARU

Nni Franco u Vastiddaru - Palermo‘Nni Francu u vastiddaru’ è un classico indirizzo dello street food palermitano. Il titolare, Franco, nato e cresciuto alla Focacceria San Francesco alla scuola di “Ninu u ragazzo”, è morto dopo una lunga malattia nel maggio del 2015.

A continuare la tradizione di famiglia è il figlio Antonino, che preparare piccole meraviglie locali come pannelle, crocchè e pane con la meusa. Un luogo per “cristiani alla buona”, come la filosofia del posto, spicciolati, che mangiano bene a pochi euro.

Pane e panelle - Nni Franco u Vastiddaru - PalermoA pochi passi dal mare ma vicino alla via Chiavettieri (via dei locali della movida) è frequentato da famiglie, turisti, e da qualche tempo anche da giovani. I tavoli di plastica sistemati fuori sono apparecchiati alla buona con le tovaglie di carta.

ALTERNATIVA

Andando oltre il sancta-sanctorum del cibo di strada locale, adesso a Palermo bisogna andare da Davide, ancora poco conosciuto, posto col suo carrettone in viale Croce Rossa.

Quattro i tipi di pane che propone oltre al classico: tuminia, kamut, russello, cinque cereali. Frittura pulita e asciutta, la migliore della città.

MERCATO DEL CAPO

mercato del capo, palermo

Sottolineare il folclore e il caos di un mercato siciliano è tanto affascinante quanto scontato. Il New York Times parla di spintoni, folla, manzo che sanguina, bancarelle fatiscenti. E della chiesa dell’Immacolata Concezione al Capo, trascurata all’esterno, ma con affreschi abbaglianti da apprezzare in un silenzio reso ancora più assordante dal caos esterno.

E va bene, insomma, la descrizione è bella e corretta ma un assaggio dei “purpi” bolliti e serviti caldi con olio e limone, niente?

PASTICCERIA CAPPELLO

Pasticceria Cappello - PalermoTappa obbligata per chiunque decida di visitare Palermo. Dal 1940, i Cappello sono i pasticceri della città che hanno sdoganato e ripensato la torta setteveli (famoso dolce al cioccolato firmato Biasetto-Beduschi-Mannori) in SiciliaSette Veli pasticceria Cappello

Storicamente in via Colonna Rotta, ha da poco aperto un secondo punto vendita in via Garzilli.Pasticceria Cappello - Palermo

KURSAAL KALHESA

KURSAAL KALHESAAl New York Times va riconosciuto di saper scegliere i posti pieni di fascino. Nato come caffè letterario, Kursaal Kahlesa al Foro è ospitato in una struttura multipiano con ambienti destinati a eventi differente.

Al secondo piano c’è una bellissima terrazza che molti palermitani scelgono per le feste di laurea.

ANTICO CAFFE SPINNATO

Uno dei bar che le guide di settore premiano da anni, non significa soltanto colazione. Allo Spinnato si pranza e si cena grazie a una proposta di rosticceria insolitamente ricca. Nato anni fa come pastificio, oggi è il vero salotto di Palermo, elegante e d’atmosfera, in via Principe di Belmonte.

BAR GARIBALDI

Bar Garibaldi

Per un americano sedere accanto a un “hard-drinking communist” potrà avere il suo fascino ma il bar Garibaldi è fin troppo radical-chic. La musica spesso suonata dal vivo è bella, ma nei pressi, se avete voglia di scaldarvi, c’è la famosa cioccolata in tazza di Lorenzo in via IV Aprile.

[Crediti | Link e immagini: Dissapore, New York Times]

Mara Pettignano mara pettignano

28 Dicembre 2015

commenti (6)

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  1. Avatar luca63 ha detto:

    Li’ per li’ ingannato dalla possibile connessione tra hard drinking e musica suonata dal vino ho cercato il senso di un gioco di parole,poi ho realizzato che era solo un refuso.

  2. Avatar Marcello ha detto:

    Se poi vi trovate in provincia, esattamente a pochi chilometri dall’aeroporto Falcone e Borsellino a quattro passi da Cinisi, vi attendono dei carubbi secolari, giusta cornice per un locale dal nome di grande fascino “GRACE”, dove professionalità, qualità ed eleganza fanno da padrone al ristorante pizzeria immerso in un rigoglioso giardino. Consigliatissimo!

  3. Avatar Enzo ha detto:

    L’autrice definisce il Bar Garibaldi “troppo radical-chic”, ma nello stesso articolo consiglia luoghi di una fighetteria irritante, rinomati principalmente per la maleducazione dei gestori e la cafonaggine dei clienti… altro che radical chic. Viene il dubbio se l’autrice stessa sia stata a Palermo per più di 36 ore complessivamente.

    1. Avatar Roberto ha detto:

      Fighetto, cafone e radical-chic sono tre mondi leggermente diversi… e credo che il Nytimes abbia voluto (malamente?) segnalare locali corrispondenti alle varie categorie

    2. Avatar Enzo ha detto:

      Mi sa che non hai capito quello che ho scritto. “Cafone” non designa una categoria sociale in questo caso, ma è sinonimo di “maleducato”.