Il buonappetito: ristoratori, e se fare impresa onestamente fosse (quasi) impossibile?

Ieri chiacchieravo con un imprenditore della ristorazione: una persona davvero a posto, con la testa sulle spalle, determinata, dotata di spirito imprenditoriale e al contempo senso civico. In due parole: una persona capace e onesta.

Un imprenditore con tre locali, decenni di lavoro alle spalle, decine di dipendenti e conti in ordine. Ebbene, questa persona a un certo punto mi dice: “non voglio crescere più perché non mi farebbe guadagnare di più; più cresco più l’attività diventa complessa ma non più redditiva. Il commercialista mi dice che sono fesso a non fare nero, ma non voglio arrendermi al fatto che l’unico modo per fare profitto sia infrangere la legge.”

[Poormanger, Torino: come una patata ripiena ha cambiato la vita di tante persone]

Me l’ha detto serio, senza piangersi addosso, con la forza di un imprenditore tutto di un pezzo e di successo. Io questa impressione ce l’ho tante volte: che i ristoranti onesti non facciano profitto. Non dico che non riescano a pagare il proprio lavoro – se il titolare è in sala o in cucina riesce più o meno a remunerarsi – ma l’impresa deve produrre utile che, ricordi da scuole medie, è quel che avanza dopo aver tolto i costi dai ricavi al netto delle imposte.

Sarà che sui giornali di oggi si parla tanto di nuove norme, ma questo discorso di ieri mi è rimasto addosso tutta la notte. Lo so che pare contraddetto dalle innumerevoli aperture, che farebbero presagire una certa facilità in questo tipo di impresa: ma quante durano? E quante, soprattutto, rispettano al 100% la legge?

Triste, tristissimo è il Paese in cui agli imprenditori passa la voglia.

Luca Iaccarino Luca Iaccarino

16 Ottobre 2018

commenti (12)

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  1. Avatar Giancarlob ha detto:

    Complimenti al commercialista….un vero escapologo da cacciare dal’ ordine…..

    1. Avatar Iomammetaetu ha detto:

      Perché tu credi alla storia del ristoratore con tre ristoranti…

  2. Avatar Orval87 ha detto:

    “che i ristoranti onesti non facciano profitto”, non credo valga solo per i ristoranti, ma per tutti. Chi guadagna di più è chi fa il furbo, tanto poi la politica gli dà sempre una mano, con i condoni…solo i fessi pagano tutto. I furbi non pagano, e poi se proprio pagano il 5% di quello che avrebbero dovuto…

  3. Avatar Andrea ha detto:

    Tre spunti, aldilà del settore ristorazione:
    1. non ci fossero margini di guadagno (lecito o no), non ci sarebbero tutti questi locali e imprenditori.
    2. L’Italia è il posto dove il gioielliere (imprenditore) dichiara meno del proprio dipendente
    3. Quando servono soldi, le tasse attingono sempre da fonte certa: lavoratori dipendenti e pensionati.

  4. Avatar il delatore ha detto:

    E’ chiaro che il punto dell’articolo, al netto di lagne, commercialisti, nero e signora mia è questo:

    “non voglio crescere più perché non mi farebbe guadagnare di più”

    1. Avatar ale ha detto:

      certo che lavori solo per soldi, lavorare in proprio non è stata una grande idea……

  5. Avatar fabiusss ha detto:

    Chiunque abbia una partita iva vera lo sa benissimo
    (fermo restando che per fare impresa onestamente bisogna in primis essere onesti, non esattamente la speciaità nazionale)

  6. Avatar ricottaro ha detto:

    questo vale per tutti gli imprenditori… non solo per i ristoratori… questa è l’italia in cui il lavoro pubblico è ipergarantito, sindacalizzato , intoccabile, mentre il lavoro privato è tartassato, colpito, visto di traverso….

    gli imprenditori onesti arrivano a pagare il 70% di tasse…

    conosco dipendenti pubblici , (insegnanti ma anche altri) che prendono una serie di benefit quasi infiniti , possono passare mesi e mesi in malattia(vera o presunta..) , possono decidere di prendere permessi di ogni sorta e genere e lavorare davvero pochi giorni l’anno, percependo uno stipendio pieno a fine mese, ferie pagate etc…..

    1. Avatar andrea ha detto:

      Ha dimenticato le orge in ufficio!

  7. Avatar Mcop ha detto:

    Cari signori, io sono una partita Iva. Mai fatto una vendita sottobanco, mai fatto il nero. Pago tutto quel che devo pagare. Ho sempre odiato chi evade le tasse. Però vi giuro, io adesso sono arrivato a capire chi evade le tasse. Perché non è possibile che se lavori in proprio e sei una persona onesta lo Stato ti pela letteralmente vivo.

    1. Avatar Grammarnazi ha detto:

      Lo stato pela anche chi è onesto e fa il dipendente. Lo stato pela tutti alla stessa maniera. L’unica differenza è che alcuni hanno modo di fare nero, altri (chi è assunto) no, visto che tutto è trattenuto alla fonte.
      Per quanto disdicevole fare nero, mi sembra che a tutti gli effetti sia la soluzione suggerita dallo stato stesso: se poi ti becco, alla peggio aspetti un condono o qualche stralcio. L’importante è farlo bene: per 10.000 euro non pagati lo stato ti toglie la pelle. Se fai le cose in grande, è già felice se gli da una piccola percentuale del dovuto 😉