di Luca Iaccarino 27 Novembre 2018

Qualche tempo fa mi contattano dei ragazzi milanesi che hanno avviato una start-up nel mondo dei ristoranti. Diamine –penso io– come saranno riusciti a inventare qualcosa in un settore che ormai è più esplorato della vita privata di Belen?

Così, incuriosito, accetto di fare da “cavia”.

Il loro servizio si chiama “Sit and eat”, funziona per ora a Milano e consiste in un sistema di prenotazioni che ti permettere di decidere on line –ed eventualmente di pagare (se no si salda alla cassa)– quel che mangerai, prima di arrivare nel locale, in modo da azzerare attese e code.

Che storia.

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Io decido di testarlo su Osso – Macelleria e fornelli, un locale che non conosco che mi pare adeguato alla mia irrefrenabile voglia di proteina animale. Così scelgo il giorno, l’ora (l’orologio non è proprio intuitivo, ma dopo un minuto ce la faccio anche io), seleziono il servizio “Sit and eat” (l’alternativa è il Take away) e mi butto sul menu.

Dovendo ordinare per tre (in futuro attiveranno un servizio di condivisione del menu tra utenti, in modo che ognuno possa scegliere per sé): tris di crostoni, tartare di reale, spaghetti OSSO, costata di scottona, tagliata di filetto, bottiglia di Chianti e non ricordo cos’altro.

Ciò fatto, al momento previsto mi presento al locale, che si dimostra una macelleria con cucina informale e accogliente con cibo buono e rigoglioso.

E qui succede una cosa davvero inusuale.

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All’accoglienza mi dicono “benvenuto Signor Iaccarino”, ci fanno accomodare al nostro tavolo, e tutto accade senza dover chiedere, in un istante: arrivano il Chianti e le acque, poi il primo giro di portate (all’ordine puoi decidere la sequenza), quindi il secondo, infine il caffè, ci alziamo e ce ne potremmo andare su due piedi, se non ci fermassimo a chiacchiere con la proprietaria che è gentile e appassionata.

Opperbacco, penso. Com’è che nessuno l’ha mai fatto.

Saltare il tempo in cui ti viene consegnato il menu, scegli, il cameriere torna, prende la comanda e va in cucina è una figata, soprattutto all’ora di pranzo (il servizio funziona anche la sera), quando hai magari mezz’ora, quaranta minuti. E immagino sia molto comodo anche per il ristoratore, che sa quali colpi avere in canna e si prepara a spararli al momento giusto.

Si potrebbe commentare che è una roba molto milanese, tutto fretta ed efficienza, ma, diamine, chi non ha fretta a pranzo?

A pranzo siamo tutti milanesi.