Il meglio dei ristoranti siciliani 2018 atto secondo.
Martedì scorso abbiamo elencato i 10 piatti indimenticabili provati nell’anno appena concluso, e ora –in attesa che domani torni su Dissapore la classifica dei 25 migliori ristoranti siciliani, per la terza edizione dopo quelle del 2016 e del 2017– assegniamo i premi speciali, categoria per categoria.
[Ristoranti siciliani: i piatti che ci sono piaciuti di più nel 2018]
[Sicilia: i 25 ristoranti migliori del 2017]
[Sicilia: i 25 ristoranti migliori del 2016]
Stiamo per scoprire in ordine:
– il sommelier dell’anno;
– il maître dell’anno;
– il ristorante dell’anno per atmosfera;
– il ristorante con la cantina dell’anno;
– il ristorante con il servizio dell’anno;
– lo chef rivelazione dell’anno.
Iniziamo:
#MIGLIOR SOMMELIER: MARCO IANNELLO (IL CROCIFISSO)
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Giovane, capelli ricci, barba incolta, viso minuto, per Dissapore Marco Iannello è il sommelier del 2018 nei ristoranti siciliani, per competenze tecniche, gestione della cantina e proposte rivolte ai clienti.
Nell’intesa raggiunta con lo chef, Marco Baglieri, c’è molto della modernità che si respira oggi al Crocifisso di Noto.
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Osa uno Spritz in apertura, o un redivivo vermut per chiudere, interpreta il vino con spirito critico ma senza ostentazione, anzi con atteggiamento leggero e amichevole. Alla fine, il cliente non si sente mai fuori posto.
Ma il 2019 porta novità. Destino o coincidenza, il nostro riconoscimento arriva due giorni dopo la conclusione del rapporto con Il Crocifisso. Iannello lavorerà per una cantina speciale: quella di Arianna Occhipinti a Vittoria, ma noi contiamo di ritrovarlo a Noto.
Perché certi amori, lo sappiamo, non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano (cit.).
#MIGLIOR RESPONSABILE DI SALA: CLAUDIO D’ALESSANDRO (BYE BYE BLUES)
Se la sala funziona –è opinione generale– lo si deve al maître. Al ristorante Bye Bye Blues di Mondello la sala funziona eccome, il servizio è elegante e premuroso, ma non è solo per questo che Claudio D’alessandro è per noi il miglior responsabile di sala del 2018. ![]()
L’anno scorso, durante una breve apparizione in un altro ristorante, ci era sembrato diverso dal solito. Con una gestione della sala più cupa e macchinosa: era fuori posto, evidentemente.
Poi il ritorno a casa. Nel ristorante stellato della chef Patrizia Benedetto, D’Alessandro, sommelier autodidatta elegante nei modi di fare e nell’aspetto, è un camaleonte che si mimetizza con la sala, consegnando ai clienti un’atmosfera fluida, dove tutto s’incastra alla perfezione.
#MIGLIOR ATMOSFERA: BYE BYE BLUES
Proprio un buon lavoro, quello del Bye bye blues di Mondello, dove l’ospitalità è un culto e l’atmosfera nella sala piccola ma ordinata, perfettamente illuminata, sempre piacevole. Merito del maître, dicevamo, ma non solo.
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Durante la nostra cena, il caso ha voluto che ci fossero bambini in un tavolo, e un pastore tedesco di notevoli dimensioni in un altro. Roba da mandare in tilt la sala.
Eppure, l’accoglienza riservata dallo staff a chi in altri posti non è sempre benvenuto, o viene accolto con molte titubanze, è stata senza tensioni né incertezze. Gli ospiti hanno apprezzato ripagando lo staff con compostezza.
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#MIGLIOR CANTINA: IL DUOMO DI CICCIO SULTANO
1200 etichette, 11000 bottiglie, unica in Sicilia a essere entrata nella World’s Best Wine Lists 2018, unica a ricevere dalla rivista Wine Spectator il Best Award of Excellence for Wine Program 2018, conquistando due bicchieri su tre.
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Metà delle etichette è siciliana, l’altra proviene dal resto del mondo, con una particolare attenzione alla Francia, e una specifica selezione per la regione dello Champagne.
Ma non sono questi i motivi per cui anche noialtri premiamo la cantina di Ciccio Sultano. O meglio, non sono solo ampiezza e varietà ad aver indotto il riconoscimento.
Ci piace la possibilità offerta a tutti i clienti di accompagnare la degustazione delle pietanze con quella di alcuni tra i migliori vini delle “riserve del Sultano” a un costo contenuto: 90 euro.
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#MIGLIOR SERVIZIO: PRINCIPE DI CERAMI
Per la vivacità di Dana Danutza, la competenza di Loris Culoso e la spontaneità di Alessandro Malfitana, il servizio al Principe di Cerami di Taormina è, secondo Dissapore, il migliore dell’isola.
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Lo staff riesce ad armonizzare calore siciliano e atmosfera internazionale nella piccola ma magica terrazza dell’ex convento San Domenico, da dove si gode la vista più bella di Taormina.
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Il servizio è da premiare a maggior ragione perché non ha risentito dello tsunami che ha investito la struttura nel 2018, profondamente ristrutturata. Stile, accoglienza e servizio sono rimasti gli stessi nonostante tutto.
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#CUOCO RIVELAZIONE DEL 2018: GIUSEPPE BIUSO (IL CAPPERO)
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I giovani sono entusiasti per definizione. Anche troppo a volte, quando hanno la responsabilità di una cucina professionale. Capita così che il risultato sia un pastrocchio.
Giuseppe Biuso del Cappero, sull’isola di Vulcano, è la vera rivelazione del 2018 perché, pur rientrando nella categoria dei giovani chef entusiasti, non forza la mano ma riesce a essere comunque originale, lasciando trasparire ironia e coraggio.
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Con lui la fantasia è al potere, nei colori e nelle forme, ma pure nei sapori autentici e ben definiti, in certi casi memorabili.
I suoi piatti, ormai un culto tra i fanatici dell’impiattamento, raccontano con modernità la Sicilia arcaica. Come in “viri chi dannu chi fannu i babaluci” (la vita delle lumache isolane), “u sceccu non è na bufala” (la vita degli asini, scecchi, animali cari ai siciliani), o la rappresentazione dell’ape car che vende lo sfincione, simbolo del cibo da strada di Palermo, per le vie del capoluogo.
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Molti complimenti a tutti dalla redazione di Dissapore.
[CREDIT: FOTO ALFIO BONINA]