di Luca Iaccarino 23 Novembre 2017
editi torino

Oggi sono stato alla presentazione di EDIT, il nuovo polo gastronomico di Torino che apre domani.

EDIT sta per Eat, Drink, Innovate Together e su Dissapore altri saranno più analitici, quindi mi limito a riassumere velocemente un po’ di informazioni:

sono 2400 metri quadri su due piani recuperati da una struttura industriale nella parte nord della città; in questi l’ex banchiere Marco Brignone ha creato un centro di golosità.

Niente vendita stile Eataly, solo somministrazione in cinque aree. Bakery Cafè, Brewery, Pub, Cocktail Bar, Restaurant & Kitchens (non vogliatemene: si chiamano così, in inglese).

[Il Buonappetito – Del Cambio compie 260 anni, ora si mangia come allora]

Alla barra di comando di questi spazi, tanti nomi famosi della cucina italiana: la consulenza è di Paolo Vizzari, i piatti vegetariani li ha pensati Pietro Leemann, i lievitati Renato Bosco, la mixology il locale torinese Barz8, il caffè Lavazza, il ristorante i Costardi Bros che –e questa è la notizia nella notizia– finalmente scendono dal vercellese a Torino, dove ci saranno praticamente sempre, a turno (vantaggio di essere fratelli).

Insomma, come si ama dire: eccellenze.

Tutta la presentazione odierna è stata un susseguirsi di “sogno”, “mission”, “start-up”, “coworking”, “sharing economy”, “vision” e la cosa mi stava un po’ frastornando.

Finché sono arrivato di fronte al banco dove Manuel Costardi stava riempiendo i loro celebri barattoli con il loro celebre risotto. Bene: Manuel stava “impattando” alla velocità della luce.

Ed era stanco. E sudato. E affaticato. E impegnato. E concentrato. E se ne strabatteva dei tanti flash che lo stavano immortalando nel gesto.

Questa scena mi ha riappacificato: tutto è tornato al proprio posto. La comunicazione ci vuole, per carità, ché fa girare il mondo, ma la realtà che conta è questa: di là un cuoco bravo che si fa il mazzo; in mezzo un piatto golosissimo ed eseguito alla perfezione; di qua un cliente felice che non vede l’ora di goderselo.

[Cose da sapere prima di prenotare dai Costardi Bros, chef-pop italiani]

Quel cliente ero io, e mi sono goduto il risotto parecchio. Parecchio parecchio.

Un grandissimo in bocca al lupo a EDIT, un gran bell’arrosto, affumicato quanto serve.

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