Trapizzino, Mara dei Boschi: come cambia piazza Carlina a Torino

Torino è in pieno risorgimento gastronomico. Ve lo dicemmo lo scorso autunno, facendo il resoconto delle aperture eccellenti degli ultimi due anni e quando fece invidia alle città italiane all’ultimo giro di boa della Guida Michelin. Ma è soprattutto dai quartieri che sta rinascendo: Porta Palazzo in primis, con l’apertura del Mercato Centrale in una delle aree meno felici di Torino, e ora Piazza Carlina, dove un nuovo Trapizzino e la terza sede di Mara dei Boschi hanno cambiato, da venti giorni a questa parte, i connotati dell’area.

trapizzino; mara dei boschi; piazza carlina a torino

Perché Piazza Carlo Emanuele II (più conosciuta come “piazza Carlina”) tra via Po e San Salvario, nel pieno della movida torinese, ora ha tutta un’altra aria, tutta un’altra offerta, al netto della sede di una celebre catena di ristoranti che il mercoledì fa tutto a un euro. Ci siamo intesi.

Se fino allo scorso febbraio era un punto di riferimento giusto per i cocktail, quelli consumati nel dehors della piazza del Mago di Oz e quelli del raffinatissimo Centràl, ora il panorama è cambiato: MiScusi, catena di pastifici con cucina, ha aperto il suo primo punto vendita fuori dalle porte di Milano proprio dietro la piazza.

Poi, a seguire, Mara dei Boschi e Trapizzino, che con la sede di Piazza Carlina (la seconda a Torino, dopo l’apertura all’interno del nuovo Mercato Centrale) ha inaugurato quella che probabilmente è la sua più bella location.

Com’è il nuovo Trapizzino in piazza Carlina

Bellissimo, come dicevamo, il nuovo Trapizzino – Vineria; questo il nome del format, già presente in piazza Trilussa, a Trastevere, ma che abbiamo ragione di pensare sia finanche più bello nel contesto seicentesco in cui si trova a Torino.

Aperto dalle 11 fino all’1 di notte, è il tredicesimo punto vendita del brand di Stefano Callegari e Paul Pansera.

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Il banco dedicato al popolarissimo street food, il triangolo di pizza ripieno di intingoli romani, occupa solo una delle tre sale di stucchi, affreschi e specchi d’epoca (a parte un murales dedicato a Camillo Benso Conte di Cavour, quello risale al giorno dell’inaugurazione): ci sono i supplì, il Dolce Trapizzino Triplo Cioccolato (che è una torta sacher con il ripieno del cuneese, pan di spagna al cioccolato, ganache al rhum, ricoperta di cioccolato fondente croccante, servita con gelato), e, soprattutto, i vini e la mixology.

120 etichette tra vini locali, quindi piemontesi, Champagne e vini “naturali” in genere, che fanno sentire (meno) l’assenza totale di birra artigianale.

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Il Trapizzino, pure quello, cambia. I grandi classici rimangono, bloccati al prezzo di 4 euro, accanto a una proposta estemporanea, alla “quanno ce va”, di ricette espresso. Se “pollo alla cacciatora” e “polpetta al sugo” restano, ormai indelebili, i Trapizzini “cucinati” per lungo tempo e poi spadellati al momento, si affiancano alla cucina romana le ricette studiate in collaborazione con cuochi locali o elucubrate sul momento. Magari in omaggio a un prodotto del territorio, come il Trapizzino Torino – Roma con Salsiccia di Bra, uovo e castelmagno (la crema di una “carbonara sbagliata”, insomma).

Com’è Mara dei Boschi in Piazza Carlina

Muta aspetto anche Mara dei Boschi, gelateria che voi lettori di Dissapore ben conoscete, ai piani alti della nostra classifica delle migliori gelaterie artigianali italiane. Se le sedi a cui eravamo abituati, ad Alba e Torino, sono pressoché identiche (la prima, torinese, comunica con Orso, Specialty Coffee per eccellenza della città), quella nuova è più ampia e conta ben tre sale.

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Lo spazio centrale, all’ingresso, divide lo spazio del gelato da quello dedicato al caffè, ovviamente Specialty, con estrazioni a filtro, mono-origini e tè particolarissimi, anche quelli. Accanto il cioccolato artigianale, a cui Mara dei Boschi si dedica da tempo, che prende un posto tutto per sè, chiccosissimo, con laboratorio a vista e gianduiotti in teca come i cimeli del Museo Egizio lì vicino.

Poi la sala con l’immancabile tavolo conviviale, con le prese elettriche per studenti e liberi professionisti che, se mi leggono, da domani andranno lì a bere (volentieri) un caffè filtro a 4 euro.

Chiara Cavalleris Chiara Cavalleris

5 Giugno 2019

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