Tuk Tuk Ride a Roma: recensione del ristorante thailandese della Garbatella

Siamo stati da Tuk Tuk Ride a Roma, il ristorante thailandese della Garbatella, esemplificativo di una nuova onda della ristorazione etnica capitolina. Ecco la nostra recensione.

Anche a Roma si sente fame di cucine dal mondo. Certo, in ritardo di quel decennio buono su Milano e di quel mezzo secolo almeno su altre capitali d’Occidente. Certo, anche nell’Urbe i cinesi e gli indiani generici, con i loro risi cantonesi e polli al curry e involtini primavera, alimentano senza particolari voli pindarici una voglia generica di famolo strano sin dalle prime immigrazioni degli anni ’70.

Thai Vibes Tuk Tuk Ride Roma

Certo, la ricerca della neoscoperta autenticità procede per soglie progressive ed è piena di zone grigie, di edulcorazioni e di mancanza di mordente: però qualcosa cambia, piano e di continuo, i buoni ristoranti aprono e spesso vanno bene anche grazie alla domanda di una clientela abituata ad affacciarsi all’ecumenismo gastronomico dalle finestre di Instagram; il bouquet di cucine presenti sul mercato si amplia, e sempre più attori sono in grado di proporre specialità di Paesi stranieri, quando non addirittura di specifiche regioni, con particolare cura alla qualità nel piatto e nel bicchiere.

Di questo quadro risultano rappresentative aperture come quella di Tuk Tuk Ride, ristorante thailandese tra la Garbatella e San Paolo esemplificativo di una nuova onda della ristorazione etnica capitolina fatta di proposte indie e sexy e di respiro internazionale; vestite di design contemporaneo ed attente a fare risultato nel piatto, anche se non necessariamente percorrendo la via dell’ossessione filologica nel replicare le tradizioni d’ispirazione.

Il ristorante

Illuminato di luci calde e da una porta intelaiata gialla, che rompono il silenzio di una via residenziale delle più tranquille, si presenta piccolo e colorato; dei colori e delle luci trasportate in via diretta dai mercati di Bangkok. Le interior designer di Caleidoscopio Architettura hanno visualizzato uno spazio animato da insegne di centri massaggi e locandine di b-movies dritti dal Sud-Est dell’Asia, in cui fioche lampade e un vivido neon tubolare (“Thai & Vibes”, emana in blu) puntellano lamiere, bambù, legno e acciaio. Il soffitto è lineato da grovigli di fili elettrici sospesi come liane – puramente d’atmosfera, ufficio Enel non tremare! All’ingresso il bar giace sormontato da un baldacchino in tela a strisce che sa di torbide acquaviti e cocchi spaccati in riva all’Oceano Indiano – qui però si beve meglio, qui però il mare non c’è.

Il locale ha aperto a Ottobre del 2018 per mano di Raffaele Lucadamo e Andrea Martorano, già soci nel birrificio romano Rebel’s Brewery, Edoardo di Luzio ed Augusto Comellini; che del ristorante è anche executive chef. Il Tuk Tuk del nome, dall’India all’Indonesia, nient’altro è che la familiare lapa o trerrote impiegata al Sud per portare i cocomeri; e in mezza Asia come taxi urbano d’ordinanza (sapevate che più di 200.000 Ape Piaggio sono prodotte e vendute ogni anno in estremo Oriente?). Traspare nella scelta del nome la volontà di ricreare, pur entro le mura di un ristorante, le atmosfere della cucina di strada.

Il menu si compone di starters (5-7€) e mains (10-14€), in un numero che al momento risulta variabile a causa della calibratura dell’offerta di cucina che occorre normalmente nei primi periodi di qualsiasi attività di ristorazione: al momento della visita alcuni item presenti dall’inizio erano stati eliminati dalla carta, altri nuovi in procinto d’essere inseriti.

Light box menu cocktail Tuk Tuk Ride Roma

Per il bere, una lightbox apposita dal design curato suggerisce di dedicarsi a uno dei signature cocktails d’ispirazione thai – sei più due analcolici – studiati in collaborazione con Robert Pavel, head bartender presso il Fusion Bar di Firenze (6-9€). Di fattura e concezione pregevoli, grande carattere e straordinario equilibrio arricchiscono, più che accompagnarlo, il profilo gustativo dei piatti.

Cosa si mangia

Una rapida occhiata al menu basterà agli amanti più accaniti della cucina del Siam a capire che non ci si trova di fronte a una sua interpretazione libresca: oltre ai grandi classici della cucina Thai (Pad Thai di carne e pesce, curry rossi e verdi, involtini e spiedini) alcune delle proposte (bao con burger di pesce e red curry, riso fritto con uovo, banana e friggitelli) sono schierate in area decisamente fusion.

Per me apre il pasto un buon Moo Ping (spiedino di maiale cotto a bassa temperatura e poi piastrato), servito con tre salse – curry rosso, verde e una di soia acidulata – in grado di dare un’identità ben definita al piatto, che si dipana sul piacere dei cubi staccati dallo stecco con i denti, mangiati con le mani, in un fluire di dolcezza, freschezza, acidità e piccante che si alternano correndo sulla texture insieme compatta, tenera e untuosa del maiale.

Moo Ping Tuk Tuk Ride Roma

I Miang Lao, piatto appunto di ispirazione laotiana più che propriamente thai, sono dei roll da chiudere a mano formati da una foglia di spinacino, che sostituisce il classico betel fresco introvabile in Italia, per fare da letto a gamberi saltati, arachidi, germogli di soia e un concassé di pompelmo. La croccantezza della foglia ed il suo delicato finale di clorofilla ben accompagnano la polpa dolce dei gamberi, il pompelmo esplode succulento tra un morso e l’altro – vero ago della bilancia in questo piatto – liberando acidità, idratazione, amaro.

Di grande piacevolezza, è un antipasto stuzzicante che tradisce una natura da perfetto snack da aperitivo e incarna quello che è senz’altro uno dei punti chiave della filosofia del locale: si ravvisa in questo come in altri piatti un tentativo di “mediazione culturale”, che desidera proporre un concetto di cucina il più possibile autenticamente thai cercando però di modularne l’intensità verso un punto d’equilibrio, che possa risultare gradito tanto ai neofiti del genere che agli appassionati.

Miang Lao Tuk Tuk Ride RomaSe in effetti alcuni aspetti sensoriali delle preparazioni tradizionali possono risultare smorzati, con la spinta dell’aglio crudo o fritto, la sapidità estrema della salsa di pesce, gli aromi di detersivo del lemongrass e quelli di cimice del coriandolo fresco tenuti generalmente a bada; l’équipe di cucina di Tuk Tuk Ride ha avuto l’accortezza di ricreare l’armonia tipica dei piatti del Sud-Est dell’Asia con un tocco al contempo consapevole e delicato, che smussa certe asperità senza tradire mai l’identità della cucina che vuole omaggiare.

Da bere con gli antipasti ho scelto un Margarita in Orient, base tequila con purea di mango e sciroppo al red curry, la coppa spolverata di paprika affumicata: intenso, fresco, sottolineato dalla dolcezza tangy della frutta e da sottili note affumicate, diventa unitamente al tepore della spezia sulla lingua e sulle labbra più di una bevanda; quasi un condimento che aggiunge ai piatti la definitiva spinta verso l’alto, rendendo l’esperienza gustativa di alcuni abbinamenti eccezionale.

Margarita in Orient Tuk Tuk Ride RomaCome nel caso di questo pollo fritto non ancora presente in carta, che insieme al Margarita ruba la palma ai due precedenti starters come tapa perfetta: croccante, untuoso al punto giusto, arricchito da una salsa piccante e speziata strepitosa che si raccorda a meraviglia con la bevuta, chiuso dalla croccantezza e dall’intensità del cipollotto, sollevato con un sospiro finale dalla julienne di foglie di lime kaffir. Ne ho chiesto un assaggio, me ne sarebbe servito un secchiello.

Pollo fritto Tuk Tuk Ride RomaIl piatto principale non poteva che essere un Fish Pad Thai, senza dubbio la preparazione più rappresentativa della cucina del fu Siam nel mondo (nonostante abbia origini cinesi): ben eseguito, umido e intriso di salsa al punto giusto, esaltato dal dolceagro del tamarindo su cui risaltano calamari e mazzancolle saltati al wok, uovo strapazzato, cipollotto crudo, lime da spremere al momento e le immancabili arachidi a fornire crunch e parte grassa.

Pad Thai Tuk Tuk Ride RomaInsieme ci ho bevuto un My Fizz Is Different, rivisitazione del gin fizz per cui la parte agrumata è restituita dall’impiego di un estratto di bergamotto, l’utilizzo di zucchero abrogato in favore di una delicata purea di lychees, il tocco finale donato da uno sciroppo di coriandolo che sostituisce il simple syrup del classico IBA.

Ancora una volta, abbinamento vincente e risultato finale che vale molto più della semplice somma delle parti: la struttura acquosa ed effervescente del cocktail ripulisce l’arachide, l’acidità del lime spremuto si raccorda con l’intensità ficcante della scorza di bergamotto, il pesce ne esce esaltato, il tamarindo si unisce alle delicate note di cilantro che stimolano salivazione, sete e appetito.

My Fizz is Different Tuk Tuk Ride Roma

Il dessert è una crème brûlée apparentemente familiare, tenue e confortante ma arricchita, con un’intuizione geniale, dal delizioso aroma di lemongrass e foglie di keffir decotti nel latte: insieme sorprendente e rassicurante, con radici lontane e vicine, è forse più di tutti il piatto capace di testimoniare con grande semplicità l’approccio gently Thai studiato da Tuk Tuk Ride per portare aromi e gusti dal Paese dell’Elefante Bianco alla gente di Roma Capitale.

Creme Brulee Tuk Tuk Ride Roma

In definitiva un indirizzo solido, perfetto per chi si approccia alla cucina thailandese per le prime volte ma ugualmente indicato per gli amanti del genere; a patto di comprendere che l’autenticità di un’esperienza esotica può sopravvivere anche se limata delle frange più estreme.

 

Indirizzo: Via Giovannipoli 125, Roma

Telefono: 06 8901 1631

Orari: aperto tutte le sere, dalle 19 a mezzanotte

Avatar Giovanni Puglisi

4 Aprile 2019

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