di Anna Silveri 17 Dicembre 2018

All’insegna di selvaggina e idromele (bevanda alcolica fermentata ottenuta dal miele), a Milano, sui Navigli, ha aperto Valhalla, primo ristorante vichingo d’Italia. L’indirizzo preciso è via Ronzoni 2, molto vicino alla Darsena.

Il menu è focalizzato sulla selvaggina cotta alla brace o con la tecnica della bassa temperatura, i singoli piatti hanno nomi vichinghi che richiamano la mitologia di Odino, l’ambiente evoca con pelli, panche ricoperte di armature, elmi e scudi quelli dei palazzi dell’Ásgarðr, il Valhalla appunto, dimora eterna per gli eroi caduti in battaglia.

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Ad aprire il ristorante sono stati due imprenditori, Igor Iavicoli (32 anni) e Milena Vio (28 anni), appassionati di mitologia nordica, giovani come il resto dello staff: in sala Diego Borella, 32 anni, che seleziona idromele, birre artigianali e piccoli produttori di vino e in cucina lo chef Mauro Molon, 34 anni.

Questi sono alcun i piatti del menu:

– Ullr: tartare di cervo;
– Gulltopp: sfilacci di cavallo marinati;
– Himinhrjodhr: midollo di manzo gratinato;
– Tanngnjostr: tagliata di capriolo;
– Hildsvin: cinghiale alla birra;
– Vedhrofolnir: quaglia al ginepro.

Selvaggina a parte, Dainn è il burger di cervo con crema di zucca e carciofo, ma nel menu figurano anche piatti per vegetariani come Bifrost: carpaccio di rapa rossa con seitan affumicato.

[Crediti | Il Giorno]

commenti (7)

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  1. Avatar Orval87 ha detto:

    Se c’è l’opzione per vegetariani allora sono falsi vichinghi 😀 i veri vichinghi occhi di riguardo non ne avevano 😀

    1. Stessa cosa che ha notato subito un amico a cui ho girato l’articolo di Repubblica in cui ne parlavano: “Se servono seitan, non sono vichinghi” 😀
      Battiamoci quindi per l’opzione “carne” nei locali veg :-p

    2. Avatar Orval87 ha detto:

      Sono milanesi in maschera, altro che vichinghi 😀

  2. Avatar Grazia ha detto:

    Ci sono stata venerdì 14 dicembre. Ambiente piccolissimo, molti tavoli all’addiaccio poichè attaccati alla porta d’ingresso. Una microtrattoria con prezzi da ristorante di alto livello. Tovagliette di carta. Qualche
    ascia bipenne alle pareti, qualche pellame pendulo a “creare l’atmosfera” dei trucidi guerrieri, altrimenti ambiente molto spoglio. Ullr: tartare di cervo buona ma non da strapparsi i capelli, tra l’altro servita con un’inutile spumina bianca. Gulltopp: sfliacci di cavallo dallo strano retrogusto. Himinhrjodhr: osso con modillo gratinato: 2 cucchiaini scarsi per 15 euro. Tanngnjostr: microtagliata di capriolo. Buone le patate. Grande rimpianto per i soldi spesi maluccio.

  3. Avatar Andrea ha detto:

    Ignoro chi ci sia dietro a livello di marketing, ma l’apertura è stata pubblicizzata ovunque, online e non. Nomi ikea, prezzi alti. Non mi vedranno

  4. Avatar ROSGALUS ha detto:

    Ci mancava solo questa.
    Cosa non si fa per attirare gente !

  5. Avatar Hamburgese ha detto:

    Mi sembra un’iniziativa anni ’90, quando a Milano si sono viste aperture di tutti i tipi, la maggior parte delle quali fallite miseramente in breve tempo.
    Si trattava perlopiù di proposte incentrate sull’immagine e sull’idea/tema di fondo, relegando l’aspetto enogastronomico a puro riempitivo.
    Ecco, questa è l’impressione che mi dà questo Valhalla.