di Caterina Vianello 5 Aprile 2016
Ducale

Sembra che, parlando di ristoranti, la tendenza dopo i locali che celebrano gli chef star della tv, il foraging dei cuochi con i baffi all’insù e gli estrosi spazi gourmet degli stilisti, siano i musei.

Non da mangiare, addentando installazioni (benché sulla cipolla di Marina Abramovic si potrebbe infierire) quanto piuttosto come luoghi in cui il cibo è così curato da farci dimenticare dove siamo. Se non fosse per l’arte.

E quale migliore occasione di una visita a Venezia, dove l’offerta culturale è talmente vasta da causare stordimento, per provare i ristoranti dei musei che non servono soltanto panini sorpassati con foglie di lattuga color celeste?

Passiamo in rassegna i migliori, annotate gli indirizzi e ricordateli la prossima volta che venite in città.

Guggenheim

Fondazione Peggy Guggenheim

Palazzo Venier dei Leoni – Sest. Dorsoduro 701

Quella che fu la dimora veneziana di una delle ereditiere americane più illuminate è il luogo che, per me, vince a man bassa sugli altri.

Al di là del museo in sé (di fatto la dimora veneziana di Peggy) e delle opere (Kandinsky, Pollock, Picasso, Mondrian, Magritte), al di là della vista che si gode dalla terrazza affacciata sul Canal Grande, è la caffetteria ad essere bellissima.

Caffetteria

Immersa nel giardino, ha due piccole sale e una veranda, scegliete quest’ultima: piena di luce e dall’atmosfera rilassata.

La cucina propone piatti curati dal ristorante Ai gondolieri, poco distante dalla fondazione. Insalate, antipasti, primi piatti e secondi non sono proprio espressione della cucina veneziana, scelta comprensibile, dato il tipo di visitatori, ma comunque di buon livello.

Grassi

Palazzo Grassi

Campo San Samuele 3231 – Sest. San Marco

Ultimo grande palazzo sul Canal Grande costruito poco prima che la Repubblica di Venezia cadesse, dopo una serie di passaggi di proprietà appartiene ora a François Pinault, imprenditore francese del lusso.

Essenziale e minimal, lo spazio cafè è gestito da Rosa Salva, da Dissapore inclusa tra le migliori pasticcerie/catering di Venezia. Una certezza insomma.

Paste, risotti, piatti unici, secondi di carne o di pesce e contorni. Il livello è alto, e se il dubbio di non capire del tutto l’arte contemporanea vi assale (sono io, si parla di me!) ripiegate su un ottimo dessert. Più comprensibile, oggettivamente buono e generatore di sorrisi.

Nel caso vi dicano che siete classici e non apprezzate la modernità, potete replicare che in realtà quella che state mangiando è un’installazione di Cattelan.

Franchetti

Palazzo Cavalli Franchetti

S. Marco 2847

Impossibile non riconoscerlo: un capolavoro in stile neogotico dove le decorazioni delle finestre sembrano merletti.

Arrivateci dal lato dell’Accademia: una volta in cima al ponte, fate come i milioni di turisti che ogni giorno sostano, lo guardano meravigliati e scattano foto a ripetizione. Poi, tornate nei panni degli affamati di cultura e, una volta entrati, dirigetevi verso la caffetteria.

Sobria, ben illuminata dalle vetrate che danno sul giardino e soprattutto con una buona scelta di piatti. La firma? Di nuovo Rosa Salva. Non serve aggiungere altro.

Fenice

Teatro La Fenice

Campo San Fantin – Sest. San Marco 1965

Non servono presentazioni: luogo di musica e cultura, due volte risorta dalle ceneri, la Fenice di Venezia è un capolavoro di raffinatezza per occhi e orecchie.

C’è ovviamente lo spazio per il palato: la caffetteria/ristorante è gestita dalla Taverna La Fenice, locale situato nel campiello omonimo.

Offerta tradizionale: bevande, piccola pasticceria, piatti freddi e caldi (in genere insalate, primi e secondi piatti che variano ogni giorno). Il contesto, invece, è straordinario: la bellezza delle sale è tale da far raffreddare il vostro pasto.

Accesso riservato ai visitatori del teatro.

ducale

Palazzo Ducale e Museo Correr

Piazza San Marco

Il primo fu il cuore della vita politica e amministrativa della città per secoli, mentre il secondo riporta al periodo della dominazione francese e austriaca.

A Palazzo Ducale, dopo aver attraversato saloni fastosi, percorso gli itinerari segreti e visitato le prigioni, trovate una caffetteria moderna.

Esprimete un parere qualsiasi sulla scelta di inserire elementi moderni in un palazzo antico, potete dire che vi sembra azzardato o all’avanguardia, supererete comunque l’esame, guardate il bancone.

Oltre alla pasticceria, c’è una buona scelta di salumi e formaggi e piatti caldi.

Correr

Al Museo Correr invece, trovate un ambiente molto classico, con arredi ispirati allo Stile Impero. Una sorta di salotto buono, insomma, con poltroncine e divanetti di velluto e tavolini di marmo.

Una volta seduti, avrete l’impressione che perfino i camerieri appartengano a un’altra epoca. Caffè e offerta gastronomica sono perfettamente contemporanei, però, anche se molto tradizionali.

Biennale

Ca’ Giustinian

San Marco 1364

Benché sede amministrativa della Biennale è spesso teatro di interessanti esposizioni. La caffetteria L’ombra del Leone si trova nel piano terra del palazzo, all’interno della Sala degli Specchi.

Comprende l’area bar, di fronte al bancone c’è una zona relax con divanetti e poltrone basse, e quella del ristorante vero e proprio.

Buona l’offerta, il servizio è rapido e cortese ma i prezzi leggermente alti.

Biennale

L’espressione ufficiale utilizzata per descrivere l’ambiente parla di luce emozionale: dall’alto della mia incompetenza in materia di architettura, dopo un sorriso trattenuto, posso dirvi che lo spazio interno è davvero piacevole.

Per godere però di una vera luce emozionante, accomodatevi fuori: seduti ai tavolini della terrazza, con un occhio all’isola di San Giorgio e uno a Punta della Dogana, sarete allietati da una vista tra le più incantevoli di Venezia.

Al prezzo di un caffè, peraltro buono.

Querini

Fondazione Querini Stampalia

Campo Santa Maria Formosa 5252 – Sest. Castello

E’ uno dei palazzi-museo più eleganti di Venezia, oltre che una biblioteca fornita.

Gli appassionati di architettura riconosceranno la mano di Carlo Scarpa che ne ha firmato il restauro (durante la visita vi capiterà di vedere molti studenti stranieri seduti nel giardino che osservano i dettagli, con aria rapita e sognante).

La caffetteria, disegnata da Mario Botta, ha due sale interne e guarda direttamente sul giardino. L’offerta è buona: panini, insalate, cicchetti e visti gli avventori, in gran parte studenti universitari, sappiate che l’effetto nostalgia da vita fuori sede è dietro l’angolo (o nascosto tra le fette di pomodoro del vostro panino).

[Immagini: Caterina Vianello, Ufficio Stampa Palazzo Grassi]