Colesterolo: il killer (la parola alla difesa)

Paolo Costa è un amico cui capita di avere opinioni insolite ma interessanti sul colesterolo.

“Mamma, ti prego, basta dare carne a Marco, e poi tutto quel burro, vuoi fargli andare il colesterolo alle stelle? E poi ancora uova, ne può mangiare solo tre a settimana, ricordi? l’ha detto il pediatra”. La mamma di Marco si lamenta con la nonna per il menu che prepara al nipotino. E la nonna non capisce, però sta zitta, l’ha detto il pediatra, se non lo sa lui che è laureato… Ma siamo proprio sicuri che abbia ragione il pediatra? Che fondamento scientifico sta dietro ad una raccomandazione che fa a pugni con quanto tramandato per generazioni? Possibile che all’improvviso alimenti considerati sani per millenni diventino dannosi e se ne limiti il consumo?

La risposta è molto semplice: no, il pediatra non ha ragione. Il colesterolo è una sostanza vitale per l’organismo e non ha nessun senso che una persona sana cerchi di tenerlo basso.

Ma come è possibile che il mondo scientifico abbia preso un abbaglio così colossale? Non è facile spiegarlo, anche perchè la cosa sembra obiettivamente inverosimile. Se però ci si prende la briga di andare a spulciare negli studi che avrebbero dimostrato “incontrovertibilmente” il legame tra il consumo di grassi saturi (burro, uova, lardo) e i problemi cardiaci si scopre che i dati non hanno mai confermato l’ipotesi, neppure lontanamente.

Inizia Ancel Keys, un ricercatore americano molto ambizioso, che studia i dati relativi al consumo di grassi saturi di vari Paesi e li mette in relazione con le morti da malattie cardiache. La correlazione è evidente, ma ci sono due grossi problemi: il primo è che correlazione non vuol dire causa (ad esempio, posso correlare le dita ingiallite con il cancro ai polmoni, perchè chi fuma ha la tendenza ad avere le dita ingiallite, ma non sono le dita gialle la causa del cancro), il secondo, molto più grave, è che il signor Keys ha deliberatamente utilizzato solo i dati dei Paesi in cui la teoria viene confermata, ignorando volontariamente altre nazioni, come ad esempio Francia e Svizzera, dove un altissimo consumo pro capite di grassi saturi si accompagna ad una salute cardiovascolare di ferro (da qui il cosiddetto “paradosso francese“).

Eppure la teoria prende piede. Il motivo è presto detto: fa comodo alle industrie alimentari, e sono proprio queste industrie a influenzare e in qualche caso corrompere il mondo scientifico in modo che nessuno osi metterla in discussione (e chi ci prova pagherà conseguenze altissime in termini di carriera). Infatti la teoria mette un freno al consumo di alimenti naturali in favore di altri alimenti che possono essere prodotti esclusivamente a livello industriale, penso agli oli di semi, che sono grassi polinsaturi, ma anche a cereali, farine, corn flakes, merendine eccetera eccetera.

E poi non dimentichiamo che si tratta di una teoria politically correct. E’ infatti nel ‘900 che inizia a prendere piede l’idea che non sia degno dell’uomo uccidere e mangiare animali e sempre più persone decidono di alimentarsi in maniera completamente vegetariana. Ma una teoria può essere conveniente e affascinante finchè si vuole, bisogna confermarla scientificamente. Nessun problema, basta mettere in piedi uno studio che tenga sotto controllo una tipica cittadina americana del Massachussets (Framingham), e i dati confermeranno l’ipotesi. E come va a finire? Tutto confermato, vero? Macchè… ecco cosa afferma il direttore di quello studio, costato centinaia di milioni di dollari:

“A Framingham, Massachussets, più grassi saturi si mangiano, più colesterolo si mangia, più calorie si mangiano, più basso è il livello del colesterolo nel sangue” (Dr. William Castelli).

Eppure i sostenitori della teoria lipidica affermano che il Framingham Study dimostri incontrovertibilmente il legame tra consumo di grassi saturi e malattie cardiache. Incredibile vero? Si, proprio incredibile. E il risultato di questa truffa (non riesco a trovare un’espressione più valida) è l’esplosione incontrollata di obesità e malattie degenerative (diabete, ma anche cancro, osteoporosi, Alzheimer, eccetera) e contemporaneamente il vertiginoso aumento del consumo di farmaci (le statine, i famaci che abbassano il colesterolo, sono tra i farmaci più venduti al mondo, oltre che i più inutili). Naturalmente solo i malpensanti cronici e i complottisti da strapazzo possono pensare che le case farmaceutiche abbiano influenzato una teoria che ha fatto loro lievitare i profitti.

Ma perchè la raccomandazione di non mangiare grassi saturi avrebbe provocato un’epidemia di obesità così spaventosa? Dopo tutto i grassi sono molto calorici. E’ vero, ma un pasto a base di grassi sazia a lungo, mentre un pasto a base di carboidrati riempie nel breve, ma poi lascia il cosidetto “buco allo stomaco” che ci fa dire “non ci vedo più dalla fame!” e ci fa consumare in modo compulsivo snack dolci o salati, succhi di frutta e merendine (lo dice perfino la pubblicità).

Un eccessivo consumo di zuccheri, sotto forma di pasta, pane, patate o dolci, provoca un’innalzamento della glicemia che deve essere immediatamente regolato dall’insulina. Il processo funziona quando le quantità sono ragionevoli mentre inizia ad avere dei problemi quando si esagera, e allora può insorgere il diabete. Al contrario un eccessivo consumo di grassi (purchè sani) non provoca nulla. I grassi vengono semplicemente assorbiti dall’organismo in modo molto più lento e non provocano iperglicemia.

Oggi le raccomandazioni ufficiali ci spingono ad una dieta composta per il 55-60% di carboidrati. Una follia. Tutti i nutrizionisti “low carb” raccomandano di tenere i carboidrati al massimo al 20% (100g al giorno in una dieta a 2000 calorie), e coprire il resto del fabbisogno con grassi (60%) e proteine (20%). Ovviamente mangiando il più possibile sano, naturale e genuino.

Negli Stati Uniti, dove il problema obesità è più pressante che da noi, il “low carb” viene seguito con successo da milioni di persone che hanno deciso di ignorare le linee guida delle agenzie governative, ma si fidano dei consigli degli esperti che dai loro libri e dai loro blog diffondono un nuovo, ma allo stesso tempo antico, modo di alimentarsi e di vivere.

[Crediti | Link: Indim, Wikipedia, Corriere.it, Low-Carb Confidential. Post ripubblicato con il permesso di Il giornale del ribelle]

Avatar Paolo Costa

28 Gennaio 2011

commenti (136)

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  1. Avatar Woland ha detto:

    Questo post mi sembra un pastrocchio di complottismo e mezze verità. Non sono un esperto, ma a quanto ne so negli ultimi anni alcuni studi hanno effettivamente mostrato l’importanza dell’iperglicemia (da qui l’attenzione all’indice glicemico dei cibi) e che c’è poca correlazione tra il colesterolo ingerito e la colesterolemia. Credo sia però assodato che la colesterolemia alta è correlata con problemi cardiaci… e soprattutto le diete low-carb sono esplose negli anni 90, “tirate” da ua serie di guru all’americana che cercavano di farci sopra soldi con libri e seminari. Sono ormai cadute in disgrazia, per manifesta inefficacia. Ingozzarsi di grassi “purchè sani e genuini”? Ma che vorrebbe dire? Come se “sano” fosse un concetto definibile a priori.

    1. Basta farsi un giro sul sito di provenienza dell’articolo (Il giornale del Ribelle) per farsi un’idea sull’affidabilità dell’autore.

    2. Massimo Bernardi Massimo Bernardi ha detto:

      E se rimanessimo al contenuto del post invece di esprimere giudizi sprezzanti su tutto e tutti come se si fosse la scienza infusa?

    3. Posso legittimamente non fidarmi troppo del “giornale-blog di tutti coloro che in linea generale condividono la visione dell’Antimodernità, elaborata nei saggi di Massimo Fini e sintetizzata negli undici punti del Manifesto.”?

      O in tal caso passo per essere sprezzante? O passo per essere “scienza infusa”?

    4. Avatar Woland ha detto:

      Anche perché magari tra 10 commenti arriva qualche trollone vegano che sostiene che ogni fetta di tacchino ai ferri accorcia la nostra vita di un mese e spinge l’umanità un po’ più vicino al baratro, e che il consumo di carne è un complotto del cattivo uomo occidentale imperialista. Ma la “Antimodernità” prevede la possibilità di usare il web per diffondere le proprie idee? Non erano più fighi i segnali di fumo?

    5. Apro quel link e leggo: “Quello che non viene detto è che la storia travagliata ma anche nobile della nostra indipendenza nazionale è finita l’8 settembre del 1943. L’Italia che scaturì da quel disastro si è data un altro mito fondante, quello della Resistenza e della Costituzione, più debole e più falso del mito risorgimentale. ”

      Li voglio SPOSARE subito.

    6. Vabbè, c’è il signoraggio.
      Non può funzionare…

      Vabbè, però certe cose sono da salvare.

    7. Avatar Nico aka tenente Drogo ha detto:

      “Il giornale del ribelle” mi sembra veramente poco affidabile.
      Tra l’altro nella home linka il famigerato “Come don Chisciotte”, uno dei più ridicoli aggregatori di spazzatura complottista nella rete.

    8. Avatar Lidia Barone ha detto:

      mi auguro la scelta di un viaggio di nozze molto, molto lungo…praticamente un nomadismo a vita… 😀

    9. Avatar MAurizio ha detto:

      E, immagino, senza accessi ad internet .. :-))

    10. Avatar Ganascia ha detto:

      Credo che ci si dimentichi della sclerosi dei vasi sanguigni da colesterolo.
      Se da un lato è vero che i limiti d’attenzione sono stati abbassati per opera delle case farmaceutiche, il tono generale ricorda quello di Grillo quanda parla delle scie chimiche

  2. Posso solo confermare una cosa: ho avuto una amica anoressica, anzi due, con la fissa proprio del grasso animale e il risultato era chiarissimo: colesterolo a 300 e oltre. Una cifra enorme. Probabilmente gli scienziati non hanno ancora compreso tutto il giro del fumo dei grassi, a partire dai consigli sulla dieta per passare ai vari farmaci blocca grasso, dal glucomannano all’orlistat per citare il massimo livello di inibizione della lipasi. Il risultato, anche in questo caso, sul lungo periodo è un innalzamento del colesterolo totale, per cui non si spiega proprio il perché vengano demonizzate alcune parti degli animali che mangiamo, così come quelle di altri cibi che ingeriamo.

    Personalmente credo che la provenienza sintetica del grasso, transgenica o altro che sia, possa essere il vero problema, la cosa contro la quale il nostro fisico non è abituato a trattare e, quindi, segue la strada dell’accumulo. Non capirei perché, allora, fino a solo un paio di generazioni fa si mangiava molto più pesante di oggi, si faceva meno attività fisica di oggi (non dimentichiamoci che palestre e fitness center non erano neanche nella testa dei peggio futuristi), eppure ci sono obesi e il grasso è un problema per tutti. Non solo, il grasso è un problema delle classi povere, un controsenso quasi.

    Mangiare naturale e mangiare equilibrato pare essere ancora la formula migliore, ma valla a trovare la robbobbona, senza spendere un occhio della testa….

    1. Avatar Ganascia ha detto:

      In effetti si faceva molta più attività fisica di oggi, non meno. Il terziario quasi non esisteva, i turni di lavoro in fabbrica erano massacranti, lo stesso valeva per l’agricoltura e l’artigianato. Oggi la palestra cerca di sopperire al fatto che in pochi alzano il culo dalla seggiola per lavorare.

      Il grasso è più diffuso nelle classi povere perché molti cibi a poco prezzo sono economici. La cosa è più evidente nei paesi nordici, o anglosassoni, perché bene o male la pastasciutta col pomodoro è meglio dell’hamburger con le patate fritte.

    2. Avatar Woland ha detto:

      Beh, “una volta” mangiavano anche meno, tendenzialmente. E alzavano un po’ di più il culo dalla sedia. Comunque buona parte del colesterolo è prodotta dal nostro corpo, per cui molto probabilmente l’ipercolesterolemia è una questione di metabolismo complessivo, una somma di alimentazione, attività fisica e predispozione genetica.

      Ah, propongo una petizione per l’abolizione dei termini “naturale” e “genuino”.

    3. Mi associo alla petizione e aggiungerei anche “bio”,non hanno più senso.
      @Marco, lo studio dell’accumulo di grassi di origine industriale andrebbe
      approfondito.

    4. Avatar svante ha detto:

      gli acidi grassi industriali sono gli stessi acidi grassi insaturi che questo articolo difende.
      quello che fa l’industria è idrogenare i grassi insaturi per trasformarli nei derivati saturi perchè questi ultimi non irrancidscono e quindi si conservano più a lungo.

      il problema è che alla fine del processo al posto degli acidi grassi insaturi (buoni ma che vanno a male) ci saranno grassi saturi (“cattivi” ma resistenti).

      tra l’altro nell’articolo non si dice la cosa più importante, il tasso di colesterolo è direttamente legato al rapporto tra acidi grassi saturi/insaturi introdotti. più la bilancia si sposta verso gli insaturi (presenti in olio di oliva, pesce e vegatali) più il colesterolo diminuisce.

    5. La confusione regna sovrana. Per grassi saturi intendo quelli presenti nel burro, nel lardo, nelle uova, nell’olio di cocco eccetera, non le schifezze prodotte industrialmente.

    6. Anche per me i grassi saturi sono quelli.

      E ricordo benissimo che prima, a ogni pasto, si faceva primo, secondo e contorno, con il pane a tavola.

      Il movimento in più non arrivava a quello che fai in una palestra oggi, più mirata e studiata. Al massimo, giocavi a calcio per strada o facevi “educazione fisica” a scuola, ma per il resto…

    7. Avatar svante ha detto:

      ma chimicamente sono la stessa cosa, ora mi volete dire che la stessa molecola fa bene nel burro ma male nei cibi industriali?

    8. Avatar MAurizio ha detto:

      Non vorrai mica mettere gli acidi grassi del burro di una vacca podolica, allevata con amore, che pasteggia con erbette di campo con le zozzerie che trovi in un qualunque “prodotto industriale” ??
      🙂
      Qui stiamo parlando di filosofia del cibo, mica di chimica organica…

    9. Quindi sei convinto che i grassi saturi delle uova siano gli stessi che trovi nei grassi trans o idrogenati? Che bello, da domani non prendo più il burro del contadino ma mi faccio un po’ di sana margarina che costa meno.

      … ma per piacere….

      http://www.stop-trans-fat.com/

    10. Avatar svante ha detto:

      ho parlato di grassi saturi, quindi non di trans.

    11. Avatar svante ha detto:

      —Quindi sei convinto che i grassi saturi delle uova siano gli stessi che trovi nei grassi trans o idrogenati? —

      questa frase non ha alcun senso, cosa intendevi dire?
      i grassi trans non sono grassi saturi, sono insaturi. e lo so che fanno male, ma non c’entra nulla.

    12. Avatar Franca ha detto:

      D’accordissimo con voi per l’abolizione dei termini naturale, genuino e bio (non hanno significato nella nostra società!)e a proposito del colesterolo, molte mie amiche dicono sempre ..non mangio grassi, ma ho sempre il colesterolo alto! Allora??? Qual’è la relazione tra colesterolo e grassi? Inoltre, se posso dare un mio parere, consiglierei l’utilizzo dell’auto limitatamente ai viaggi lunghi! Non è possibile che per andare a prendere il pane o portare i ragazzi a scuola (circa 500/1000 metri) si utilizzi l’auto con tutto quello che viene dietro, parcheggi, consumo di benzina etc. Vediamo che nonostante il costo della benzian sia a 1,50 € (circa 3.000 lire vecchie!) non diminuiscono i consumi!!!!!!

    13. Avatar svante ha detto:

      un grasso proveniente da una pianta OGM è esattamente uguale ad un grasso da una pianta non OGM.

    14. Vivaddio, finalmente qualcuno che dice che oggi si fa TROPPA attività fisica. Quando vedo le povere signore cicciottelle che corrono, corrono perchè glie l’ha ordinato il medico mi verrebbe voglia di fermarle e dirle “ma cosa sta facendo? non serve a niente!!!!”. Ma penso che non capirebbero, la sudditanza verso i dottori ha ormai raggiunto livelli troppo alti.

    15. Avatar MAurizio ha detto:

      E’ tutto un complotto. Più corrono prima gli prende un infarto.
      E uno cosi’ li cura di più e in maniera più costosa ….

    16. Avatar Fabio ha detto:

      Se il Sig. Marco Lungo vuole sapere come mai nelle anoressiche il colesterolo è elevato, posso spiegarglielo: il fatto di non alimentarsi comporta che non vengano eliminati dalla colecisti gli acidi biliari che, per grossa parte sono costituiti da colesterolo; per questo motivo, non esendo utilizzato colesterolo, tale componente si accumula nel sangue.
      Un altro motivo per cui le anoressiche hanno il colesterolo alto è che non producono estrogeni se non in piccola quantità; tali ormoni derivano dal colesterolo che, non essendo utilizzato, tende a accumularsi nel sangue.
      Tale fatto rappresenta un meccanismo di risparmo per l’organismo: le anoressiche, infatti, sono amenorroiche.
      Il colesterolo alimentare, comunque, in condizioni normali, rappresenta il 20-30% del colesterolo totale. Quello pericoloso per il cardio-circolo è l’LDL. A disposizione per ulteriori chiarimenti…

    17. Avatar Marina ha detto:

      Fabio, grazie di esistere!
      La tua è la spiegazione più intelligente io abbia mai sentito qui sopra!

  3. Avatar Andrea Angeletti ha detto:

    un consiglio spassionato,
    continuate a parlare di cibo nel modo che più vi compete, se volete trattare il tema della salute e delle scienze alimentari fatelo fare ad un esperto, diventerebbe un bello spazio informativo!!

    i pastrocchi nell’articolo sono molti, fin dalle prime righe(mio nonno iniziò a fumare a 12 anni, devo consigliarlo anche a mio figlio?),
    citare studi così alla buona, non ha nulla di scientifico; orde di scienziati in tutto il mondo stanno affrontando il tema, non è un argomento su cui poter dare un parere, bisogna attenersi ad evidenze scientifiche, una discussione la si può fare tra esperti, nella scienza le chiacchiere da bar stanno a zero e fuorviano l’opinione comune!
    “ad ognuno il suo” please

    1. Avatar Andrea Angeletti ha detto:

      dimenticavo, keys è morto nel 2004 a 100 anni,
      quindi il tempo presente nel post non andrebbe usato e poi nn proprio l’ultimo arrivato!!

    2. Ma il presente storico a scuola non te l’hanno insegnato. Rende il racconto molto più sciolto e veloce.

    3. Avatar svante ha detto:

      condivido!
      tra l’altro non è provata solo la correlazione, è provata la causalità, ci sono studi longitudinali che lo provano.

      il low carb è una follia! ma vi pare poi che abbiamo qualcosa da imparare dagli americani in tema di nutrizione?

    4. Sono gli americani che hanno inventato la teoria del colesterolo e soprattutto che quella bufala colossale che si chiama dieta mediterranea (mai esistita). Adesso fortunatamente una parte di loro (non certo le agenzie governative al soldo dell’industria alimentare) inizia a vederci chiaro.

    5. Avatar svante ha detto:

      certo che se spari la tua senza fornire alcuna prova puoi dire quello che vuoi.

      hai detto che una dieta ricca di carboidrati provoca l’obesità, porta alemno un esempio. ci sarà un lavoro che dice che mangiare grassi fa rimanere più magri che mangiare carboidrati.

    6. Avatar svante ha detto:

      non cambiare discorso, tu hai affermato che seguire una dieta con il 55% di carboidrati provoca l’obesità. provalo.
      il tuo link parla d’altro.

    7. Scusa, ho riguardato il thread e mi sono accorto di aver risposto fischi per fiaschi. Alora, io non ho affermato che mangiare tanti carboidrati provoca l’obesità. Ho detto, e la cosa mi sembra molto diversa, che raccomanadare ufficialmente alla popolazione (come è stato fatto in America) di mangiare pochi grassi (che equivale a dire di mangiare tanti carboidrati) ha contribuito in maniere determinante all’esplosione dell’obesità.

    8. Avatar svante ha detto:

      appunto, hai studi che lo dimostrano o è una tua opinione?

    9. Caro Svante, la nutrizione non è geometria, non puoi pretendere di dimostrare le come fossero il teorema di Talete. Qualunque dimostrazione ti fornissi la potresti smontare in quattro e quattr’otto visto l’enorme numero di variabili presenti.

      Il problema è di buon senso. Hai visto il grafico sull’andamento dell’obesità che ho messo nel commento lungo che ho scritto? Praticamente c’è un impennata proprio dopo che la commissione McGovern ha ufficialmente raccomnadato agli americano di mangiare meno grassi.

      A me basta, se a te non basta è un problema tuo.

      E con questo chiudo. Noto infatti nei tuoi messaggi il tentativo sottile di mettermi in difficoltà e di cogliermi in fallo, come se l’oggetto della discussione fosse la mia competenza e non il fatto di cui stiamo parlando. Mi sembra una perdita di tempo, e io non ne ho molto.

    10. Avatar svante ha detto:

      e come commenteresti i risultati del WHO e dello studio MONICA dove è emerso chiaramente che più grassi saturi vuol dire più colesterolo e più incidenza di malattie cardiovascolari?

      invenzione degli americani, a differenza delle tue teorie qui ci sono i numeri.

    11. Avatar splash (claudio) ha detto:

      Kendrick mostra un grafico da cui (lui) evince che non vi e’ correlazione tra ipercolesterolemia malattie cardiovascolari. Tale grafico pero’ mostra il rapporto tra ipercolesterolemia e morti da CHD (coronary heart disease). Le malattie cardiovascolari sono (fortunatamente e parzialmente) medicalizzabili che dipendono (anche) da molti altri fattori. Il numero di morti potrebbe semplicemente (in realta’ non e’ cosi’ semplice) essere un indice della bonta’ delle cure offerte nei vari paesi, e della facilita’ d’accesso a tali cure ma non della correlazione con la colestorolemia.

      In realta’, dal grafico da lui portato a supporto della sua tesi, non si puo’ trarre conclusione alcuna, e’ un grafico abbastanza inutile.

    12. Sono dati di un singolo anno, cosa c’entra il miglioramento della qualità dei trattamenti?

      Il concetto comunque non è di dimostrare qualcosa, ma di far vedere che i dati sono talmente disordinati che non si può dimostrare niente. La correlazione la trovi solo se elimini alcuni dati, un po’ come ha fatto Ancel Keys nel suo primo studio.

    13. Ops, scusa, non avevo letto bene il tuo commento (sono al lavoro e ho pochissimo tempo).

      L’obiezione sulla qualità del trattamento è in effetti corretta, ma la si può girare benissimo per indicare che le minime corrrelazioni (quando ci sono) trovate negli studi in realtà non indicano alcunchè, perchè troppe sono le variabili che concorrono al risultato (Ricordati che l’onere della dimostrazione sta a chi propone un’ipotesi, non a chi la contesta)

      Ad esempio, nel Six Countries viene utilizzato come dato il consumo di grassi animali in termini economici, ma non è detto che tutti quei grassi animali fossero effettivamente ingeriti da persone. In una società ricca come quella americana molti grassi probabilmente venivano buttati via (pensa a quanti tolgono il grasso dal prosciutto) oppure usati per nutrire gli animali domestici, mentre in Giappone, Paese uscito distrutto dalla guerra e poverissimo, non si buttava via niente. Lo stesso per l’Italia.

      Incredibile la grossolanità di questi studi.

    14. Massimo Bernardi Massimo Bernardi ha detto:

      Scusa Andrea, ma fatico a ragionare per compartimenti stagni, come, quando e cosa mangiamo incide eccome sulla nostra salute, perché Dissapore non dovrebbe parlarne?

      E perché non dovrebbe farlo secondo le logiche della rete, vale a dire riprendendo un post che invita a discutere l’argomento con la possibilità che qualche esperto condivida con noi e con i lettori le sue maggiori conoscenze?

    15. Avatar Andrea Angeletti ha detto:

      io non ho detto di non parlarne, dico solo di non lasciarlo fare a chi non conosce la materia, a chi scrive qualcosa solo perché contro tendenza!
      io non sono un luminare della materia, ma da 2 anni studio nello specifico i temi trattati nel post in ambito medico, da “semicompetente” faccio fatica a rispondere, è solo un’accozzaglia di parole, teorie, il tutto rivestito da un’aura di autorevolezza scientifica!

      la cosa che più mi da fastidio è il pericolo di lanciare messaggi socialmente pericolosi;
      dove sta scritto che i blog devono essere governati dalla legge “da qualche parte è scritto, io lo rilancio, e poi chi se ne frega”?
      così fanno a “studio aperto” (ma qui sono io che esco dal mio campo)

      per compartimenti stagni è sbagliato, ma senza cognizione di causa è ben peggio!

      scusate se ci vado duro, ma è stato Alessandro Morichetti a suggerirmelo 🙂

    16. Avatar Woland ha detto:

      Già che ci sei, visto che te ne occupi, potresti farci un riassuntino sullo stato dell’arte? Grazie 🙂

    17. Avatar Enrico Marsili ha detto:

      Se mi paghi uno studente di dottorato 20000 Euri l`anno per i prossimi tre anni, e hai un po`di pazienza, te lo faccio io il riassuntino.
      Per favore (meglio per pieta`), la scienza e`una cosa seria, e si fa con metodo. I blog sono divertenti, stimolanti, a volte interessanti, a volte propongono spunti di ricerca. Ma nell`arena scientifica ci si “batte” con lunghi, motivati, e ponderati studi. Per usare una terminologia giornalistica, il ciclo di vita di una innovazion o scoperta scientifica sta intorno ai 5 anni, il ciclo di vita di una notizia pubblicata su un quotidiano sta sui 2-3 giorni, il ciclo di vita di una notizia da blog si misura con il tempo necessario a fare un Ctrl-C + Ctrl-V.
      Come hanno detto altri, a ciascuno il suo, grazie.

  4. Ringrazio Massimo per aver avuto il coraggio di pubblicare questo articolo. Sono più o meno due settimane che rispondo ai commenti sulla pagina del Giornale del Ribelle, per cui se mi permettete vi rimanderei là per vedere le risposte (tanto le domande e le obiezioni sono sempre le stesse e io vi confesso che sono un po’ stanco :-)).

    Ci sono quasi un centinaio di commenti (per ora), a tutti ho dato una risposta argomentata e documentata, come testimoniato da questo: “Cavolo, c’è da dire che per qualsiasi argomento hai una risposta. Ti si può dir tutto, tranne che non sei documentato. E di questi tempi è difficile trovare persone che portano prove ai loro discorsi. Si trova tanta contro-informazione che pretende dai lettori dei veri atti di fede. Almeno tu metti sul tavolo (o “in tavola”) un numero sostanzioso di prove. Discutibili, ma almeno si parte da qualcosa.”

    L’unica cosa che mi sento di dire è che trovo ridicole le argomentazioni del tipo “guarda da dove proviene l’articolo, come si fa ritenerlo credibile?”.

    Ciao e grazie,

    Paolo

    Ecco il link: http://www.giornaledelribelle.com/index.php?option=com_content&task=view&id=755&Itemid=10

    1. Non capisco tante polemiche. Ognuno la può pensare come vuole ed anche scriverlo, ma senza diventare pedante! Se qualcuno ha dei dubbi se li schiarisca con proprio medico, ammesso che se ne fidi!

    2. Avatar svante ha detto:

      scusami, ma proprio no. se faccio affermazioni scientifiche, soprattutto su argomenti sensibli come la salute, o ho argomentazioni valide o sto zitto. non è questione di opinioni.

  5. il colesterolo (quello cattivo-LDL) è collegato direttamente con le malattie cardiovascolari, cioè si formano le placche aterosclerotiche, i vasi si chiudono e non portano più il sangue al cuore o ad altri organi;
    è dimostrato che in una persona “sana”, con una dieta equilibrata (ad esempio quella mediterranea), queste placche siano presenti nel circolo arterioso già dall’età di 15-20 anni, sovraccaricare il tutto con altro colesterolo fin da piccoli peggiora ovviamente le cose;
    obesità-ipertensione-diabete-ridotto colesterolo buono, danno la sindrome metabolica, in netto aumento ai giorni nostri;
    in più se ci mettiamo fumo e familiarità siamo nei guai sul serio;
    non solo il pediatra, ogni medico dovrebbe dire di stare attenti a queste cose
    le percentuali di grassi,carboidrati e proteine(60-20-20) riportati nel post vanno bene solo se accostate ad un po’ di esercizio fisico, il motivo è che, ovviamente i grassi si bruciano per primi mentre i carboidrati sia accumulano dopo essere stati trasformati in grasso

    scusate la tediosità

    1. Per quanto possa valere l’esperienza personale, io seguo questo regime da 7 mesi ormai, e faccio pochissimo esercizio fisico (training intensivo anaerobico una volta alla settimana per 20 mninuti con un lavoro sedentario) mangiando a sazietà (diminuisco naturalmente la quantità man mano che passano i mesi).

      Alla mattina faccio colazione con tre uova (prima erano quattro) e poi mangio solo a pranzo e a cena (niente snack o merende, mai). Non ingrasso ma riesco a permettermi anche di saltare due pasti di fila senza problemi (nel senso che non sono troppo magro). Non sento mai la fame e non ho più problemi digestivi.

      Pensa che pagherò tutto questo con un infarto? Il dottor Ghiselli dell’INRAN mi ha detto di sì, forse infastidito dal fatto che uno stia bene senza seguire i suoi consigli.

    2. la placca aterosclerotica che si forma sull’artere e una ferita della parete arteriosa chi si cicatrizza una,due,dieci,cento volte e poi finalmente si infiamma(piena di acidi grassi ossidati MA NON DI COLESTEROLO !!!)…si forma un coagulo,e poi c’e la trombosi chi determina l’infarto…il colesterolo e un testimone ma non un assassino…basta di statine chi bloccanno la coenzima Q …

  6. Avatar GIANLU63 ha detto:

    toh, beccatevi questo;

    IL FRITTO UTILE

    Nella cucina tradizionale italiana i fritti sono sempre stati usati senza alcun problema, come parte integrante dell’alimentazione quotidiana. Si trattava comunque sempre di frittura in olio extravergine di oliva o in strutto. È stato solo a partire dagli anni 50 o 60, con lo sviluppo dell’industria chimica e alimentare che sono stati immessi sul mercato italiano gli olii di semi, anche estratti con solventi chimici, e la pubblicità ha indotto le donne ad usarli soprattutto nella frittura, perché spacciati per rendere i fritti più leggeri e digeribili, ma soprattutto perché meno costosi.
    Qualche anno dopo si è riscontrato un aumento di problemi epatici legati all’uso delle fritture preparate con questi olii, contenenti veri e propri tossici per l’organismo, ma nessuno ha pensato a fare un distinguo tra frittura e uso dell’olio di semi e nessuno, per molti anni, ha ritenuto di dover indagare sull’azione biochimica delle sostanze usate in cucina e sulle conseguenze del loro uso sull’organismo. Così si è arrivati alla generalizzazione che era meglio escludere le fritture.

    In quarant’anni di pratica clinica con la BioTerapia Nutrizionale® è stato possibile verificare mediante esami clinici quotidiani, come lo stimolo epatico dato con una frittura fatta con olio extravergine di oliva di ottima qualità, seguendo le regole indicate di seguito, favorisce la funzionalità epatica, abbassa i trigliceridi, agisce sulla normalizzazione della bilirubina, previene e cura le emorroidi, regolarizza le stipsi croniche quasi sempre dovute ad un fegato ipofunzionante.
    Usata un paio di volte a settimana, sempre con le accortezze dovute, mantiene un fegato in perfette condizioni e poiché il fegato, secondo la medicina cinese è il primo motore dell’organismo (guarda caso è il primo organo a formarsi nell’embrione), ed ha un ruolo fondamentale nel buon funzionamento degli altri organi tra cui pancreas e reni, questo contribuisce all’equilibrio di tutti gli organi.

    Come mai la BioTerapia Nutrizionale® asserisce che il fritto è indispensabile in dieta dimagrante?
    In genere un alimento fritto è più digeribile rispetto ad altri tipi di cotture, in quanto è disidratato al massimo e quindi più facilmente aggredibile dai succhi digestivi , ma cosa ancora più importante, il fritto costringe il fegato a lavorare, fa contrarre e decongestionare la cistifellea, con rilascio dei sali biliari, indispensabili per la digestione. Se non c’è una buona funzionalità biliare, sarà più difficile dimagrire, perché si verifica un riassorbimento di tossine e di nutrienti e un rallentamento della funzione epatica.
    È importante precisare che il fritto è utile e impiegabile in tutte le patologie, comprese quelle cardiache, poiché vi è un legame tra la funzionalità della colecisti e i disturbi cardiaci.
    Il fritto è controindicato solo:
    • se vi è una severa patologia epatocolecistica, in quanto in quel caso fegato e colecisti non sono in grado di rispondere in modo funzionalmente utile allo stimolo.
    • Temporaneamente, in un fegato in iperfunzione che ha bisogno di essere drenato, più che stimolato, per essere messo in condizioni di sostenere lo stimolo non appena sia possibile somministrarlo.

    1. Avatar fabrizio pagliardi ha detto:

      La dottoressa Morini !!!!!!!!!!

  7. Massimo Bernardi Massimo Bernardi ha detto:

    Ringrazio Enrico Marsili, lassù, per il credito di fiducia.

    Devo dire che invece, grazie al suo approccio accademico (“la scienza è una cosa seria”) anche oggi abbiamo imparato moltizzimo.

    1. Avatar Enrico Marsili ha detto:

      Per una volta, penso che il tuo sarcasmo sia fuori luogo. Il motivo per cui Bressanini se ne e` andato e`proprio il fatto che a volte andate fuori tiro discutendo di scienza.

      Mi spiego con un altro esempio:
      se Marco Lungo parla di fritture, pizze, etc., di solito ci piglia. Si tratta di argomenti tecnici, affrontati con un certo metodo scientifico. Stesso discorso per Lo Cascio, a parte qualche comprensibile sbavatura messianica.

      Perche`non ti chiedi (e chiedi a loro) come fare un articolo serio sul ruolo del colesterolo nelle malattie cardiovascolari? Probabilmente ti risponderanno picche, per la difficolta` quantitativa del tema (si parla di 10^4 pubblicazioni all`anno da analizzare, ogni anno) e qualitativa (complessita`biochimica del sistema umano. Aggiungici difficolta`statistiche, etiche, economiche, etc. Per questo nessuna persona sana di mente dovrebbe pretendere di scrivere un “pezzo” risolutivo sull`argomento.

      Per tornare all`argomento Qualita`del blog (attendo ancora la risposta che mi avevi promesso alcune settimane fa), non penso vi convenga esporvi su temi cosi`complessi e densi. Ci sono molti altri temi, meno rischiosi, ma ugualmente interessanti per un pubblico di appassionati. Seno` rischiate di ricevere l`etichetta “blog di complottisti” che non farebbe piacere agli sponsor, immagino.

      Chiudo facendoti notare che i blog scientifici (non tecnologici!) sono davvero pochi, e di solito si occupano di temi di nicchia, dove si rischia meno. Forse perche`il “formato” scientifico, fatto di dati chiari, metodo, ragionamento, discussione, peer review, non e`adatto ad uno strumento di comunicazione come il blog.

      Saluti,

      Enrico

    1. Quello di Stoccareddo è il classico paradosso che la Scienza (notare la S maiuscola, ci vuole un po’ di rispetto, ecchecazzo) cerca di spiegare con qualche invenzione estemporanea, tipo l’ormai mitico resveratrolo a spiegare come mai i Francesi stanno così bene nonostante le vagonate di burro che si sparano quotidianamente. Mai che facciano quello che sarebbe logico e onesto, cioè mettere in discussione l’ipotesi. Mai….

  8. Avatar Paolo Pupi ha detto:

    Concordo con l’autore dell’articolo, specialmente quando scrive:”L’unica cosa che mi sento di dire è che trovo ridicole le argomentazioni del tipo “guarda da dove proviene l’articolo, come si fa ritenerlo credibile?”.”
    D’altra parte devono essere ridicole anche i commenti al suo articolo umoristico.
    perchè se non è umoristico allora vira più al criminale.
    Perchè criminale credo sia chi suggerisce :”non ha nessun senso che una persona sana cerchi di tenerlo basso (il colesterolo).”
    Soprattuto se le sue fonti sono Amazon, il sito di un sedicente dottor Francesco Perugini Billi (autore di nessuna pubblicazione scientifica, come si legge nel suo sito), gnolls.org (Home of J. Stanton, author of The Gnoll Credo).

    1. Con ordine:

      il dottor Perugini Billi è l’unico medico italiano (che io sappia) che si esponse chiaramente in questo senso. Il suo sito è molto interessante e dice cose sensate (adesso cerco di contattarlo, magari ci può spiegare qualcosa lui direttamente).

      Il link su Amazon è in realtà un link ad un libro di Gary Taubes (ti era chiaro questo?) di cui consiglio vivamente la lettura. Ti posso assicurare che il signor Gary Taubes una discreta credibilità ce l’ha. Amazon ovviamente non è una fonte.

      Il link a gnoll.org in realtà mi serviva per fare un grafico (di fonte attendibile) che lì è esposto bene. Nient’altro. Grazie.

      … ma che fatica che ci vuole…

    2. Avatar Enrico Marsili ha detto:

      Se 100 medici dicono una cosa, e 1 solo dice il contrario, in generale (con le dovute eccezioni) non vuol dire che il medico isolato abbia ragione.
      Stesso discorso per l`effetto serra, per gli effetti del tabacco, etc.

      Se uno studente del mio corso di biotecnologie presentasse una teoria simile SENZA prove sperimentali chiare e abbondanti, non lo tratterei bene.

    3. Avatar Woland ha detto:

      “PER PAURA”??? Ci mancava la mafia del colesterolo…

    4. Avatar MAurizio ha detto:

      C’è gente che è stata soffocata con i sofficini. E il coroner ne ha confermato il suicidio…..

    5. Aggiungo, è proprio quello che ha fatto Ancel Keys, ha presentato una teoria SENZA prove sperimentali chiare e abbondanti, eppure è considerato il padre della moderna teoria nutrizionale moderna (quella che ha creato una popolazione di obesi e diabetici).

    6. Rispondo a Woland (non c’era il link sotto al suo commento)

      Pensa un po’, i farmaci anticolesterolo sono i più venduti al mondo, prova a pensare a cosa succederebbe alle case farmaceutiche se tutti improvvisamente scoprissero che sono inutili. Non pensi che chi osi mettere in dubbio questa cosa possa subire ritorsioni? Io lo trovo credibile senza essere un complottista.

    7. invece di Billi provi a contattare la società italiana di endocrinologia, poi provi con quella di gastroenterologia, poi vengono i cardiologi, i genetisti ovviamente, gli specialisti in scienze alimentari, i nefrologi, i neurologi;
      le assicuro che tutti sono interessanti dall’argomento professionalmente parlando, quoti le opinioni e vediamo cosa viene fuori!
      dire che Ancel Keys ha creato una popolazione di obesi invece è incommentabile!!
      lasciamo stare il diabete perché dubito che sappia seriamente cosa sia!
      e poi per favore, se parlate di gene contro le malattie cardiovascolari non dite castronate come gli altri giornali, o peggio ancora li citate direttamente, avere il gene vuol dire solo essere o non essere predisposti, poi conta l’ambiente e lo stile di vita e sono forse più importanti!!

    8. Avatar Woland ha detto:

      Enrico, sono d’accordo con te su quasi tutto, ma chiudersi nella famosa torre d’avorio serve a poco. Più in alto, non volevo certo che Angeletti riassumesse in tre righe 10^4 articoli l’anno. Immagino che accademicamente parlando questo campo sia un macello pazzesco: lo è pure il mio, e a quello a cui lavoro io lavoreranno poche altre centinaia di persone nel mondo, per cui con le debite proporzioni immagino che la ricerca medica sia un delirio senza fine.

      Sta di fatto che, nel campo, la divulgazione è sempre molto, molto in ritardo sulla ricerca. Sull’alimentazione si tramandano miti vecchi di decenni, a volte anche tra i medici. Senza bisogno di essere proprio al cutting edge, sarebbe carino se qualche esperto scrivesse qualche articolo sull’argomento che andasse un po’ più in là di “l’insalata fa bene e il burro fa male”. Intendo esperto vero, non qualche balzano complottista che pensa di fare “ricerca” stando su Internet.

    9. Avatar Enrico Marsili ha detto:

      Mi scuso se si e`capito male, non mi riferivo a te in particolare. Era solo per dire che anche un lavoro di divulgazione richiede parecchio lavoro. Non solo per la complessita`della materia, ma perceh`si toccano temi economici e medici sui quali NESSUNO dovrebbe parlare a sproposito. Chi sta male, e soffre davvero, dal cancro, all`obesita`, ha il diritto a informazioni rigorose, piu`che su temi meno “emozionali” come lèfficienza dei motori a scoppio o le infezioni da biofilm.
      Purtroppo cè`poco tempo per scrivere, e scrivere sui giornali non fa punteggio nel mondo accademico

      Saluti,

      Enrico

    10. Vai su Amazon, cerca “cholesterol con” e troverai tutto quello che cerchi, scritto da medici laureati e ricercatori, non da “complottisti balzani” come me.

    11. Avatar Andrea ha detto:

      “Vai su Amazon”, e infatti io quando cerco un articolo scientifico vado su Amazon, mica su PubMed…

    12. Avatar Woland ha detto:

      Non pensi, che se avessero voluto, avrebbero potuto tranquillamente venderci qualche farmaco “anti-carboidrati”? Non dico che il problema non esista: se non sbaglio si chiama disease mongering, è l’inventarsi malattie, la medicalizzazione di ogni evento della vita, l’abbassamento continuo delle soglie massime di vari parametri fisiologici (vedi proprio il colesterolo).

      Ma da qui a dire che tutta la ricerca sull’alimentazione degli ultimi tot decenni sia stata deviata per volere delle solite cattive multinazionali, ce ne passa. Eccome, se ce ne passa. Se poi vogliamo crederci per sentirci giustificati quando ci ingozziamo, è un’altro paio di maniche.

    13. Farmaci anti carboidrati? Veramente ci stanno già pensando. Guarda questo articolo: si parla dell’ipotesi che il fruttosio fornisca il naturale nutrimento per il cancro al pancreas:

      http://www.reuters.com/article/2010/08/02/cancer-fructose-idAFN0210830520100802

      Alla seconda pagina c’è scritto testualmente:

      Now the team hopes to develop a drug that might stop tumor cells from making use of fructose.

      Quando l’ho letto sono rimasto basito. Un farmaco? Ma smettere di assumere fruttosio non sarebbe sufficiente?

    14. La spiegazione di quello che dico può essere facilmente trovata nei libri di Uffe Ranvskov e Malcolm Kendrick (per citare i due scettici più famosi). In questi libri vengono analizzati tutti gli studi (Framingham, MONICA, MRFIT e altri) che avrebbero dimostrato la correlazione (che ricordo, non sarebbe sufficiente da sola!) e si dimostra che di correlazione ce n’è davvero poca, praticamente non c’è (per esempio si scopre che per le persone anziane il colesterolo è correlato positivamente con la durata della vita).

      Se pensi che possa valerne la pena ti consiglio, spassionatamente, di dargli una lettura.

    15. Avatar Woland ha detto:

      Paolo, non mi sono spiegato: questi lavori possono anche essere stati scritt da gesù cristo in persona, ma se non sono pubblicati su una rivista scientifica ma su Amazon c’è una ragione: che valgono come un due di picche quando la briscola è fiori.

    16. scusi, ma io le potrei citare allora decine di libri di medici con teorie nuove, innovative, bizzarre per la cura del cancro,
      è per complotto se la loro strada nell’universo scientifico si è conclusa presto?
      io credo che prima di avvalorare una teoria innovativa bisognerebbe avere competenza con quella classica,
      lei ne ha?

    17. Avatar Paolo Pupi ha detto:

      Ci vorrà anche della fatica (e ci macherebbe altro!), ma se mi espongo con una “teoria” “rivoluzionaria”, eh allora non basta proprio per avere un briciolo di credibilità portare come fonti il sito dell’illustre omeopata, che si esporrà anche, ma si accredita autore solo ed esclusivamente di:”Rimedi casalinghi per il benessere di tutta la famiglia”, “Mangia Grasso e Vivi Bene”, “Manuale di Fitoterapia” e “Le Nostre Piante Medicinali”(il che lo rende credibile più o meno quanto Topo Gigio quando parla di aviaria nè il sito di Amazon nè il link ad un libro (perchè non è pubblicazione scientifica!).

    18. Io potrei anche mettere dei link a pubblicazioni scientifiche, ce ne sono parecchi che porterebbero acqua al mio mulino ma, per favore, vorrei evitare la guerra delle pubblicazioni (“io ne porto più di te”, “la mia è più attendibile”, “la tua è finanziata dai produttori di uova” eccetera) e iniziare a ragionare, sempre che se abbia la voglia, “da uomo a uomo”. Fin’ora ho visto soprattutto attacchi personali e ironia sulle fonti, ma non ho visto nessuno smentire i fatti che ho indicato nell’articolo (o spiegare l’affermazione del dottor Castelli) con altri fatti.

      Come spiegare ad esempio quello che disse Ancel Keys nel ’97: “There’s no connection whatsoever between cholesterol in food and cholesterol in blood. And we’ve known that all along. Cholesterol in the diet doesn’t matter at all unless you happen to be a chicken or a rabbit.”

      Ecco, se lo dice pure lui…

      P.S. un po’ di link interessanti anche ad articoli scientifici li puoi trovare nella mia pagina di Facebook, a cui puoi accedere cliccando sul mio nome qua sopra.

    19. Avatar Andrea ha detto:

      Non si chiama guerra delle pubblicazioni, si chiama metodo scientifico. Io faccio un esperimento e vedo A, tu lo rifai e vedi A anche tu, oppure vedi B e allora si ragiona sul perche’ io ho visto A e tu B. Inoltre i lavori scientifici sono peer reviewed, quindi i reviewer possono chiedere altri esperimenti e chiedere il perche’ di certi metodi statistici utilizzati, ad es. S
      e io scrivo un libro non c’e’ nessun controllo sul grado di affidabilita’ di quello che dico, posso tranquillamente fare cherry picking a favore della mia tesi o prendere dati pubblicati da altri e trarne conclusioni errate.
      Nella scienza quello che e’ pubblicato su Amazon non conta.

    20. Avatar svante ha detto:

      scusa se rispondo qui, ma volevo chiederti delucidazioni su quella dichiarazione di castelli che riporti. visto in quello che ho letto dice esattamente il contrario sarei curioso di sapere da dove hai preso quella frase per provare a contestualizzarla. grazie.

    21. La frase arriva dagli archivi dello studio, ti riporto la versione originale così puoi ricercare da solo:

      From the Archives of Internal Medicine: “In Framingham, Massachusetts,” admitted Dr. William Castelli, “the more saturated fat one ate, the more cholesterol one ate, the more calories one ate, the lower people’s serum cholesterol.”

    22. Avatar svante ha detto:

      sì però la frase continua così:

      The opposite of what one saw in the 26 metabolic ward studies, the opposite of what the equations provided by Hegsted et al2 and Keys et al3

      tagliare a metà il discorso di uno scienziato per fargli dire quello che non pensa non mi sembra molto corretto. e non penso uno scienziato che ha scritto l’articolo che posto a seguire (e molti altri che ci sono su pubmed) possa essere un buon esempio per la tua causa:

      Making practical sense of clinical trial data in decreasing cardiovascular risk

      William P. Castelli
      a Framingham Cardiovascular Institute, Framingham, Massachusetts, USA

      Available online 27 August 2001.

      Abstract

      Clinical studies now affirm what epidemiologic evidence has long suggested—that a broad range of patients can benefit from lipid reduction, including those without overt coronary artery disease and only moderate lipid elevations. Together, these studies suggest that current goals for cholesterol reduction may not be sufficiently stringent to slow the epidemic of heart disease in this country and that aggressive lipid lowering may be just what the doctor should order.

    23. Avatar Francesco ha detto:

      Svante, Andrea, il vostro tentativo di impostare il discorso con la dovuta scientificità è encomiabile ma mi sembra un inutile sforzo. qui, in un sito che apprezzo e mi diverte, quando si parla di questioni un po’ più tecniche, siano ogm o agricoltura, o di multinazionali (cattive x definizione che neanche la spectre, e big pharma non fa eccezioni..) non c’è verso di ragionare con l’unico metodo che la scienza conosce. le frasi si tagliano, si cuciono e mangiare tonnellate di grassi diventa il massimo. io non parlo di fisica teoretica perchè non ne so nulla, ma il mio approccio è evidentememnte perdente.
      saluti
      ps già la fonte dell’articolo da il benchmark del tutto, anzi per la prossima puntata sugli ogm consiglio agli amici di dissapore di citare come fonte la puntata di “Mistero” andata in onda su italia 1 qualche giorno fa…

    24. Avatar svante ha detto:

      ho trovato il testo, e quell’abstract finisce così:

      Eventually, diet intervention trials were done, and where the follow-up got out beyond 3 years, they all show the same thing. The larger the percentage fall in cholesterol, the larger the percentage fall in CHD.

    25. Forte ‘sto Castelli! Tiene sotto controllo una cittadina di 10.000 abitanti (immaginati il costo), non trova i risultati che si aspetta e allora dice che hanno ragione gli altri. E allora cosa lo ha fatto a fare lo studio?

      P.S. sapevo benissimo che le conclusioni del Framingham fossero impostate sulla necessità di ridurre i grassi, non c’era bisogno che me lo venissi a dire tu. Ho citato la frase di Castelli, come quell’altra di Keys che ho messo in un altro commento, perchè è piuttosto strano, per non dire sospetto, che uno come lui arrivi dire una cosa del genere.

    26. Avatar svante ha detto:

      hai citato una frase fuori contesto a sproposito facendo dire ad una scienziato l’esatto contrario di quello che ha pubblicato per anni. eora sgamato dici pure che è comunque sospetto? se tagli e incolli quello che ti pare per forza ne viene fuori una dichiarazione “sospetta”!?!?

      nel merito, in quel passaggio castelli si riferiva al fatto, ora risaputo ed accettato, che l’importante non è il colesterolo totale, ma come è ormai risaputo, il rapporto HDL/LDL.

      tra l’altro lo stesso autore ha scritto questo altro articolo:

      The folly of questioning the benefits of cholesterol reduction – Editorial

      Author: William P. Castelli
      Date: Feb 15, 1994

      http://www.drplace.com/The_folly_of_questioning_the_benefits_of_cholesterol_reduction_-_Editorial.16.20740.htm

      il titolo parla da solo.

    27. E allora vai a leggere questi spero ti siano utili:

      http://www.theheart.org/article/284107.do

      http://www.foodnavigator.com/Science-Nutrition/Saturated-fats-not-linked-to-heart-disease-Meta-analysis

      P.S. non capisco perchè il primo link a volte funziona e a volte mi chiede l’accesso. Nel dubbio incollo quello che c’è scritto:

      Low cholesterol linked to higher all-cause mortality
      Thu, 02 Aug 2001 22:30:00 | Susan Jeffrey
      Download slides

      London, UK – Startling new data from the Honolulu Heart Program show that elderly men with the lowest cholesterol levels actually appear to face a greater risk of all-cause mortality over time than those with higher levels, particularly if their low cholesterol levels are long-standing. The new findings are published in the August 4, 2001 issue of the Lancet.1

      Authors led by Dr Irwin J Schatz (University of Hawaii at Manoa, Honolulu) suggest that their findings appear to “cast doubt on the scientific justification for lowering cholesterol to very low concentrations (<4.65 mmol/L) in elderly people."

      I think we should be much less aggressive in treating cholesterol in older folk.

      "It has changed my practice," Schatz told heartwire in an interview. "I no longer lower serum cholesterol in the elderly as aggressively as I used to, and I think until we find out a little more about what this means – and it may take a while – I think we should be much less aggressive in treating cholesterol in older folk."

      That is not to say that high cholesterol should not be treated in these older patients, he added, but their data indicate target levels around 200 mg/dL may be ideal for more elderly patients.

  9. ha ragione, è tutto il pomeriggio che nessuno le da risposte in merito, in più grazie all’ultimo grafico mi stò quasi convincendo;
    solo un favore, lunedì mi dovrebbe fare la cortesia di venire in ospedale e reimpostare la dieta e la terapia di tutti i pazienti ricoverati, io sono un novizio,ancora non ho il coraggio, ma è ora di iniziare a fare sul serio!

    1. Quando il mondo si convincerà (non manca molto, penso qualche anno), allora lo farà anche lei.

    2. ora sono sincero e le chiedo realmente perdono per l’ultima facile ironia, volevo chiudere questa lunga discussione dicendole che non credo, che la teoria da lei sostenuta sia errata a priori, ma si è troppo generalizzato!!
      e le piaccia o no ci vogliono purtroppo le evidenze scientifiche, non le supposizioni

    3. grazie, ovviamente accetto le scuse. Comunque, se le scappa un attimo di tempo, provi ad approfondire. E’ vero che ci sono in giro un sacco di teorie balzane ma qui il numero di medici che si stanno convincendo sono sempre di più e francamente mi sembrano persone a posto.

      Mi pare non si possa discutere l’importanza dell’argomento (secondo me è cruciale specie in ottica di prevenzione dei disturbi degenerativi) per cui credo valga la pena provare a guardare. Saluti e grazie.