Continuiamo a farci del male, continuiamo a mangiare le insalate in busta

Chi legge può alternativamente scegliere di: (1) Smettere subito, tanto per cucinare come dice Dissapore servono un sacco di tempo e un sacco di soldi. Oppure: (2) Proseguire scoprendo che le insalate pronte, son pronte più che altro per essere lavate. Oggi vi offriamo un nuovo buco della serratura da cui osservare il mondo delle insalate in busta, o se preferite, ortaggi di IV gamma, che da bravi italiani con zero tempo da perdere dietro a fisime tipo migliorarsi la vita, consumiamo come nessun altro paese europeo. Un vero mistero verde. Infatti per comprarle ci si deve svenare, secondo il settimanale il Salvagente cui appartengono molti dei dati citati in questo post, un kg di lattuga in cespo costa incluso lo scarto, 1.68 euro al kilo, mentre il prezzo medio dell’insalata pronta è di 9 euro al kg. Setteeuroetrentadue di differenza.

Poi ci sarebbe la questione igiene.

Sì perché le insalate in busta, nonostante i prezzi poco digeribili, spesso sono contaminate. Altro che: “tagliata, lavata, asciugata e pronta da condire” come spesso si legge in etichetta, l’insalata in busta non è sterilizzata né pastorizzata, e restando a tutti gli effetti un prodotto fresco è soggetta alla contaminazione e all’aumento dei batteri con il passare del tempo, soprattutto nei frigoriferi di casa.  Il Salvagente ha condotto analisi di laboratorio su alcuni campioni con risultati poco rassicuranti. Chi va meglio costa quanto una manovra economica (Bonduelle 15,80 euro al kg, Dimmidisì 18,28 euro al kg). Ma la misticanza Foglia Verde a marchio Eurospin è risultata positiva all’Escherichia Coli, un batterio non esattamente gradito visto che indica il contatto con la materia fecale. La presenza del germe può indicare che l’insalata è stata concimata col letame o irrigata con acqua di fogna, eppure è tutto legale. Perchè una proposta di legge del 2008 che fissa limiti certi alla contaminazione probiotica delle foglie di insalata in busta non è ancora stata approvata.

Senza permettermi di dire che però la lattuga in cespo è più fresca, che però basta un minuto per lavarla, che però costa infinitamente meno, che però, vi invito a leggere i risultati del test di Altroconsumo. E a lavare sempre le insalate pronte.

Foglia Verde, misticanza.

Marca: Eurospin, prezzo al kg: 13,52 euro, stato igienico: mediocre, escherichia coli: presente, lieviti e muffe: buoni. In etichetta c’è scritto: “Pronta da mangiare”.

Bonduelle, gran mix gustoso.

Marca: Bonduelle, prezzo al kg: 15,80, stato igienico: buono, escherichia coli: assenti, lieviti e muffe: buoni. In etichetta c’è scritto: “Pronto da condire, senza conservanti, garantito igienicamente”.

Conad, gran mix.

Marca: Conad. Prezzo al kg: 14,24 euro, stato igienico: medio, escherichia coli: assenti, lieviti e muffe: medi, in etichetta c’è scritto: “lavata, asciugata e pronta da condire”.

Coop, insalata fantasia.

Marca: Coop, prezzo al kg: 4,80 euro, stato igienico: medio, escherichia coli: assenti, lieviti e muffe: medi. In etichetta c’è scritto: “Pronta da condire”.

Dimmidisì, fresco raccolto lattughino.

Marca: Dimmidisì, prezzo al kg: 18,28, stato igienico: buono, escherichia coli: assenti, lieviti e muffe: buoni. In etichetta c’è scritto: “Accuratamente selezionata. lavata e tagliata”.

Il melograno, insalata mista con rucola.

Marca: Il Melograno, prezzo al kg: 6,96, stato igienico: medio, escherichia coli: assenti, lieviti e muffe: medi. In etichetta c’è scritto: nessuna indicazione.

Carrefour, insalata tre gusti.

Marca: Carrefour, prezzo al kg: 4,16 euro, stato igienico: medio, escherichia coli: assenti, lieviti muffe: medi. In etichetta c’è scritto: “Pronta da condire”.

Ortobell, insalata mista.

Marca: Ortobell (Todis), prezzo al kg: 5,56 euro, stato igienico: buono, escherichia coli: assenti, lieviti e muffe: medi. In etichetta c’è scritto: “Selezionata, tagliata, lavata e asciugata”.

Sab Ortofrutta, insalata mista.

Marca: Primo prezzo Carrefour, prezzo al kg: 5 euro, stato igienico: medio, escherichia coli: assenti, lieviti e muffe: medi. In etichetta c’è scritto: nessuna indicazione.

[Crediti: Il Salvagente]

Massimo Bernardi Massimo Bernardi

13 Dicembre 2010

commenti (91)

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  1. uffa !!! non bastava Petrini a farmi sentire una chiavica …. SGRUNT 🙁

    io la compro e la mangio … dacci oggi il nostro pane quotidiano e posta qualcosa di simle per quella “fresca”

    grazie 🙂

  2. Avatar enzo pietrantonio ha detto:

    Quelle poche volte che metto piede in questi grandi magazzini, che voi umani chiamate IPERMERCATI, mi fermo sempre qualche minuto ad osservare gli sfigati di turno che acquistano la loro bella insalatina imbustata, selezionata, tagliata, pulita, pronta per essere condita e mangiata. E rido, pensando a quanto l’essere umano possa farsi stupido.

    1. Avatar Alessandra ha detto:

      Prima di parlare (per niente!!) bisognerebbe informarsi su tante cose, e non leggere un articoletto diffamatorio e fare affermazioni assurde come queste (enzo pietrantonio) le cose che potrebbero farti ridere sono anche altre ad esempio i milioni di fast food che propongono cibi sicuramente meno salutari di un insalata in busta o i centinaia di prodotti in vendita ovunque che contengono grassi animali quali strutto , conservanti , coloranti cose di cui almeno le insalate in busta sono prive……dunque dovresti passare la vita a ridere così non ti resterebbe il tempo di insultare e offendere il serio lavoro di migliaia di persone tra i quali contadini che si fanno il mazzo, agronomi, operai, tecnici di laboratorio etc che ruotano intorno a quella che noi “umani ” chiamiamo “insalata imbustata, selezionata, tagliata, pulita, pronta per essere condita e mangiata”.cordiali saluti

    2. Avatar enrico ha detto:

      Visto la presenza di E. coli, intorno all’insalata in busta ruota anche qualcos’altro non proprio nobile

    3. Avatar Alessandra ha detto:

      e sugli affettati e sulla carne ruota la toxoplasmosi , sulle conserve e altro ruota il botulino, sulle uova la salmonellosi etc etc….quindi???? i batteri sui cibi sono infiniti….sfido qualcuno a fare l analisi dei propri frigoriferi e a trovarli totalmente privi di qualsiasi batterio. io non giustifico la presenza di escherichia coli ma ci sono milioni di fattori che bisogna prendere in considerazione, primo tra tutti la buona conservazione del cibo stesso che a volte esula dalla volonta e dalle possibilità delle aziende che NON SONO TUTTE UGUALI…questo vale per chi fa macchine, biscotti, prosciutti,vestiti, cosmetica etc etc etc….questi generalismi e allarmismi sono di un riduttivo che offende veramente chi si impegna quotidianamente nel proprio lavoro, nelle aziende che investono centinaia di migliaia di euro in qualità e ricerca: analisi di laboratorio, controlli, tecnologie all’avanguardia, ricerche varietali etc. A quelli che comprano la verdura fresca e che preferiscono risparmiare 2 lire e che sono liberissimi di farlo dico solo che quella verdura non è l’acqua santa come l’insalata in busta non è il diavolo e infatti posso affermare con certezza che su quella stessa verdura non vengono fatti invece tutti i controlli a cui è sottoposta di fatto l’insalata in busta. Io forse sono di parte ma è proprio perchè conosco il settore che posso permettermi di parlare con coscienza di causa. E parlo come madre e non come addetta marketing.

    4. Avatar MAurizio ha detto:

      Oddio. Adesso dobbiamo preoccuparci di non turbare gli animi degli “imbustatori di insalata” ??
      Quelli che la pagano al contadino 50 cent al kg e la rivendono con il certificato di Bulgari ???
      Immagino come siano felici i contadini nel vedere il loro prodotto così valorizzato …

    5. Avatar enzo pietrantonio ha detto:

      Se c’è gente disposta a pagare una lattuga 15 euro al kg o della rucoletta 30 euro a passa continuerò a farmi una grassissiama risata…
      E poi cosa centra il rispetto per chi lavora per Bonduelle e affini? Il mio è un semplice discorso economico.
      ho forse parlato di salubrità, conservanti e via discorrendo?
      Non mi pare. 🙂

    6. Avatar Leone ha detto:

      Un conto è il giudizio ” morale”, ben altra cosa è il giudizio tecnico: non confondiamo un prodotto che contiene strutto, con uno che è contaminato da batteri.

      Uno fa male, l’altro è illegale !

    7. Avatar Nomeluca ha detto:

      si vede che non hai di meglio da fare!

  3. Avatar enzo pietrantonio ha detto:

    su mauro non te la prendere ma pagare una lattuga 15 euro il chilo, della rucoletta di serra quanto se non più di un prosciutto di Parma non può che farmi sorridere.
    Se poi penso che tanta di quella gente si infila magari per 20 minuti sotto una lampada abbrozzante o perde intere ore a chattare su Facebook allora mi sgnanascio proprio di risate.

    1. sul prezzo hai ragione, e anche sul tempo speso in modo diverso

      ma il punto e’ proprio quello: supponi che io preferisca impiegare il mio tempo a chattare oppure a leggere un libro o guardare un film

      e poi personalmente la scusa “non ho tempo” la uso poco, uso molto piu’ spesso quella vera … che e’ “non ho voglia”

      pero’ tra tutti mi avete mezzo-convinto, la prossima volta compro qualcosa di fresco e vedo ome va con la mia non voglia

      🙂

  4. Avatar Enrico Marsili ha detto:

    Ma che coincidenza! Sapete come faranno ad abbassare il prezzo di quest`insalata, a migliorarne la sterilita`, e a garantire una lunga conservazione? Non lo posso dire in dettaglio, se no mi cacciano, ma vi dico che la soluzione e` in un cielo freddo.
    Tecnologia avanzata a parte, basterebbe perderci un minuto per il lavaggio…

  5. Avatar Ezio ha detto:

    Massimo mi hai fatto passare la voglia di mangiare insalata confezionata… Questione igiene a parte: come è giustificata la differenza di prezzo tra Dimmidisi e Carrefour? Solo costi pubblicitari?

  6. Avatar enzo ha detto:

    Cucinare diventerà un’attività casalinga estinta, come filare, tessere, ricamare. Nessuno ha più voglia, neanche di tagliare l’insalata, neanche di buttare due spaghetti in pentola. Oggi è S.Lucia, un giorno speciale a Palermo. Tutti, ma proprio tutti, mangiano le arancine, e altre cose di commovente bontà. Mia moglie, con l’aiuto di nostra figlia, ne ha preparato una quarantina, alle otto io ho cominciato a friggerle, e a cena eravamo in tanti a mangiarle. Buonissime, come sempre, ma tornando a casa ho notato davanti alle rosticcerie file lunghissime di gente che era a turno da ore e ore per comprarle già pronte. Al solito, il tempo per stare in piedi al freddo ad aspettare il turno lo trovano, ma mettersi in cucina per le stesse due ore MAI, proprio non si può mettersi un grembiale e arrotolarsi le maniche, rischiando di schizzare di olio e di sugo la cucina immacolata!

    1. Avatar enzo pietrantonio ha detto:

      Parole sante, santissime. E quella gente da lei descritta è la stessa che durante l’attesa si lamenta del fatto che le arancine costano caro … 🙂

  7. Parlando di igiene.
    Ma se uno acquista l’insalata fresca, la lava e poi la fa analizzare chi ci assicura che questi batteri e muffe non ci siano.
    Quando acquisto della marulla, i cespi sono cosi grandi che mi bastano per 2 – 3 volte. Quindi la lavo tutta e poi la centrifugo per asciugarla, e la mangio in 3-4 giorni. Potrebbero essersi formate delle muffe…. cosa facciamo la rilaviamo.
    Poi per il batterio coli non sono sicuro che con il lavaggio sia sufficiente la sua eliminazione…..?!

    1. Avatar schatten ha detto:

      Quel che dici e’ vero, di solito faccio anch’io cosi’ per evitare di dover lavare e centrifugare ogni volta, un’operazione che detesto. Confesso che non mi sono mai posta il problema. Comunque avremo se non altro mangiato batteri costati meno di 9 euri al kg…

    2. Avatar gianluca ha detto:

      io lavo solo quella che mangio.
      per due motivi: primo perchè lavare e centrifugare poche foglie è un’operazione molto più veloce, infatti se l’insalatiera è mezza vuota diventa tutto più semplice. secondo perchè secondo me quando è sporca si mantiene meglio, cioè una volta che è lavata dura di meno in frigorifero, non so perchè però.

  8. Avatar Lizzy ha detto:

    Per carità, tutto vero. Quando posso, l’insalata la compro al mercato, scartandone oltre la metà. A conti fatti, non è che sia tanto piú economica di quella in busta… Dovró rassegnarmi a coltivarla. 🙁

    L.

  9. Avatar Lara ha detto:

    Non è sufficiente un lavaggio con acqua per eliminare la contaminazione batterica dalle superfici di taglio (perchè è lì che si annidano i microrganismi delle insalate già tagliate in busta).

    1. Se l’insalata in busta viene lavata con una buona dose di bicarbonato, si incorre in ulteriori rischi?