di Leonardo Romanelli 29 Agosto 2011

Ho avuto l’idea della dieta d’agosto al primo anno di collaborazione con la guida Ristoranti de l’Espresso, quando il curatore era Edoardo Raspelli, il corposo volto Tv di Mela Verde. A luglio mi ero divertito visitando un gran numero di ristoranti, nessun piatto era troppo grasso per me, nessuna cena troppo estrema. Risultato: + 10 chili in un mese.  Nel frattempo, partecipavo anche alle degustazioni della guida Vini del Gambero Rosso, decine di bottiglie da testare in un solo giorno. Il rischio di ammalarsi era molto concreto.

Avevo bisogno di staccare, ma senza troppe rinunce verso la nuova professione, inclusi gli eccessi, l’esaltazione, vorrei dire la pornografia del cibo. Infatti, non ci voleva molto per capire che in molti casi la critica gastronomica era solo una scusa per bere e mangiare. Dunque, quando farlo se non in vacanza?

Mi sembra di sentirvi: “idea perlomeno imprudente”. In vacanza le tensioni si allentano, siamo più auto-indulgenti, aprire allo stravizio è la regola. Non per me. Durante l’anno, non mi ci vedo a mangiare morigerato o bere acqua perché il giorno dopo ho in agenda un altro ristorante. Però riesco a farlo benissimo nella calura d’agosto.

Gli obiettivi di una radicale dieta d’agosto sono tanti. Perdere peso, abbassare trigliceridi, colesterolo e gli altri valori, depurare sì l’organismo ma anche il cervello, dimostrando per prima cosa a se stessi di non dipendere da cibo e alcol (presente  Sherlock Holmes, detective nato dalla penna di un grande scrittore, che quando deve meditare causa indagini non mangia per giorni? Ecco, uguale).

Non dovendo oltrepassare agosto la dieta impone scelte drastiche.

1) Non posso accettare alcun tipo d’invito. Per un mese devo fingere di trovarmi nella giungla del Borneo malese.

2) Non posso ingerire alcun tipo di alcol. Che detto così, vista l’afa di agosto, non suona male. Ma champagne, bianchi freschi e altri alcol rappresentano sempre una bella tentazione.

3) Non posso usare nessun tipo di grasso in cucina. Per ovvi motivi, e perché il piatto saporito chiama l’abbinamento calzante col vino, un cane che si morde la coda.

Né allora né oggi ho interpellato alcun dietologo, fidando nelle trascorse esperienze da atleta, nelle nozioni di merceologia, nelle molte letture.

La dieta durante le vacanze (che incuriosisce molto gli amici) prosegue da 10 anni ormai, e ogni fine-agosto peso sempre 10 kg meno dell’inizio. Cosa mangio? Ehhh, saperlo.

Continua…

[Crediti | Immagine: Grub Street]