di Sara Porro 4 Giugno 2012
coca cola

Michael Bloomberg, il sindaco di New York soprannominato “The Nanny”, “La Tata”, per il suo stile paternalistico, ha annunciato una proposta di legge che metterà al bando la vendita in somministrazione – quindi bar, ristoranti e cinema – di bibite gassate in porzioni superiori al mezzo litro.

La conferenza stampa – qui sotto – mi ha ricordato le immagini che passano al Tg quando viene scoperta una grande quantità di armi (in lessico giornalistico inevitabilmente “arsenale”) o di esplosivo (“santabarbara”) e sul tavolo ci sono fucili di fabbricazione sovietica e granate, mentre il militare responsabile dell’operazione commenta con voce grave.

Ecco invece i nemici della patria: non mucchi di AK47 bensì porzioni XL di bibite zuccherine: le bibite con edulcoranti artificiali, come la Coca Light, sono salve – in quanto a basso contenuto di calorie.

Ma come funzionerà questo provvedimento all’atto pratico? In sostanza, chiunque serva bibite zuccherate in porzioni superiori ai 50 cl sarà sanzionato vietandogli di vedere la puntata finale della seconda serie di Game of Thrones con una multa di 200$.

Con circa il 50% degli abitanti della città in sovrappeso, e le spese mediche legate all’obesità a 7,6 miliardi di $ all’anno – una cifra in crescita costante – la situazione è senz’altro grave.

Ma la soluzione è seria? Incredibilmente, molte delle proteste che la proposta legislativa ha suscitato non si sono concentrate tanto sulla possibile inefficacia della proposta quanto sull’attacco che costituirebbe alle libertà personali. “Con che diritto il Sindaco Bloomberg limita la mia libertà di bere un litro di bibita gassata tutto insieme?” si indigna il blog Moonbattery. “E pensavamo di vivere nella terra dei liberi!”.

In realtà, se uno va al cinema e ritiene di aver bisogno di almeno un litro di Coca-Cola per lavare giù la confezione maxi di, poniamo, cioccolatini su cui si è fatto versare il burro per i popcorn (mugolando “Nuotate, piccolini, nuotate” – Homer Simpson insegna) è sufficiente che ordini DUE BICCHIERI da 50 cl. Tutto qui. Sembra una limitazione piuttosto ridotta delle libertà personali, ma del resto viviamo in Europa e siamo abituati a farci dire dallo Stato cosa dobbiamo fare, e tutto sommato ci troviamo abbastanza bene così.

Altra cosa abbastanza vistosa da una soggettiva europea è che le porzioni negli Stati Uniti sono pantagrueliche. La prima volta che sono stata da Starbucks e ho ordinato un caffè mi hanno chiesto se lo volessi small, medium o large, e nel dubbio ho detto medium – per poi scoprire che corrisponde a mezzo litro di caffè. Mezzo litro di caffè è quanto ne bevo in un mese. Non è andata meglio con il frappuccino, il beverone ghiacciato al latte e caffè, variamente aromatizzato, che induce terribile e inevitabile colite all’europeo che lo approcci incautamente.

Se il bando verrà approvato, servirà a qualcosa? Educherà i newyorkesi a porzioni più umane? Li porterà a farsi delle domande sulla quantità di cibo spazzatura che ingurgitano? Ma soprattutto: cosa ce ne faremo di tutta la Coca-Cola che avanza? A questo proposito, meglio vagliare la Lista di 12 cose da fare con la Coca-Cola a parte berla, come “allentare i bulloni” e “scolpire i capelli”.

[Fonti: Moonbattery, The Pollo Web. Immagini: theimproper.com]