Il tè (Camelia sinensis) è la pianta da cui si ricava la bevanda omonima, seconda per diffusione solo all’acqua. In base ai processi cui sono sottoposte le foglie dopo il raccolto, distinguiamo diversi tipi di tè: nero, bianco, verde, oolong. Mentre il tè verde non subisce processi di fermentazione il tè nero sì, e questi processi portano alla degradazione di alcune sostanze contenute nella pianta. Il tè, oltre a fornire una discreta dose di sostanze psicoattive (caffeina, teofillina, teobromina) contiene anche una classe di preziosi antiossidanti: le catechine.

Specie nel tè verde, in cui i processi di ossidazione vengono bloccati attraverso trattamenti termici subito dopo il raccolto, le catechine si conservano inalterate. L’effetto di questi antiossidanti nella prevenzione di diversi tipi di cancro (prostata, ovaie, etc..) è stato ampiamente studiato in laboratorio eseguendo sperimentazioni sui ratti che hanno dato buoni risultati. La fase successiva sono i cosiddetti studi epidemiologici, cioè, gli studi che prendono in esame campioni di popolazione con abitudini alimentari diverse, e valutano l’incidenza di una certa patologia in quei campioni.

Ora, La Stampa cita uno studio australiano che mette in relazione il consumo di tè verde e la minore incidenza del tumore all’ovaio. E noi cosa facciamo, mettiamo subito il boiler sul fuoco e corriamo a comprare quintali di tè verde?

Ma cosa dice esattamente lo studio? Basta tradurre tre righe delle conclusioni.”Riassumendo, questo studio dà qualche supporto all’ipotesi che il tè verde protegga dal tumore, ma siamo stati incapaci di dimostrare un forte effetto protettivo del tè verde.”

Perché?

Uno dei motivi, come ammettono gli autori, è lo stile di vita mediamente più sano delle donne che consumano tè verde. Mangiano più vegetali freschi, fanno più attività fisica, eccetera, quindi è difficile attribuire al solo tè verde la più bassa incidenza dei tumori.

Una storia analoga, ma di segno contrario, è quella dell’acrilamide. L’acrilamide è una sostanza considerata da tempo tossica per l’uomo e che per i soliti ratti da laboratorio, si è rivelata anche un potente agente cancerogeno. Nel 2002 l’agenzia svedese per il controllo del cibo ha scoperto che tracce di acrilamide sono presenti in molti alimenti, in particolare nelle patatine fritte. Buttiamo le friggitrici dalla finestra e ci rifugiamo nei soliti biscotti della nonna?

Ehm, studi successivi hanno dimostrato che l’acrilamide si forma quando i cibi che contengono amidi sono esposti alle alte temperature (160-180 °C), anche i prodotti da forno, non solo in quelli fritti. E’ stato calcolato che circa un terzo delle calorie che ingurgitiamo proviene da cibi contenenti acrilamide. Ma anche qui, quando si passa a studiare gli effetti sugli umani attraverso studi epidemiologici, le conclusioni sono che non ci sono evidenze che l’acrilamide sia un fattore di rischio per la salute. Anche perché i forti mangiatori di patatine fritte hanno un stile di vita nel complesso poco sano (sono in sovrappeso, bevono alcolici, etc) e quindi è molto difficile attribuire solo all’acrilamide un eventuale aumento dell’incidenza del cancro.

Quindi la prossima volta che leggete una notizia sulla nuova sostanza miracolosa o velenosa pensate innanzitutto che uomini e topi sono molto simili ma anche molto diversi, che l’elisir di lunga vita non è stato ancora trovato e dubito che mai si riuscirà a trovarlo, e che per ogni multinazionale interessata a far profitti vendendo OGM e pesticidi nei paesi in via di sviluppo ce n’è un’altra che vuol far soldi vendendo estratti di tè verde e patatine senza acrilamide. Sì, a voi.

[Fonti: La Stampa, Springerlink, Corriere, Pubs]

commenti (24)

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  1. non ho capito una fava. ma le patatine posso ancora mangiarle o no? e soprattutto posso mangiarle con ketchup emaionese?

    1. Avatar Kapakkio ha detto:

      Trnquillo, ma non esagerare 😛

  2. Avatar gianluca ha detto:

    Kapakkio da quando sei diventato editor, mi piace molto come scrivi, bravo 🙂
    molto interessante la conclusione:
    “per ogni multinazionale interessata a far profitti vendendo OGM e pesticidi nei paesi in via di sviluppo ce n’è un’altra che vuol far soldi vendendo estratti di tè verde e patatine senza acrilamide”

    effettivamente c’è una tendenza a condannare solo le multinazionali che vendono ogm, perchè “non è naturale”, mentre la gente quando viene presa per il culo comprando finti rimedi “naturali” sembra proprio non accorgersene

  3. posso spendere due parole a favore degli OGM?

    a favore..bè vediamo.

    l’acronimo sta a significare Organismo Geneticamente Modificato, credo.

    da che mondo è mondo l’uomo haa modificato più o meno geneticamente parlando, cani gatti, mucche, piante anche se con metodi artigianali. Selezionando razze, tipologia di piante, incrociando specie diverse.

    anche se non sono Organismi è riuscito a modificare la composizione della terra dell’acqua dell’aria.

    Ora una domanda. Perchè si rompe tanto il cazzo se qualche scienziato vuole modificarmi la zucchina rendendola resistente ai parassiti e rendendola più gustosa e polposa?
    meglio usare pesticidi e mangiare zucchine mollicce e senza sapore?

    chiedo perchè non sono un esperto e di solito mi fido di chi studia secoli per darmi (a pagamento naturalmente) qualcosa che mi è utile

    sine ira et studio

  4. Avatar Fante ha detto:

    Che bello leggere un po’ di lucida e ragionata analisi.

    E’ imbarazzante assistere all’alternarsi delle panacee: s’è passati dal magnesio, alla papaia fermentata, all’aloe, al fieno greco, la vite rossa….

    Ribadiamolo: è lo stile di vita complessivo a fungere da prevenzione. Per un 50%. Il resto è culo.

    1. Avatar Luca P ha detto:

      si infatti e se il culo è bello aiuta ad allungare la vita… le persone belle sposano i partiti migliori 😉

  5. Avatar dink ha detto:

    In breve non si può dire che il tè verde faccia bene o che le patatine fritte facciano male; generalizzando, non si può dire che un alimento faccia bene o faccia male; ok, ma allora che vuol dire “stile di vita sano o malsano”?
    In che senso le donne che consumano tè verde fanno una vita più sana? Che poi saranno probabilmente le stesse fissate magari coi cibi biologici, il km0, le erboristerie eccetera, è allora questa la vita sana? E i consumatori di patatine fritte andranno magari anche da McDonald, compreranno OGM, roba importata dall’estero, surgelati eccetera, è questo lo stile di vita malsano?

    1. Avatar Kapakkio ha detto:

      Gli OGM e il cibo biologico non c’azzeccano. Ma che il sovrappeso sia un fattore di rischio è fuori discussione, che il fumo faccia male altrettanto, che fare attività fisica e fare una dieta varia ricca di cibi freschi(non biologici) aiuti a campare meglio è fuori discussione, o no?
      Non serve al contario prendersi un concentrato di tè verde tra un hamburger e l’altro senza alzarsi dal divano.

    2. Avatar dink ha detto:

      Ma sono gli stessi ricercatori australiani che sostengono che chi consuma tè verde fa una vita più sana: in base a quale assunto? E, fumo/sport a parte (parliamo solo del cibo per semplificare, altrimenti anche la dieta di Phelps da 4000 calorie è sana), quali sono esattamente e scientificamente i cibi e le bevande che compongono una dieta sana? Se parliamo di sanità dei cibi freschi, le patate sbucciate e fritte sono sane e quelle surgelate no?

    3. Avatar Kapakkio ha detto:

      Sbagli di nuovo, non possiamo limitarci solo al cibo perchè è il comportamento globale, compreso fumo, attività fisica e sessuale che conta e non solo l’alimentazione. E poi io ho scritto: “mediamente più sana” perchè evidentemente le donne che bevono tè verde sono, mediamente, più attente a quello che mangiano rispetto a quelle che bevono cocacola.
      Il messaggio è chiaro: le patatine fritte non bisogna mangiarle due volte al giorno ma nemmeno demonizzarle equesto vale per tutti i cibi. Se poi vuoi far finta di non capire e hai voglia di far polemica continua pure.

    4. Avatar Fante ha detto:

      Io ad esempio quando mangio le patatine fritte da MacDonald, metto il preservativo

    5. Avatar dink ha detto:

      Non è per far polemica: ma mi piacerebbe sapere perché chi beve tè verde faccia necessariamente vita più sana di chi beve cocacola; il che è anche vero, ho letto lo studio e ho visto nelle tabelle che le donne che bevono tè verde (e tè in generale) sono in media più magre, fumano di meno, fanno più sport, eccetera: mancano però proprio indicazioni sulla loro dieta. Qual’è la correlazione, però? Io posso immaginare, ovviamente a livello di mera ipotesi, che lo stile di vita di queste donne comprenda anche mangiare biologico, magari vegetariano, siano contrarie agli ogm, eccetera, ovvero adottino mediamente tutti quei comportamenti e quelle filosofie che singolarmente sono state messe spesso alla berlina dalla fazione “razionalista” (mi si passi il termine) di chi si occupa di cibo; penso anche a quelli che asseriscono che McDonald e CocaCola non facciano male, ma chissà perché poi sono associati sempre ad un uno stile di vita malsano. Che mangiare ogni tanto le patatine fritte (ma le donne che bevono té verde le mangiano?) non faccia male è ovvio, come è ovvio che mia madre che fuma una sigaretta all’anno non rischia per questo il cancro…

  6. Kapakkio@
    gia dal titolo avevo capito che il post era il tuo, cosi come ormai si capiscono glialtri.
    il tuo post mette in luce un problema, che spesso questi nuovi studi li si evincono dai giornali, dove per motvi di sintesi, di comodita o di interessi o non so quali altri, ti fanno capire (quasi sempre) che il risultato della ricerca ha dato quel risultato senza l’ombra del dubbio.

  7. Avatar felix ha detto:

    Scusate ma che ricerca è questa se alla fine gli autori dicono non riescono a dimostrare un forte effetto protettivo del tè verde perchè consumato da donne che hanno uno stile di vita mediamente più sano? Una ricerca seria non dovrebbe essere fatta su un campione omogeneo di persone?

    1. Avatar gianluca ha detto:

      anch’io nella mia ignoranza, dopo tutte le menate su ogm e additivi riguardo le ricerche peer review le riviste autorevoli ecc…ecc…..mi chiedo come possa essere citata come autorevole una ricerca del genere

    2. Avatar claudio ha detto:

      In una ricerca ideale si’. Devi pero’ pensare che gli effetti dell’alimentazione sull’organismo non sono immediati, e quindi non puoi prendere 2000 persone simili e far bere te’ verde a 1000 si’ e 1000 no. Almeno, non per il tempo necessario a vedere effetti. Ovvero anni o decenni.

      Quindi si prendono persone che gia’ consumano te’ verde da 20 anni (o 10, o 5, non ho letto l’articolo) e le si confronta con persone che non lo consumano. E avere un campione totale che sia statisticamente omogeneo e che rimanga tale per 20 anni…

      PS: le ricerche serie comunicano le conclusioni anche quando non sono “dimostrativi”. Anche “non siamo riusciti a dimostrare…” e’ un risultato.

  8. Avatar Maurizio ha detto:

    Personalmente, senza nulla togliere al bravo e simpatico Tomacelli, ho molto apprezzato la svolta “laica” di dissapore sull’argomento BIO-OGM.
    Saluti.

  9. Avatar Chefclaude ha detto:

    Un plauso a Kapakkio per i suoi post.
    Poi una prima considerazione, o un primo interrogativo se volete: cos’è sano. La maggior parte (dissennati o assennati) alla fin fine risponderà, lo stile di vita. Cioè una questione di quadro, di contesto, di variabili dinamiche e concatenate per lo più fuori laboratorio, quindi incontrollabili: insomma, non siamo topi, e andiamo dal medico come si va dal confessore, senza poter confessare il peccato (e quale, poi?). Il medico ti dice: “faccia più sport”, o “dorma di più”, e tu che sei insonne e lavori dodici-quattordici ore al giorno ti viene solo una gran voglia di mandarlo a cagare.
    Sano è sempre troppo individuale, troppo personale, una questione di tensioni miste a piacere; oppure è, dall’altra parte del limite, il non essere costretti dalla necessità e dalla schiavitù del cibo, per esempio (succede ancora per milioni di essere umani).
    La seconda considerazione, legata alla prima: allarmi o scoperte da sensazionalismo giornalistico, da terza pagina di quotidiano. Manipolazione, più o meno idiota, dell’opinione pubblica e delle masse dei consumatori, che un giorno cercano il tè e il cioccolato, perché fanno bene, sono eccitanti, antiossidanti, e il giorno dopo li evitano come la peste perché sono ossidanti e cancerogeni.
    La scoperta e riscoperta continua e confusa di ciò che è sano, e di ciò che fa bene, dell’ultimo elisir, è un fenomeno direi tipico delle società dei grandi numeri, dei forti consumi, e ha poco a che fare con ricerca e laboratorio, molto di più con la distorsione del reale e con il consumo della notizia, che per essere data in pasto ha bisogno di bocche sempre aperte e occhi sgranati nel vuoto.
    Ci vogliono così, è fuori dubbio: pare sempre che qualcuno si stia occupando seriamente della nostra salute, ci avvisano, ci danno delle dritte di interesse comune.
    Vogliono solo conquistare la nostra fiducia, e la fiducia parte dalle piccole cose, di salute, igiene personale, ecc. ecc. Io lo vedo anche un esercizio pericoloso, una forma di abitudine, di addomesticamento, di sostituzione (della critica, dell’autocritica), di indirizzamento dei desideri, che si insinua in una piega oscura tra la “betise” di Flaubert e Orwell: ma io sono stato sempre poco sano.