C’è un “Prodotto dell’anno” per ogni categoria dell’anima

"Eletto prodotto dell'anno": lo abbiano sentito molte volte, ma come funziona questo premio? Quando vale, in termini economici, diventarlo. E soprattuto, perché ogni anno ci sono così tanti "prodotti dell'anno"?

C’è un “Prodotto dell’anno” per ogni categoria dell’anima

Guardando e ascoltando, anche distrattamente, le pubblicità in radio e televisione, tra i vari slogan ormai talmente diffusi da darli per scontati c’è anche “Eletto Prodotto dell’Anno”, con tanto di bollino rosso e bianco esibito con orgoglio dai produttori che se lo aggiudicano: per il 2026 sono stati appena dichiarati i vincitori, ed è quindi il momento di farsi qualche domanda su questa iniziativa.

Come funziona il “Prodotto dell’Anno”

prodotto dell'anno cover

Ad accompagnare il bollino c’è un claim che recita “i consumatori premiano l’innovazione”, ed infatti il premio non viene attribuito dal giudizio di fantomatici esperti chiusi in un laboratorio, bensì da un’ampia ricerca di mercato condotta da Circana, un istituto indipendente che si occupa di analizzare i trend di consumo, su un campione di 12 mila soggetti, in verità altrettanto fantomatici.

Ma come si arriva a far parte di questi dodicimila? Il campione viene costruito per essere lo specchio dell’Italia, quindi include persone di ogni età, a partire dai 15 anni, distribuite su tutto il territorio nazionale. L’unica condizione è che siano utenti internet, visto che i questionari vengono compilati online. Durante l’indagine, a ogni partecipante viene mostrata una serie di prodotti divisi per categorie, con tanto di foto, descrizione e prezzo medio.

Il voto finale si basa poi su un mix di due fattori fondamentali: l’innovazione e la soddisfazione. L’innovazione riguarda la curiosità che un prodotto suscita a prima vista, magari per una nuova ricetta, un packaging più comodo o una tecnologia mai vista prima. La soddisfazione, invece, entra in gioco solo per chi quel prodotto lo ha già comprato e usato, premiando la qualità dell’esperienza reale. Il prodotto che ottiene il punteggio medio più alto nella sua categoria si porta a casa il titolo per un intero anno.

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Curiosando tra i risultati più recenti, si scopre che oggi siamo diventati molto attenti al portafoglio: il 51% degli italiani mette il rapporto qualità-prezzo in cima alla lista delle priorità. Però non guardiamo solo al risparmio, perché cerchiamo anche prodotti che siano facili da usare, sicuri e magari prodotti in modo sostenibile o proprio qui in Italia. È interessante notare come le preferenze cambino con l’età: i più giovani sono molto attenti al design e alle recensioni online, mentre chi ha qualche anno in più apprezza soprattutto le nuove tecnologie e il risparmio di tempo.

Anche se la voglia di provare novità resta alta, visto che circa l’85% delle persone tra i 25 e i 49 anni è pronta ad acquistare le ultime uscite, così come evidenziano i dati di Circana, c’è anche un po’ di scetticismo nell’aria, con circa la metà degli intervistati pensa infatti che spesso i nuovi prodotti non siano poi così diversi da quelli che già si trovano in giro. Una perplessità che francamente condividiamo, perché guardando l’elenco dei vincitori, il concetto di innovazione un po’ ci sfugge, guardando caffè in capsule, frutta secca in sacchettini, ricotta senza lattosio, sughi pronti o salmone affumicato.

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Se dal lato dei consumatori quindi si denota un po’ di sano pragmatismo, viene spontaneo porsi qualche domanda sul perché le aziende partecipino a questa iniziativa, che non è nemmeno a buon mercato: ci vogliono 26 mila euro (per ogni singolo prodotto o servizio) per le grandi aziende e poco meno, 22 mila per le piccole e medie imprese. Costi che includono i 6 mila euro per l’iscrizione alla ricerca di mercato, con uno “sconto” di mille euro per le aziende più piccole, e i 20 o 17 mila per lo sfruttamento del logo del premio per un anno.

Costi a cui, in caso di vittoria, bisogna ovviamente aggiungere quelli del packaging ad hoc. Cifre che per colossi come Barilla, vincitrice quest’anno con la linea Protein+, o multinazionali farmaceutiche o della cosmesi sono certo irrisorie, ma in questi tempi di magra fanno comunque un certo effetto.

Tanti prodotti dell’anno, per tante categorie

Citterio snack prodotto dell'anno

Con 68 prodotti premiati divisi per cinque macro-categorie -Food & Beverage, Prodotti per la casa, Cosmesi e Cura della persona, Finance, Tech e Servizi- il dubbio che si tratti di uno di quei concorsi in cui un po’ tutti si portano a casa una targhetta viene, ma, non conoscendo l’effettivo numero di partecipanti i cui prodotti vengono poi sottoposti, ce lo teniamo, così come se lo tengono le aziende che decidono di candidarsi.

Barilla sbarca in America con la pasta proteica Barilla sbarca in America con la pasta proteica

Certo, dando un’occhiata all’elenco dei vincitori, un po’ di strategia si può fare: in una categoria come quella della pasta è facile prevedere un elevato numero di concorrenti, e lì i muscoli finanziari di chi può permettersi di candidare svariati prodotti si fanno sentire (non ce l’abbiamo con Barilla, ma l’esempio qui è particolarmente calzante), ma in un ambito un po’ più di nicchia come quello dei “salumi snack“, i player sono molto più ridotti, e Citterio questo doveva saperlo bene: con le sue nuove versioni degli stick di salame (con prosciutto crudo e BBQ) ha sicuramente avuto gioco più facile nel portarsi a casa le preferenze dei 12 mila.

In altre parole, e snocciolando altri “Prodotti dell’anno 2026”, premiati tra i marchi della grande distribuzione organizzata, c’è forse una novità notevole quanto la Barilla Protein+, soffermandoci nella categoria Pasta? E non è altrettanto ovvio che la salsa ketchup senza zuccheri di Heinz sia quanto di più palesemente innovativo nella sezione “salse e condimenti?”

heinz zero

Ma quanto vale quindi la vittoria? Sempre secondo i dati di Circana, il ritorno sull’investimento vede aumenti nelle vendite che vanno dal 7 al 10,4%, insieme a vari benefici di immagine (l’84% degli intervistati dichiara di fidarsi del marchio) e da una leva commerciale interessante nelle trattative con la GDO. La prossima volta che vedrete il rivoluzionario nuovo packaging di un olio per frittura o delle innovative mozzarelle ripiene, se il dubbio che queste novità siano un filo ostentate sappiate che non siete soli, e reagite all’elezione del “Prodotto dell’Anno” con la giusta consapevolezza.