cornetto algida di isabella potì; com'è

Inizierò questo assaggio del nuovo Cornetto Algida griffato da Isabella Potì come si converrebbe a un giornalista vero, dalla ferrea integrità ed etica professionale: partendo dai miei preconcetti e dalle mie considerazioni fatte a priori, totalmente precedenti alla prova del prodotto in questione. Sì, perché io questo Cornetto edizione VIP voglio proprio farmelo piacere. Davvero.

cornetto algida di isabella potì; com'è

Perché le premesse sono quelle che piacciono a me. Ben lungi dal gridare allo scandalo per le contaminazioni tra l’industria e il mondo gourmet, suvvia, queste operazioni mi interessano sempre perché possono essere foriere di risultati gastronomicamente interessanti. Si può, si dovrebbe.

Breve fenomenologia dell’industria gourmet

Mi viene in mente un Ferran Adrià di un’era geologica fa, che collaborando con Lay’s (quelli delle patatine di Messi) e la catena di supermercati spagnoli Caprabo, se ne uscì con una serie di ricette, vere, cucinabili. Il pollo impanato nelle patatine, che avrebbe poi servito nel suo primo tapas bar, Inopia, o la tortilla con le patatine, prelibatezza iconoclasta tra il trash e il pop che di questi tempi sarebbe diventata un video virale su Tasty. E in qualche modo virale lo è diventata, riproposta oggi da José Andres (guarda un po’ con le sue chips griffate) o da J. Kenji Lòpez Alt su Serious Eats.

Perché se si collabora con un cuoco dalla personalità gastronomica riconoscibile, questa deve trasparire, altrimenti è un’occasione persa. E parlando di patatine, sapete già dove stiamo andando a parare: già, San Carlo e Carlo Cracco. Vediamola con lo stesso punto di vista. Al netto dei gastrotalebani del nulla che si inalberano per la sua amatriciana o tiramisù, bisognerebbe ricordare che il cuoco vicentino ha sempre avuto sufficiente ironia per servire al suo ristorante canapè e insalata russa, come omaggio allo status di mitica gastronomia di Peck, con cui condivideva la prima insegna sotto via Victor Hugo. Delle patatine potevano tranquillamente trovare un ruolo nel suo menù o quanto meno si poteva fare qualcosa di più che uscirsene con quattro tartine.

cornetto algida di isabella potì; com'ècornetto algida di isabella potì; com'è

Ecco, guardando al Cornetto di Isabella Potì – sul mercato in onore dei 60 anni di Algida – vedo qualcosa che sulla carta sarebbe idealmente compatibile con qualcosa proposto nella carta dei dessert di Bros, il suo ristorante a Lecce. Magari avrei preferito una versione con panna di latte di pecora e ananas laccato alla melassa di melagrana, piatto con cui ha suscitato le ire della sua celebre collega Loretta Fanella, ma apprezzo comunque lo slancio gourmet di Algida.

Anzi, mi auguro che questo sia il primo di una lunga serie. Pensateci, un cornetto di Alessandra del Favero con gelato al koji, polenta di orzo e meringhe di yogurt, o da Riccardo Camanini, con gelato di banana, mandorle e capperi, o da un onnipresente Bottura che magari lo fa cadere e ops!

cornetto algida di isabella potì; com'è

Com’è il Cornetto Algida al limone firmato Isabella Potì

Ma non esageriamo con l’ottimismo. È ora di passare all’assaggio, conscio che concettualmente questo Cornetto non potrà che piacermi.

Quindi? È buono? No.

Al netto della scrosciante lista ingredienti sul retro della confezione, gli elementi caratterizzanti del nuovo Cornetto studiato per la stagione 2019 sono – o meglio, dovrebbero essere:

  • la salsa di caramello salato all’uovo che farcisce il gelato alla panna con vaniglia;
  • la copertura al cioccolato bianco;
  • il gel di limone;
  • i cubetti al caramello;
  • i pezzetti di biscotto ricoperti al cioccolato bianco.

Purtroppo, però, l’illusione di acidità che il gel di limone lasciava premonire è totalmente disattesa così come quella del contrasto del sale del caramello. L’agrume ha l’aroma del detersivo per piatti e ricorda un po’ quelle gelatine alla frutta che si trovano da mixare insieme agli yogurt. Artificiale, come l’opprimente aroma di vaniglia da cui non si può sfuggire e che, esauriti i biscotti e la salsa a cui appigliarsi, rende arrivare in fondo un’impresa rendendo il tutto monocorde e stucchevole. Ma avremo una degustazione più approfondita e completa fatta da palati più esperti del mio.

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Resta l’amarezza (sì, l’ironia gustativa non mi sfugge) di un’occasione sprecata, visto che le premesse erano buone, ma è stata l’esecuzione a mancare. Bisognerà aspettare ancora un po’ prima che l’industria prenda atto delle tendenze sensoriali del momento ed introduca concetti come l’acidità o il contrasto, e se non l’ha fatto in questa occasione di flirt con la pasticceria gourmet non potremo certo aspettarcelo dall’altra novità Algida del 2019: i gelati Kinder. Lì di sicuro non si può sbagliare, anche eccedendo in dolcezza. Avendo ormai appurato che chi cerca gusti adulti non può che fare riferimento al Magnifico (è tornato!), l’unica speranza per vedere pienamente realizzata questa operazione resta Isabella Potì, se volesse proporre questo Cornetto fatto da lei al Bros. Sperando stavolta di non far incazzare la Fanella. E se la prossima edizione limitata fosse sua?

commenti (3)

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  1. Avatar Annamaria Renna ha detto:

    Sono certa che la ricetta ideata dalla signora Isabella Poti’ sia molto differente. Purtroppo le belle ,profumate e goduriose fantasie papillari vengono mortificate e modificati dalle grandi cucine aziendali.

  2. Avatar Carlo T ha detto:

    Non è semplice ideare una ricetta in un laboratorio artigianale rendendola poi riproducibile su scala industriale. Sicuramente il concept sarà stato interessante.

  3. Avatar nucleo controllo cucine ha detto:

    Sì, però, immagino che Isabella Potì abbia assaggiato risultato finale e dato il suo consenso per apporre sulla confezione il suo nome e la sua immagine.
    quindi addurre che la ricetta originale era diversa, a mio parere, non sta tanto in piedi.