di Giovanni Puglisi 24 Febbraio 2020
supermercati coronavirus

La situazione Coronavirus è in pieno sviluppo nel Nord Italia, con focolai ormai accertati in Lombardia e Veneto e misure preventive adottate dalle rispettive regioni (chiusura luoghi di potenziale assembramento e sospensione di attività pubbliche su tutte). La reazione primaria delle popolazioni interessate è stata, in maniera anche comprensibile, quella di correre agli approvvigionamenti alimentari svuotando supermercati e ipermercati, con file chilometriche agli ingressi e alle casse.

Scaffali vuoti, corsie affollatissime, beni non per forza di genere primario terminati per il timore, chissà, di una quarantena in avvicinamento. C’è chi comprende che il pericolo di contagio esiste anche al supermercato e opta, dunque, per la spesa online. Così i siti di Esselunga e Amazon sono andati in down, ieri pomeriggio, mentre i negozi nativi digitali, come Cortilia, hanno modificato temporaneamente il proprio servizio: il cibo si lascia davanti alla porta e per minimizzare i contatti non si attende che il cliente firmi per l’avvenuta consegna. La buona norma delle scatole riciclate, poi, va a farsi benedire in attesa di tempi migliori.

Pur comprendendo la preoccupazione relativa a un possibile isolamento, però, la scelta di correre a rifornire le dispense (che ormai attraversa tutta la Penisola, dal contagiato Nord al centro e sud Italia, dove la situazione dovrebbe essere più serena) ha dei tratti irrazionali che sarebbe meglio evitare di fomentare; al fine di gestire al meglio l’emergenza e persino di evitare maggiori esposizioni al rischio di contagio.

Ecco di seguito alcuni dei motivi per cui non è necessario svaligiare i supermercati:

1 – Non è una carestia!

L’emergenza sanitaria non è in alcun modo correlata a possibili interruzioni dei servizi di approvvigionamento alimentare. È comprensibile la preoccupazione che la situazione degeneri, che vengano interrotte le linee di distribuzione tra l’Italia e l’estero, e che nel peggiore degli scenari possibili si sia costretti a rimanere in isolamento casalingo. Al momento però, fortunatamente, siamo lontani da questo quadro e non vi è necessità imminente di riempire le dispense né di sigillarsi tra le mura domestiche; fermo restando che bisogni adottare da subito le misure di sicurezza consigliate dal Ministero della Salute e dal buon senso.

2 – Non serve fare scorta di beni deperibili

Tra i beni esauriti per primi sugli scaffali dei supermercati, frutta, verdura e carne in vaschetta: beni soggetti a un veloce deperimento che sarebbe meglio acquistare in piccole quantità per evitare lo spreco alimentare e consentire a tutti di approfittare delle scorte. Se proprio dovete mettere al sicuro la dispensa, prediligete prodotti a lunga conservazione.

Mettete in dispensa:

  • Pasta secca
  • Riso
  • Carne e pesce in scatola
  • Legumi secchi e in scatola
  • Latte UHT
  • Olio
  • Patate, carote
  • Cipolle, aglio
  • Spezie e aromi secchi
  • Sostituti del pane, secchi (crackers, grissini)
  • Biscotti
  • Marmellate
  • Verdure in conserva (sottoli, sottaceti)
  • Conserve di pomodoro

3 – Evitate lo sciacallaggio sui sanitizzanti

L’Amuchina in gel e simili prodotti sanitizzanti sono protagonisti assoluti della spesa di questi giorni, tanto da essere spariti prima di tutti da ipermercati e farmacie. È nato anche, curiosamente, un mercato secondario per questo genere di bene – cosa che mai ci saremmo aspettati – che vede gli improvvisamente preziosi flaconcini venduti su Amazon, da privati, a prezzi proibitivi. Potrete produrre il sanitizzante da voi, seguendo la ricetta consigliata dall’OMS (833 ml di alcol etilico al 96%, 42 ml di acqua ossigenata al 3%, 15 ml di glicerina (glicerolo) al 98%, Acqua distillata oppure bollita e raffreddata quanto basta per arrivare a 1 litro) o anche, semplicemente, usando un vecchio trucco che dovreste conoscere bene: lavare spesso le mani con acqua e sapone.

In generale, usate sempre il buon senso, acquistate prodotti che sapete usare bene (niente sacchi di farina se non avete idea che bisogni prima impastarla per consumarla, per esempio) e non fatevi prendere dal panico: anche qualora la situazione logistica peggiorasse, per fortuna siamo in Italia!

Anche se non riuscite a togliervi dalla testa che siamo nel bel mezzo dell’Apocalisse e che a breve gravi interruzioni distributive renderanno indisponibili i beni d’importazione, dunque, ricordate che la nostra terra può contare sulla fortuna di uno straordinario patrimonio gastronomico e agroalimentare; e su una rete di produttori e artigiani che renderebbero possibile in ogni caso approvvigionarsi di ottimi ingredienti locali.