La redazione ha ritenuto che quello di Andrea Tortora fosse il panettone migliore d’Italia per questo 2022, ma i lettori di Dissapore avrebbero scelto Bedussi. Siamo in grado dirlo grazie a Thimus, azienda leader nelle neuroscienze culturali applicate al cibo, che per la prima volta ha collaborato con noi, durante i lavori della nostra annuale classifica dedicata ai grandi lievitati.
In pratica un piccolo gruppo di consumatori ci ha raggiunti al Magico Paese di Natale di Govone, a margine del nostro panel d’assaggio, dove il team di Thimus aveva predisposto EGG e panettone (i primi cinque classificati, rigorosamente in ordine sparso), allo scopo di indagare la loro risposta implicita, nonché il dato neurofisiologico, all’assaggio.
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Insomma, cosa pensano i nostri lettori dei panettoni che noi riteniamo migliori, al di là di ogni condizionamento legato ai marchi di pasticceria cui sono più affezionati e al di là delle nostre opinioni? Ma soprattutto, quanto i nostri lettori sono d’accordo con noi? Abbastanza, vi dirò.
Vince Bedussi
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Il “nostro” secondo classificato è il primo per “voi”, potremmo dire. Guardando alla panoramica complessiva dell’esperienza
Come lo ha capito Thimus? Attraverso l’analisi della Frontal Asymmetry, indice che valuta l’equilibrio naturale dell’approccio (associato all’accettazione e alle emozioni positive) e dell’evitamento (ritiro, emozioni negative) di un individuo in relazione a un compito. Un aumento dell’attività cerebrale registrata nell’area prefrontale destra è associato a emozioni negative, mentre l’attività prefrontale sinistra è associata a emozioni positive.
Come rappresentato dalla freccia verde, il prodotto che in media è stato implicitamente percepito più favorevolmente dal campione è il prodotto di Bedussi. Il prodotto che ha suscitato meno tendenza all’approccio è stato invece il panettone di Stefano Lorenzoni (arrivato quarto in classifica, stando ai voti del panel di Dissapore), come indicato dalla freccia rossa.
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Scendendo nello specifico delle fasi d’assaggio, osserviamo come il panettone di Bedussi sia stato particolarmente apprezzato nel momento del “taste” e dell'”aftertaste” ed è presumibile pensare che la dolcezza della glassa (quello del pasticcere bresciano era l’unico glassato tra i cinque analizzati) lo abbia reso più “familiare” al gusto, più confortevole e gradevole nel complesso.
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Altro parametro, stesso vincitore. L’engagement, che misura il livello di coinvolgimento degli assaggiatori, dà sempre Bedussi vincitore. Noterete come la fase di “taste”, l’assaggio vero e proprio, determini il maggior coinvolgimento dei partecipanti in termini generali, andando poi specificatamente a premiare Bedussi, Lorenzoni e Andrea Tortora.
Panettoni semplici, panettoni complessi
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Quanto più è complesso e poco familiare un prodotto, tanto maggiore è lo sforzo mentale necessario per “decifrare” quel prodotto. La metrica in oggetto, in questo caso, è la cognitive workload. Quali sono i prodotti più comprensibili al palato dei nostri lettori? Il grafico mostra il variare dello sforzo mentale richiesto da ciascun prodotto nelle diverse fasi sensoriali.
Valutazione edonica
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I dati dichiarativi riconfermano che il prodotto di Bedussi è stato fra i più apprezzati. Tuttavia, a livello esplicito, i partecipanti mostrano una leggera preferenza per il prodotto AT Patissier Andrea Tortora, con uno scarto di un solo punto.
Frontal asymmetry vs. valutazione edonica
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La preferenza per il prodotto AT Patissier Andrea Tortora pare essere guidata soprattutto da un’elaborazione cognitiva del prodotto (il livello dichiarativo): di questo prodotto spiccano l’apprezzamento esplicito per l’aroma e il retrogusto, il quale è supportato anche da una tendenza all’approccio a livello implicito.
Bedussi si distingue invece per l’apprezzamento dell’aspetto visivo e della texture orale a livello dichiarativo; il dato neurale sottolinea come la fase di assaggio sia il principale driver dell’approccio verso questo prodotto. Infine, Stefano Lorenzoni globalmente ottiene i punteggi più bassi sia nei dati dichiarativi che nel dato neurale della Frontal Asymmetry, evidenziando una più marcata tendenza all'”evitamento”.
