di Stefania Pompele 14 Marzo 2021
Crema Baci Perugina

Prendi il più iconico dei cioccolatini da GDO – il più romantico e gigione di tutti – e scioglilo. Strizzalo in un barattolino di vetro da 200 grammi con la promessa saprà farci sentire “baciati” ancora da quei sentori di nocciola e cacao come da un amore che si rinnova restando fedele a se stesso. Potevamo non dedicargli una prova d’assaggio? La Crema Baci Perugina di Nestlé – multinazionale svizzera proprietaria della storica azienda di Perugia- entra a gamba tesa nell’affollatissimo mercato delle creme spalmabili.

Ingredienti e prezzo

Crema Baci Perugina

“La Crema Baci è la grande innovazione di quest’anno, creata per far vivere una vera e propria esperienza di gusto nuova e avvolgente che nasce dal cuore di Baci trasformandosi in una morbida crema al gianduia e croccante granella di nocciole a vista“. Così recita la nota stampa di lancio del prodotto già sugli scaffali del supermercato alla non trascurabile cifra di 3,29 euro.

Più di quanto siamo abituati a pagare la Nutella e, visto che il barattolo Ferrero è quello con cui ogni spalmabile si confronta dalla Crema Pan di Stelle in poi, notiamo anche un lieve divario nella tabella nutrizionale. La novità Nestlè ha il 34% di grassi, mentre la crema di Alba ci ha abituati al 31,6%, con cinque calorie in meno rispetto alla Baci Perugina, che presenta 549 calorie ogni 100 grammi.

La lista ingredienti non stupisce: niente olio di palma e piccola percentuale in più di nocciola se manteniamo il paragone con la Nutella: zucchero, grassi vegetali (olio di girasole, burro di cacao in proporzione variabile), Nocciole 14%, (pasta di nocciole, 11%), nocciole in pezzi 3%, siero di latte in polvere, cacao magro in polvere 8%, lecitina di girasole, aroma naturale di vaniglia, aromi naturali.

D’altronde, che Crema Baci Perugina sarebbe senza granella di nocciola?

Il gusto

Crema Baci PeruginaCrema Baci Perugina

 

L’aspetto ricorda parecchio il nutelloide più famoso della globosfera, non fosse per il colore che vira su tonalità più tostate e la presenza di granella (poca).  Anche i sentori in olfazione diretta ricordano parecchio la spalmabile di casa Ferrero. Naso intenso e godibile, un compendio sulle nocciole tostate. Più flebili e meno caratterizzanti invece i sentori di cacao.

Quello che convince decisamente meno è il sapore che, diversamente dai godibili contrappunti amari del Bacio, palesa una dolcezza che diventa stucchevole; noi l’abbiamo assaggiata in purezza ovviamente, senza avvalerci di pani in cassetta e fette biscottate. Sarà per la scarsa presenza di nocciole (vero, ce ne sono di più rispetto alla Nutella, ma per traslitterare il Bacio Perugina in barattolo forse meritava rincarare la dose), per una banale questione di proporzioni insomma, o forse per il fatto che in un Bacio si mastica concentrandosi su altri aspetti dell’esperienza, mentre qui il tutto è giocato sulla fluidità di una crema, su una cucchiaiata di zuccheri insomma.

Sembra palesarsi meno anche la nota di cacao che nel Bacio è di certo più evidente ed aiuta a creare maggiore complessità bilanciando non solo il compendio aromatico ma anche il finale gustativo che qui appunto rimane monocorde, dolce. Viene da chiedersi se il prodotto voglia parlare allo stesso pubblico o cerchi di intercettare altre fasce d’età (più giovani).

Qualunque siano gli intenti caro signor Nestlé, se volevi farci vivere una madeleine a nostro avviso serve lavorare un pochino sulla ricetta. A questa tentazione forse possiamo resistere, se ne farà una ragione anche O. Wilde.

[Per questa prova d’assaggio ho avuto a disposizione ben 14 palati, un’intera classe di pasticceria che ha tracciato il profilo sensoriale con me e che soprattutto mi ha aiutato a reperire il barattolo, tutt’ora difficile da trovare. Il bello di insegnare in una scuola di cucina è anche questo]

1