Londra, 1849. Charles Henry Harrod, aiutato da due assistenti, apre una piccola drogheria per vendere tè, caffè e biscotti.
Londra, 2018. La piccola drogheria è diventato il tempio del lusso da 5000 dipendenti che tutti conosciamo, in un edificio appariscente di Knightsbridge: 90.ooo metri quadrati distribuiti su 8 piani, 300 reparti, 146 ascensori, un numero indefinito di scale mobili, compresa quella voluta da Harrod in persona, la prima nel Regno Unito, costruita nel 1898.
E una lista infinita di articoli, dall’orologio ai sandali, dai diamanti al tè verde. Anzi, “dallo spillo all’elefante”, come recita lo slogan. Di lusso, pure quello.
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Proprietà della Qatar Holding dal 2010, meta obbligata per migliaia di turisti e per i vip senza problemi di portafoglio che fanno shopping di diamanti, orologi, capi di alta moda tra i più esclusivi al mondo, inclusi magnati e principi in Bentley con autista, Harrod’s si sta rinnovando radicalmente.
Con il passare dei decenni il grande magazzino del lusso si è sempre più rivolto a turisti e clienti facoltosi piuttosto che al londinese medio. Ma oggi che la formula attira-turisti appare un po’ datata, Harrod’s ha avuto l’intuizione di proporre qualcosa che i propri clienti nell’era di Amazon e del consumo online non possono avere: la possibilità di vedere, guardare, toccare e annusare quello che vogliono portarsi a casa.
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Nelle sale del cibo, le food hall riservate dal 1902 a ogni genere di squisitezza, oggi si trovano nomi di alto livello della gastronomia internazionale, come Lance Gardner, il panettiere vip che ha lavorato con i più blasonati ristoranti di Londra.
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Insieme ai suoi assistenti lavora sotto gli sguardi curiosi dei clienti, aiutato da un pannello sulla parete che indica quali tipi di pane si producono e a che ora, mentre una campanella suona quando vengono tirati fuori dal forno. Gardner sforna 15 varietà di pane, e poi pasticcini, torte, biscotti, tutti deliziosi.
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Poco distante Bartosz Ciepaj, dieci anni di esperienza e la fama di barista migliore del mondo, si occupa del caffè: lo tosta e incanta i clienti parlando senza sosta di varietà, miscele, metodi di tostatura e luoghi di provenienza.
Mentre nei pressi Angelo Tantillo, lo stilista del tè con i baffi a manubrio, prepara miscele personalizzate che i clienti posso richiedere ogni volta che lo desiderano.
Siamo pur sempre da Harrod’s, di conseguenza niente di ciò che è proposto al suo interno può dirsi troppo economico. Avere un pane insaporito a proprio piacere costa un surplus di circa 4 euro, oltre al prezzo della pagnotta che è di oltre 6 euro, mentre le torte, tutte magnifiche, si attestano su un prezzo medio di circa 55 euro.
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Del resto, nessuno entra da Harrod’s per fare un affare, ma per concedersi un qualcosa di gratificante, a seconda delle proprie disponibilità, che siano diamanti e preziosi oppure tè e biscotti.
Ad ogni modo, ora il dado è tratto, e la sfida di Harrod’s è stata lanciata: portare i londinesi a riappropriarsi del loro più antico e leggendario grande magazzino. Prendendoli per la gola.
[Crediti | Bloomberg]