di Stefania Pompele 18 Dicembre 2015
panettoni vegani

Se la lista della spesa è una saturazione che non vi basta mai ma non siete velleitari che si fanno fare fessi dalle mode, sappiate che Giudizio Universale prima fa il test ai prodotti gourmet poi esprime il verdetto: paradiso, inferno, purgatorio.

Ma Dissapore non ha già Prova d’Assaggio? Vero, ma quello è un test sui prodotti del supermercato.

E per costituzione Giudizio Universale si serve di sette palati altrui (dicasi panel), cui fornisce le caratteristiche salienti del prodotto da valutare (taratura) e una scheda per tradurre il responso in parole e numeri.

Anche sui prodotti vegani, certo. Perché a noi cereali e legumi fermentati piacciono (malgrado qualche remora su certe variazioni di tofu ma va beh).

Ma soprattutto ci state a cuore voi, amici vegani (sì, questo è sempre Dissapore).

E dato che non è Natale senza “panettone”, ma non chiamatelo così che il legislatore si infufa, abbiamo scelto alcuni lievitati dolci che possano soddisfare le vostre integerrime papille.

Questi i prodotti in assaggio, presentati nell’ordine:

ProBios – Go Vegan, dolce di Natale con uvetta (gr. 500 € 9,30);
La fornarina SRL– dolce di Natale vegano bio con uvetta e canditi (gr. 500, € 13,50)
Pasticceria Da Angelo, dolce di Natale con uvetta e canditi (gr 750, € 30 con spese di spedizione);
Vergani, dolce di natale vegano (gr. 750, € 14,90).

CRITERI

Annosa questione. Mi sono interrogata su quali informazioni fornire ai giudici in fase di taratura, ho poi optato per un generico ‘lievitato dolce che utilizza grassi vegetali’, con l’intento di dare un colpo al cerchio (evito di specificare si tratti di prodotti vegani) e uno alla botte (cerco di limitare i paragoni con i lievitati che utilizzano burro e uova).

Insomma predispongo il palato a qualcosa di eventualmente diverso e ignoto.

Simile dovrà però essere la consistenza, dato che di lievitati si tratta. Sensazioni olfattive, sofficità, masticabilità, presenza di frutta e umidità dell’impasto hanno catturato la nostra attenzione orientando le scelte. Eccole:

PARADISO

Vergani

VERGANI

[ingredienti: farina di grano tenero tipo”0”, acqua, uva sultanina 16% (uva sultatina – olio di semi di cotone), zucchero, margarina vegetale (olio di riso – burro di cacao – acqua- olio EVO – sale – lecitina di girasole),  scorze di arance siciliane candite 9,5% (scorze di arance – sciroppo di glucosio – zucchero – zucchero di canna), lievito naturale 7,5%, emulsionanti: mono e digliceridi degli acidi grassi (colza), lievito, sale, aroma naturale di vaniglia]

Aspetto invitante, aromi di frutta, agrumi in particolare (mediana 5 su scala 0-9).

Il taglio evidenzia la generosa quantità di uvetta e arancia amara candita, fondamentali per ingolosire naso e palato, arricchendo l’uno di note agrumate, l’altro di acidità e di una godibile alternanza di consistenze. Soffice qb.

Insomma, apprezzabile.

PURGATORIO

Pro Bios

PROBIOS

[Ingredienti: *farina di frumento 33%, *uvetta sultanina, *sciroppo di agave 15%, *olio di semi di girasole 13%, *farina di soia, lievito madre di pasta acida di frumento 7% (*farina di frumento 5%, acqua), *malto d’orzo. Emulsionante: lecitina di girasole, sale marino, aroma naturale di agrumi, aroma naturale di vaniglia. Biologico]

Amate le note tostate? Vi piace il pane abbrustolito, il caffè tostato scuso?

Allora potreste apprezzare questa versione ‘roastie’ di dolce lievitato. A noi è piaciuta un po’ meno.

Il tostato (mediana 6 su scala 0-9) deprime il corredo aromatico, uvetta e sentori agrumati (due pezzetti di agrumi pareva brutto metterli?) cedono il palcoscenico alle note tostate che rasentano il bruciacchiato.

La componente fruttata si limita a rinfrescare il palato (acidità mediana 4 su scala 0-9).  La consistenza ricorda più un pane alla frutta che un “grande lievitato”, un’idea di Zelten trentino.

panettone vegano, la fornarina

LA FORNARINA

[Ingredienti: farina di frumento tipo “00”, *uva sultatina, *zucchero di canna, *farina di farro, lievito naturale, *olio di semi di girasole, *scorze d’arancia candita (scorze d’arancia, *zucchero di canna, *sciroppo di glucosio-fruttosio, *succo di limone), *latte di soia, *glucosio di mais, *glutine di frumento, sale. Emulsionante: *lecitina di soia, *essenza naturale di arancia. *biologico]

In sintesi? Un pane in cassetta alla frutta. Aspetto, consistenza e sensazioni olfattive riportano al mondo del ‘bauletto’ confezionato.

Sensazioni che traduciamo con un generico ‘ammoniaca’ (mediana 6 su scala 0-9) che a tratti svetta sulle più godibili note fruttate. Sofficità presente (mediana 6 su scala 0-9) ma corredo aromatico un filo deprimente.

INFERNO

Panettone vegano, pasticceria da angelo

PASTICCERIA DA ANGELO

[ingredienti: farina di grano tenero bio tipo “0”, scorze di arancia 9% (scorze d’arancia, sciroppo di glucosio-fruttosio, saccarosio), scorze di cedro 9% (scorze di cedro, sciroppo di glucosio-fruttosio, saccarosio), zucchero di canna bio, uvetta sultanina australiana, lievito madre fresco (frumento), burro di cacao bio, olio di mais bio, pasta di arancia candita 2% (scorza d’arancia, sciroppo di glucosio-fruttosio, saccarosio), lecitina di girasole, germe di grano bio,fecola di papate, sale, aroma naturale di vaniglia]

Forse l’unico prodotto davvero “artigianale” tra quelli in assaggio. Ci spiace signor Angelo, le tue intenzioni sono buone, la lunga lievitazione e pure il fatto che utilizzi solo burro di cacao, ma santiddio, hai assaggiato uno dei tuoi ‘panettoni’ dopo qualche settimana trascorsa nel sacchetto?

Non ci è dato sapere a quando risalga il lotto in assaggio, leggendo la data di scadenza (07/01/16) l’ipotesi che il prodotto non sia freschissimo non appare così remota.

La consistenza sembra confermare la tesi.

Quel che è certo è che l’assaggio ha evidenziato un prodotto quasi privo di umidità, sofficità non pervenuta (ci ha turbato la lievitazione).

‘Pane all’uvetta di Natale’ ci sarebbe piaciuta di più come definizione. Una generosa dose di canditi avrebbe magari aiutato il naso a ingolosire il boccone, che invece risulta poco aromatico (mediana 4) e dominato da note di cereale e oli.

All’inferno anche burro e uova, lo so. Ma anche ‘alveolatura, lievitazione, sofficità mi è parso siano state un filino mortificate.

Rabbrividisco al calduccio del fuoco eterno palatale mentre attendo i vostri consigli.

Che mi sono persa?