Com’è la Nutella Peanut: recensione della nuova crema alle arachidi Ferrero

Abbiamo testato Nutella Peanut, novità assoluta di Ferrero a base di arachidi, con cuore di cacao e nocciole tostate. La nostra recensione, completa di ingredienti, il confronto con la Nutella.

Com’è la Nutella Peanut: recensione della nuova crema alle arachidi Ferrero

Il lettore non si scapicolli al supermercato: la Nutella Peanut in Italia non è ancora in commercio. E se state per scoprire com’è non è perché la redazione di Dissapore l’ha ricevuta in anteprima. Semplicemente io vivo negli Stati Uniti, dove il barattolino (lo stesso identico che troverete in Europa, e con grande riscontro, ne siamo certi) si può acquistare online e in alcuni supermercati, fra cui Walmart, Aldi e Target.

La novità è dirimente: il nuovo gusto (arachidi) di Nutella è una prima volta assoluta per il gigante dolciario che deve il suo successo globale proprio alla crema spalmabile a base di nocciole e cacao. Talmente iconica che la riconosce persino l’autocorrect del telefono, enne maiuscola compresa.

Una Nutella alle arachidi è già la novità dell’anno

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Per più di sessant’anni la ricetta è rimasta immutata, fatta salva la provenienza delle nocciole. Del resto, per la salvaguardia stessa del prodotto e dei suoi milioni (miliardi?) di fan, la frutta secca non poteva inevitabilmente continuare ad essere la nocciola.

Fino appunto a oggi. E fa strano che, per quello che possiamo considerare a tutti gli effetti il più autentico prodotto tipico italiano (se non siete convinti ascoltatevi la puntata del podcast DOI dedicata che porta parecchie e valide prove in merito), la novità non parta dall’Italia.

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La neonata Nutella Peanut arriva dagli Stati Uniti d’America, precisamente dagli stabilimenti di Franklin Park, Illinois e Parsippany, New Jersey. Un altro pianeta rispetto ad Alba, con le sue viuzze sabaude e il profumo ineluttabile di nocciole tostate. D’altronde poco importa: Ferrero è ormai l’eccellenza italiana globale che ha sbancato ovunque, 170 paesi su 5 continenti.

E allora, nonostante l’importanza storica e affettiva della casa madre, era quasi inevitabile che un passo così importante non avvenisse in patria. Ci sono diversi motivi ovviamente, e il primo riguarda proprio il gusto. Inteso non nel senso di flavor, ma proprio di gusto sociale. L’idea di accostare le arachidi alle nocciole è molto più vendibile negli Stati Uniti che nella cara vecchia Europa, dove per ora il concetto di peanut butter resta sdoganato nei contesti di palestra, wellness proteico e poco più.

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Poi occorre considerare la funzionalità del prodotto, sempre dal punto di vista americano. Di certo non c’era bisogno dell’ennesimo burro di arachidi laddove la categoria conta svariate decine se non centinaia di varianti fra industria e artigianato. Nutella però si scava una nicchia, presentandosi come qualcosa che forse mancava. Ovvero crema di arachidi con cacao, in pratica una Reese’s Cup (bonbon cioccolatoso ripieno di peanut butter) in formato spalmabile. Con in più la garanzia e reputazione di Nutella, oltre ovviamente al tratto distintivo delle nocciole tostate di stampo “italiano”.

Cos’è Nutella Peanut

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Soffermiamoci sulla definizione. Il nuovissimo prodotto Nutella viene descritto innanzitutto come “Peanut Spread with Cocoa”. Non solo: perché a guardare bene l’etichetta si legge “A creamy, chocolatey, peanut experience”.

L’enfasi è dunque tutta sulle arachidi, almeno nelle intenzioni. E per quanto possa essere un concetto scontato per un prodotto che si chiama letteralmente Nutella Peanut, non lo è affatto. Si tratta di posizionamento. Almeno in questo senso, Nutella Peanut non si pone tanto in alternativa alla Nutella classica, ma come possibile competitor delle creme spalmabili a base arachidi. Questa è la vera categoria in cui gioca, alla faccia di tutti gli altri mix esistenti sul mercato americano.

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C’è però un altro aspetto da prendere in considerazione. Il nuovo Nutella Peanut infatti è completamente vegetale. Il siero di latte in polvere viene qui sostituito dalla farina di arachidi, una mossa intelligente per migliorare consistenza, densità e intensità gustativa. Presa in questo senso dunque diventa effettivamente alternativa veg alla Nutella classica, con buona pace di tutti gli allergici alle arachidi.

Il punto però è che finora negli Stati Uniti non è stata marcatamente pubblicizzata in questo modo. Che sia vegetale se ne accorge solo chi legge l’etichetta. È anche vero che in effetti, se da noi la versione Plant Based ha avuto molto successo, negli USA non ci è mai arrivata. Quindi grazie alla Peanut finalmente anche i vegani americani avranno la loro Nutella di elezione.

Nutella Peanut: ingredienti e packaging

ingredienti nutella arachidi

Il logo resta sempre lo stesso, ma cambia il colore di fondo. Enfatizzando le arachidi, Nutella Peanut diventa arancione dal tappo all’etichetta. Dietro alla scritta, il disegno autoreferenziale della crema spalmabile stessa circondata da noccioline e cacao. Sparisce dunque la cara vecchia fetta di pane attorniata dalle nocciole, rappresentata anche nella versione Plant Based. D’altronde quel tipo di sourdough dell’immaginario Nutella non è proprio il pane quotidiano (in tutti i sensi) negli Stati Uniti.

Per quanto riguarda gli ingredienti c’è una novità. Cambia l’ordine, ovvero cambia la composizione del prodotto. A differenza di Nutella e Nutella Plant Based, l’olio di palma viene scalzato dal suo secondo posto fisso. A sostituirlo ci sono le arachidi, dopo lo zucchero ovviamente.

Ecco la lista ingredienti completa: zucchero, arachidi, olio di palma, farina di arachidi, cacao, nocciole, lecitina, sale, vanillina da aroma artificiale.

Nutella Peanut: Prova d’assaggio

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Il colore di Nutella Peanut è quasi indistinguibile da quello di Nutella classica. Il marrone cioccolato è quello, e se proprio dovessimo cercare il pelo nell’uovo potremmo notare una sfumatura più calda e chiara della tonalità, dovuta certamente al blend con le noccioline. Anche sul fronte consistenza ci siamo. Unica nota: una texture già all’occhio leggermente più densa, probabilmente frutto della componente importante di farina di arachidi.

Al naso troviamo un profumo intenso e rotondo su cui spicca l’arachide, specie in farina. In questo caso la nocciola resta più sul fondo, insieme al sottilissimo amaro del cacao. A confezionare il bouquet ci pensa la nota vanigliata quasi burrosa.

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In bocca Nutella Peanuts sa decisamente di noccioline, almeno all’inizio. Perché dopo qualche secondo esplode il gusto classico Nutella, inconfondibile con una nota preponderante di vanillina. C’è il tostato dell’arachide ma anche dello zucchero, quasi in caramello. Il sapore verte decisamente (a tratti troppo) sul dolce, come se stessimo figurativamente masticando zucchero in granelli.

In questo senso forse ci sarebbe stato bene un contrasto salato più marcato, ma chiaramente sono gusti. La consistenza è fluida e cremosa, leggermente untuosa ma ben emulsionata in puro stile Nutella. Ha lunga persistenza gustativa, un finale lento e continuo che lascia un ricordo netto di arachidi.

Nutella Peanuts vs Nutella: il confronto

L’analisi sensoriale di Nutella Peanut ci porta a più di una conclusione. E non possiamo fare a meno di confrontarla con gli altri due prodotti che richiama: Nutella Plant Based, vista la base vegetale; e la crema agli arachidi tipo sul mercato.

Il campionato si gioca su tre categorie diverse: gusto, valori nutrizionali e destinazione d’uso. Partiamo dal primo. Nutella Peanut assomiglia molto più a Nutella che a un qualsiasi peanut butter, su questo non ci piove. Se il naso ci aveva tratto in inganno, dopo qualche istante la bocca ci riporta dritti dritti ad Alba. Non perché non si sentano le arachidi, anzi. Tuttavia base e consistenza restano davvero inequivocabili.

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I valori nutrizionali invece sono più vicini ai derivati del burro di noccioline, e per certi versi migliori rispetto a Nutella Plant Based. Per porzione di 100 grammi ha più grassi (35g) allineandosi al contenuto medio del peanut butter classico, ma pur sempre in maggior quantità rispetto Nutella Plant Based. Più proteine (13,5g) a metà strada fra burro di arachidi (30g) e Nutella (6,8g). Soprattutto però contiene assai meno zuccheri rispetto a Nutella Plant Based: 38 grammi contro 45,4 grammi.

Infine, parliamo di destinazione d’uso. Nutella Peanut fa le veci della Nutella per vegani o di una normale crema di noccioline? Non facilissimo da definire. Da una parte, lo abbiamo detto, c’è l’enfasi sulle arachidi. Dall’altra resta il gusto classico della crema italiana, con proprietà spalmabili superiori, tecnicamente parlando.

Probabilmente Nutella Peanut si configura come un ibrido. Capace di far felici i fan della nocciolata e dare un twist al classico PBJ sandwich americano. Sicuramente, vista la componente dolce e cioccolatosa, non va a sovrapporsi esattamente al burro di arachidi più o meno in purezza. E forse almeno in questa veste gli americani ne avevano bisogno fino a un certo punto.

D’altra parte, in Europa un prodotto del genere sarebbe benissimo in grado di sdoganare il burro di arachidi come categoria. Un po’, da appassionati del settore, ce lo auguriamo. E forse in futuro un ipotetico lancio sarebbe in grado di provocare un hype simile o addirittura pari a quello a cui abbiamo assistito con i Nutella Biscuits. Staremo a vedere. Nel frattempo speriamo di avervi incuriosito e chissà, fatto venire voglia di fare merenda.