di Cinzia Alfè 18 Novembre 2016
carrefour market

Non c’è dubbio, la notte è un bel business. E no, non stiamo parlando di sordidi traffici negli angoli più bui delle nostre città, ma di qualcosa di molto più semplice: la spesa settimanale.

Da qualche tempo, infatti,  molti italiani possono farla senza riversarsi disordinatamente nei supermercati il sabato mattina, iniziando così nel peggiore dei modi il sospirato fine settimana, bensì andando a rifornirsi di viveri e vettovaglie in più comodi orari serali.

O addirittura notturni.

E questo per via dei supermercati Carrefour, che, come segnala Wired.it, già da qualche tempo stanno sperimentando con indiscutibile successo l’apertura 24 ore su 24, notte compresa, per venire incontro alle mutate esigenze e ai ritmi della società contemporanea.

Dopo l’apertura del primo punto vendita a Milano, in Piazza Clotilde, protagonista su Dissapore di un memorabile racconto, i supermercati con orari non-stop si sono via via diffusi e a oggi i punti vendita aperti 24 ore su 24 in tutta Italia sono passati dai 93 dello scorso gennaio agli attuali 175.

Dati che non lasciano dubbi sul successo dell’iniziativa, come d’altronde confermato da Carrefour, che ha comunicato come le vendite dei supermercati interessati dalla sperimentazione siano aumentate per valori compresi tra il 9% e il 12% solo a Milano, per toccare punte del 15%-16% nelle zone più periferiche.

Numeri che lasciano intendere l’esistenza di una reale esigenza di mercato: “Se il modello dell’apertura 24 ore su 24 continua, è perché c’è un riscontro positivo”, dichiara Carrefour.

E anche le altre grandi catene di distribuzione si stanno aprendo alla nuova formula: alcuni punti vendita della catena Unes  già propongono un orario continuato fino a mezzanotte, mentre Esselunga ha esteso l’orario di apertura sia al mattino che alla sera.

I supermercati Carrefour su cui è stata finora testata la formula 24 ore sono i cosiddetti “superette”, negozi cioè di taglia media che offrono un assortimento di prodotti abbastanza ampio da poter risultare soddisfacente per i clienti, senza per contro aver bisogno di un’eccessiva forza lavoro.

Il personale impiegato durante le ore notturne è notevolmente ridotto rispetto a quello diurno, e composto in genere soltanto da un paio di cassieri, una guardia giurata e un addetto agli scaffali.

Inoltre, i lavoratori destinati agli orari notturni sono individuati esclusivamente su base volontaria, chiarisce Carrefour, e in caso di insufficienza di personale viene fatto ricorso ai cosiddetti “lavoratori in somministrazione”, gestiti da agenzie di lavoro interinale.

Ed è proprio questo “risparmio” in termini di forza lavorativa a rendere economicamente conveniente l’apertura notturna, che registra un traffico di clienti, e relativo fatturato, ovviamente molto inferiore rispetto ai volumi del giorno: “Non c’è il flusso di clienti della giornata, ma una quantità sufficiente perché questo modello regga – fanno sapere da Carrefour Italia -, e gli scontrini tengono in pareggio le strutture”.

Una formula, quella dell’orario non-stop, che sembrerebbe venire incontro alle esigenze di tutti: a quelle dei consumatori, che hanno sempre meno spazi durante la giornata da dedicare alla spesa settimanale; a quelle dei lavoratori, cui la formula della volontarietà lascia margine nella gestione del lavoro offrendo l’opportunità di vedere incrementato il proprio reddito (anche perché il lavoro notturno è maggiormente retribuito); infine a quelle dell’azienda, che s’identificano con un equo ritorno economico.

Naturalmente, alla questione si sono anche interessati i sindacati, particolarmente attenti alla tematica della sicurezza, elemento non trascurabile nelle grandi metropoli, soprattutto durante la notte: “A noi interessa approfondire il tema della sicurezza sul posto di lavoro e sulle misure adottate dall’azienda – spiega Stefano Galli della Cisl Milano – . Sappiamo di negozi dotati di citofono, in cui i dipendenti aprono le porte solo su richiesta del cliente. Poi vogliamo capire come sono organizzati i turni, tra full time e part-time”.

Insomma, una formula che, per quanto ancora in fase sperimentale e suscettibile di miglioramento in alcuni aspetti, sembra comunque aver riscontrato il favore di tutti.

Rimane però un ultimo, fondamentale aspetto da chiarire: cosa succederà al povero Gianni Morandi se decidesse di pubblicare le proprie foto davanti all’entrata di un supermercato, con tanto di buste della spesa ricolme e largo sorriso d’ordinanza, non più di domenica mattina, bensì.. di notte?

In quella occasione, il poveretto se l’era cavata “soltanto” con una vagonata di insulti e accuse varie di sfruttamento indiretto dei poveri lavoratori,  costretti a sgobbare la domenica mattina per consentire a lui, e agli altri “biechi” pari suoi,  di riempire il frigorifero.

Questa volta, di fronte a un lavoro addirittura notturno, le conseguenze per il povero Gianni nazionale potrebbero essere ben peggiori.

Attento, Gianni: noi ti abbiamo messo in guardia!

[Crediti | Link: Wired, Dissapore, immagine di copertina: Internazionale]