di Marco giarratana 23 Ottobre 2015
clienti del supermercato

Ho una passione per l’osservazione della fauna da supermercato. Non chiedetemi perché, questo luogo magico in cui l’Homo Sapiens Sapiens si riversa ogni giorno per cacciare cibaglie inermi dà libero sfogo a tic comportamentali di ogni tipo.

Ci si potrebbero scrivere sopra saggi o romanzi. Non è un caso che David Foster Wallace abbia preso spunto dal momento della spesa alla fine di una spossante e nevrotica giornata di lavoro per scrivere uno dei suoi testi più toccanti, testi più toccanti roba che andrebbe insegnata nelle scuole.

Uno dei momenti topici per l’osservazione faunistica, sicuramente a causa della fissità della scena, è la fila alle casse.

Tra i bip dei registratori che scandiscono l’elettrocardiogramma impazzito dei consumi e le cassiere che ripetono Ha La Carta Fidaty? con tono automatico, sbucano tipologie umane che paiono vivere di vita propria, autentiche maschere teatrali che hanno in quell’arco spazio-temporale la grande ribalta.

Insomma, questi sono cinque simpatici animaletti che almeno una volta nella vita avrete incrociato (o che almeno una volta qualcuno di voi ha impersonato):

5. L’IMBARAZZATO CHE COMPRA I PRESERVATIVI

Il più innocuo e meno irritante del lotto.

Affetto da tenera timidezza sociale, nasconde il pacco sotto lo Spic&Span e le sottilette, tre tubetti di Spuntì e una scorta vitanaturaldurante di Saikebon. La confezione è come un rospo sotto il sasso, occultata da strati e strati di altra roba che ha preso con l’unico scopo di adibire il nascondiglio: in realtà non gli serve nulla.

Lui ostenta sicurezza come se fosse La Cosa Più Normale Del Mondo – e così dovrebbe essere – poco ci manca che fischietta disinteressato, ma quando la cassiera ghermisce il misfatto, il suo volto s’accende, vermiglio come un semaforo.

Di norma mette i palloncini in busta rapidamente e guadagna l’uscita con passo spedito lasciandosi alle spalle una scia di pavimento fumante, tanto va veloce.

4. IL DISTRATTO CHE DIMENTICA DI PREZZARE FRUTTA E/O VERDURA

E che quando la cassiera lo pone di fronte all’oblio compiuto allungandogli il sacchettino, si gratta la testa, tenta di capire come sia possibile, balbetta qualcosa deglutendo sillabe intere e si guarda intorno cercando il sostegno del resto della fila in cui tutti però hanno lo sguardo monolitico dei Moai dell’Isola di Pasqua. Moai dell’Isola di Pasqua.

Indugia e forse spera che un codice a barre affiori per magia grazie a un abile barbatrucco, ma non è così.

Al che, illuminato dall’intuizione Vado E Torno, va ma ci mette un eone a tornare perché nella foga sbaglia tastino della bilancia nonché infila tutti i corridoi del supermercato e passa in rassegna tutte le casse prima di rimaterializzarsi in quella giusta con il talloncino perfettamente apposto sul sacchetto.

Aiutati che Dio t’aiuta.

3. IL COMODISTA CHE PRIMA IMBUSTA TUTTO E POI, SOLO ALLA FINE, PAGA

È parsimonioso e distribuisce gli articoli in base al peso e alla massa in buste diverse.

Il cassiere ha già detto Sono 89.70 €, lui continua imperterrito a infilare cose in duecento sacchetti e il cassiere è lì che lo fissa in attesa che gli allunghi dei contanti o una carta-o-bancomat e lui travasa la pasta da una sporta a un’altra e il cassiere lì immoto come un fotogramma cristallizzato di un film muto e nella fila c’è chi sbuffa sommessamente, chi si gratta la punta del naso e chi scarica l’ansietta muovendo il ginocchio al ritmo di canzoncine immaginarie.

Solo quando TUTTI gli articoli sono infilati in buste i cui pesi sono ben proporzionati, lui si decide a pagare. E magari non ricorda il PIN del bancomat, che andrà a riesumare dalle note sul telefono.

Calma, eh, state calmi, per cortesia.

2. L’ USAIN BOLT SCATTANTE ALL’ANNUNCIO “APRE CASSA 6”

Centometrista dell’opportunismo e specializzato in appropriazione indebita di precedenze che non gli spettano.

Non appena la cassiera proferisce la formula magica di 3-Parole-3 dalla cassa laggiù in fondo, scatta fulmineo verso il traguardo scartando individui che non hanno la sua stessa destrezza nel farsi largo a suon di carrellate.

Arriva e schiaffa tutto sul rullo e se ci si azzarda a fargli notare che la fila era diversa, è capace di impartire lezioni sul Chi Ultimo Arriva Male Alloggia.

Mestatore nato.

1. IL SUPERATORE INCONSAPEVOLE

Qui entriamo in zona Tentato Omicidio (e passo alla narrazione in prima persona, scusate).

Il lui o la lei in questione arriva e mi si affianca ma poi, con oscure movenze più simili a una silente danza ipnotica, riesce a smarcarsi e guadagnare, passettino dopo passettino, quei centimetri necessari a superarmi.

Con la coda dell’occhio tiene sotto controllo la mia sagoma, che per lui-o-lei è un simpatico cartonato mobile, e quando, con un colpetto di tosse ed estremo garbo dico Signore/a, Scusi, Lei Era Dopo Di Me, un viso angelico e incolpevole mi si staglia di fronte e mi raglia addosso un Oh, Mi Perdoni, Non L’Avevo Vista, Se Vuole Può Passare.

Non Mi Avevi Visto? Se Voglio Posso Passare? E la parte sugli unicorni dorati che giocavano a briscola con un basilisco quando arriva?

Strozzati con un salatino.

Ne manca qualcuno?